Dipendenti Acea, prima timbravano poi andavano a vendere automobili

di CARLO ROMANELLI

Una ‘talpa’. Un dipendente stesso dell’Acea avrebbe portato alla luce l’episodio di duplice assenteismo che vede coinvolti due funzionari, da poco assunti per chiamata diretta, denunciati per peculato, truffa e falso: dopo avere timbrato il cartellino anziché lavorare in ufficio si recavano nell’autosalone di uno dei due e venedevano auto. E si facevano accompagnare dai vigilantes dell’azienda capitolina. Non solo ma avrebbero inventato trasferte con relative sostanziose spese per ‘coprire’ la loro permanenza nell’autosalone.

L’indagine dei vigili urbani guidati dal comandante Antonio Di Maggio dunque sarebbe partita da una denuncia sporta alla polizia municipale da una fonte interna alla stessa Acea. Un dipendente che aveva notato quei cartellini timbrati e poi le assenze reiterate, le note spese per viaggi mai fatti, e, probabilmente, la scarsa presenza in azienda dei due funzionari neoassunti per chiamata diretti e responsabili di due uffici. La denuncia è stata presentata in forma anonima alcuni mesi fa. Probabilmente fatta da una persona che i due li conosceva bene o li aveva ‘osservati’ a lungo: era molto dettagliata e descriveva orari e spostamenti dei due indagati. Inoltre paventava anche una serie di irregolarità sui rimborsi richiesti dai due. E, sembra, anche sulle modalità di assunzione compresi i titoli di studio forniti nel curriculum da uno dei due funzionari. Nelle prossime ore gli atti saranno trasmessi alla Procura di Roma.

L’Acea intanto ha sospeso cautelativamente i due in attesa che la magistratura faccia luce sul caso che rischia di scatenare anche nell’altra municipalizzata, dopo l’Atac, una nuova bufera. L’azienda -precisa in una nota- ha adottato “un provvedimento di sospensione cautelare e avviato i necessari approfondimenti in merito alle responsabilità dei due dipendenti”. In azienda voci giravano a proposito di casi di assenteismo o meglio ”di un esposto presentato circa un anno fa, a cui ha fatto seguito un’attività investigativa negli ultimi mesi”, afferma il segretario della Cisal Federenergia, Maurizio Sartori, commentando la vicenda dei due funzionari dell’Acea denunciati per peculato. Originale lo sbigottimento dei sindacati, che sanno tutto in azienda quando si tratta di “diritti dei lavoratori, un po’ meno quando si tratta di loro “doveri”. Così, Sartori, come altri colleghi sindacalisti, afferma che comunque la ”vicenda è un fulmine a ciel sereno”.

Molto orifinale Fernando Carti della Ggil: ”L’ho appreso dai giornali – dice anche Roberto Dimiziani, della Usb -, non ne sapevo nulla. Non pretendo di conoscere tutti i seimila colleghi dell’Acea ma non mi erano giunte nemmeno voci. Mi stupisce, nel caso, che questa cosa fosse sfuggita alla organizzazione aziendale”.

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2 Comments

  1. Albert1 says:

    Niente di strano, anzi. A guardar bene, non mi stupirei se una fetta sostanziosa del “sommerso” fosse causato non da quei mostri degli autonomi, bensì da quella marea di dipendenti pubblici che svolge il secondo lavoro, in nero, nell’orario del primo!

  2. Dan says:

    “Molto orifinale”

    Trattasi di typo, di erre moscia o di un neologismo che mescola “originale” e “orifizio” ?

    In ogni caso, geniale 😉

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