ACCORPARE LE PROVINCE? UNA CAGATA PAZZESCA. ELIMINARLE

di FABRIZIO DAL COL

L’Unione Europea  da un po’ di tempo ha smesso gli elogi nei confronti del premier italiano Monti,  e guarda con estrema attenzione alla ”spending  review’. Spinge il professore  a tagliare la spesa pubblica attraverso  lo strumento di razionalizzazione, e ora arriva anche la Bce a suggerire di accorpare le province ritendendo che le stesse possa essere l’unica vera  misura di taglio ai costi della politica. Se l’organismo Europeo, ovvero quella accozzaglia di burocrati e boiardi che sistematicamente imbeccano il da farsi ai Leader politici Europei,  è riuscito con grande acume a proporre una idiozia del genere, allora si può anche comprendere meglio perché sono solo dei burocrati senza testa politica. Personalmente li ritengo dei “produttori di danni”, in quanto con queste richieste hanno da una parte dimostrato una scarsa conoscenza delle istituzioni italiane, e dall’altra una grande abilità nel rifilarci ricette che sembrano invece essere un polpettone avvelenato. Se solo avessero studiato attentamente la conformazione politica degli organi istituzionali Italiani, non avrebbero confezionato una richiesta di riforma che oltre a non tagliare niente sui costi della politica, aumenta i costi della burocrazia e di conseguenza i conflitti di gestione e le competenze territoriali.  Le province, anche se accorpate, manterrebbero in toto tutte le normative, i vincoli e gli obblighi che, come sappiamo, vanno condivise prima con il governo regionale e poi con le amministrazioni comunali. Di fatto, nel tempo sono divenute una sorta di un baraccone costoso, la cui burocrazia da esse prodotta, oltre ad allungare i termini dei procedimenti e delle pratiche, ci fa ricadere i costi aggiuntivi per il loro mantenimento. Che dire poi dell’ inevitabile conflitto politico che ne scaturirebbe per sistemare i “trombati” nelle novelle province? La soluzione ottimale dovrebbe essere l’eliminazione totale di questi enti, ma l’assist europeo al governo italiano di procedere con il loro accorpamento diventa invece un toccasana per le forze politiche.

Dalle mie parti si direbbe “Pexo el tacon del sbrego” che significa la toppa è peggio del taglio. Probabilmente, si saranno ispirati alla grande riforma dei Tedeschi  che, per risparmiare sui costi della politica e aumentare l’efficienza dei servizi al cittadino, ha messo in pratica  l’accorpamento dei Comuni, e fatto nascere agglomerati urbani da 40.000 abitanti. Allora “ I saputelli europei “  che fanno? pensano in grande, stabiliscono a priori che ciò che va bene da una parte debba per forza andar bene dall’altra, dimenticando però che l’Italia non è un paese federale. Stante la richiesta di accorpamento  delle province partita dalla Ue, c’è da sperare che il professor Monti  la finisca di accettare i diktat europei, soprattutto quando gli stessi  si potrebbero  definire una “cagata  pazzesca”, e proceda invece speditamente con il taglio di tutti gli organismi provinciali. E’ frustrante e inaccettabile che in Italia non sia mai possibile tagliare dove si potrebbe, e si riesca invece sistematicamente a tagliare dove non si dovrebbe.

Intanto, dal momento che la modica cifra di qualche centinaio di milione di euro sta diventando per le casse statali sempre più necessaria, il  Professor Monti dovrebbe intervenire immediatamente sulla  cosiddetta legge “ mancia”, che per intendersi è quella legge partorita su misura, per tenere ingrassati i partiti. E’ mai possibile che nemmeno questa legge schifezza, possa essere definitivamente revocata? o il professore ha già dimenticato le parole pronunciate alla conferenza per il suo insediamento? Equità diceva ieri il premier, e visto che  il concetto della “modica cifra” è sempre più necessario per le casse statali, va letteralmente a farsi friggere  la parola equità, e stante i fatti, sarebbe  meglio venisse chiamata con il suo vero  nome: ambiguità.

 

 

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34 Comments

  1. fabio ghidotti says:

    “provincia” è la traduzione istituzionale italiana del francese “departement”: è lo spazio ritagliato attorno al prefetto perchè sorvegli a nome dello Stato centralizzato una porzione di territorio “nazionale”.
    Quindi l’unica vera riforma istituzionale seria sarebbe ABOLIRE I PREFETTI! Non è una proposta tanto rivoluzionaria o separatista, se non sbaglio ne parlava anche Luigi Einaudi…ma sarebbe una riforma democratica, prima ancora che di risparmio: non vogliamo controlli motivati da concezioni antiche e autoritarie dello Stato!
    Solo dopo, ha senso chiedersi se le province servano a qualcosa, controllando le competenze di Regioni e Comuni e senza fare ragionamenti di carattere solo economico. Non si può parlare allo stesso modo delle province che pagano di tasca propria i loro dipendenti e di quelle che se li fanno mantenere da altri… Non possono avere lo stesso significato, ad es., la provincia di Isernia (istituita per compensazione, visto che a Termoli era stato concesso uno stabilimento FIAT) e quella di Sondrio, che ricalca un territorio ben identificato dalla geografia, dalla storia, dalla cultura locale.
    Ragionando solo in termini populisti c’è il rischio di vedere insieme l’abolizione delle province e il mantenimento dei prefetti: un capolavoro centralista che questo governo nazionalista sarebbe capace di fare….

  2. Ultimi Veri Venexiani says:

    @ sciadurel, purtroppo i dipendenti pubblici non possono essere licenziati se non per giusta causa (comunque anche in caso di peculato sono stati poi reintegrati dalla magistratura). E’ il solito discorso dell’art. 18 che tutti i sindacati proteggono. Meglio sarebbe se Il mondo del “Lavoro” comprendesse che una vera rivoluzione e validissima soluzione, perfetta sotto il profilo socio-economico, potrebbe essere l’unificazione dei due “sistemi di lavoro”, cassare quello dipendente in tutte le sue forme prevedendo il solo lavoro autonomo o società di persone o società di capitale e persone. L’Italia diventerebbe in Europa il paese più competitivo in assoluto: equità fiscale senza pari, altissima produttività, azzeramento definitivo del licenziamento, del precariato, dell’apprendistato, della cassa integrazione, dei sindacati, della confindustria e confartigianato. Un risparmio enorme, finalmente sarebbe possibile ottenere, da tutti i lavoratori, nelle scelte di vita aziendale, consapevolezza e responsabilità, elevatissima competitività, giusta selezione meritocratica e infine, una concreta possibilità per tutti di maggiori compensi oltre alla ovvia partecipazione degli utili societari.

  3. Ultimi Veri Venexiani says:

    Eliminare le Province va bene, ma bisogna prevedere una riorganizzazione della Regione in quanto dovrebbe assorbirne le funzioni (scuole, strade. ecc.)

  4. sciadurel says:

    abolire le province ok … ma se non si lascia a casa i 92.000 dipendenti (licenziamenti) IL RISPARMIO E’ QUASI NULLO, perchè gli altri costi (come la manutenzione scuole e strade provinciali) verrebbero passati a comuni e regioni

    p.s. in itaglia NON ho mai visto licenziare un dipendente pubblico

  5. Franziskus says:

    Quello che ha fatto andare alle stelle la spesa pubblica è stata l’istituzione delle Regioni, e si capisce pure il perchè: Consigli, Parlamenti, sedi faraoniche e perfino ambasciate all’Estero. Le Regioni dovrebbero essere eliminate subito, a costo di cambiare la Costituzione.

    • heimat1591996 says:

      Condivido pienamente. Via le regioni. Accorpamento delle provincie, dandogli potere legislativo anche in materia di sicurezza e finanza. Eliminazione delle prefetture.
      Solo così potremo sperare di risolvere molti dei nostri problemi.

  6. Roberto Porcù says:

    Che ho detto? Gli sprechi non si eliminano senza che scorra sangue, e non sono io a dirlo, ma la storia.
    Qualcuno ho letto accettare l’abolizione delle province e propugnare le aggregazioni fra i comuni, ed a lui vorrei dire che il Gattopardo lo abbiamo letto tutti.
    Però l’aggregazione fra i comuni sarebbe senza costi.
    “Do pari de bae !” E dite pure a me che mi esprimo in modo volgare.
    Un tempo il nostro parlamento della amata casta era formato da eletti non retribuiti. L’elezione non era a suffragio universale e gli eletti facevano tutti parte della cerchia dei proprietari terrieri benestanti. Poi un po’ alla volta altri ebbero accesso alle elezioni e si disse che se la carica fosse rimasta gratuita, ad essa avrebbe di fatto avuto accesso una sola parte della società. Giusto, ma con tante tesserine via via attaccate siamo arrivati al bel mosaico che pensiamo di conoscere. Pensiamo giacché sono convinto che parte degli emolumenti dei nostri rappresentanti, a noi siano ancora sconosciuti.
    Quindi: niente aggregazioni fra comuni o altro, nemmeno a costo zero.
    I comuni hanno la regione come unico interlocutore.

  7. Enrico says:

    Cancellare le province?

    Cagata pazzesca, io direi di triplicarle e contemporaneamente chiudere i comuni sostituendoli con dei centri localizzati che dialoghino col cittadino.
    Risparmio di questa utopistica operazione???? solamente qualche decina di miliardi di euro all’anno.
    Facciamo i contoni anche in italia e forse qualcosa cambierà.

  8. Marco says:

    invece di pensare alle province cominciamo a favorire le unioni dei comuni, poi riuniamo lAbruzzo al molise ed eliminamo gia’ un costo consigli oregionale. questi li dimezziamo e rendiamo omogenea il costo della politica in tutta italia. Togliamo le auto blu a dirigenti, amministratori e parlamentari vari, a questi neiente piu’ abbonamenti o ingressi gratuti e dimezziamio Camera e Seanto: risparmio almeno 10 miliardi….

  9. Federico Lanzalotta says:

    Se volete cancellare le Province volete di fatto cancellare l’unica istituzione in cui mi riconosco.
    Con 1.262.869 abitanti la provincia di Brescia è un terzo della regione della Vallonia che ha 3.358.560 abitanti che a sua volta è composta di 5 province.
    1. Brabante Vallone (Brabant Vallon)
    2. Hainaut
    3. Liegi (Liège)
    4. Lussemburgo (Luxembourg)
    5. Namur
    L’autonomia inizia dalle piccole aggregazioni, non dalla loro distruzione.
    Lo stato non è necessario, le Province e le Regioni sì.

    • sandro Migotto says:

      cazzate. Il Belgio e’ uno stato creato nel 1805 per far da cuscinetto tra Francia e Germania. E’ senza storia, senza un bel cazzo. Il veneto ha 1100 anni di storia e non aveva alcuna provincia. Di cosa cazzo stai parlando?
      Tutti allineati, tutti coperti. le Provincie in Italia sono oramai la riserva indiana dei trombati e dei finiti (politicamente) che servono ai Partiti romani e lombardi a controllare il territorio; sono ostativi all’intrapresa e quindi, in ultima analisi contro la mia gente.

      • Trasea Peto says:

        …e invece la Serenissima Repubblica di Venezia al suo interno era “federale”. Esistevano le leggi e il fisco imposti dalla Dominante, ma ogni provincia aveva una certa libertà.

    • Trasea Peto says:

      In uno Stato centralista come la Maccheronia le Province, le Regioni e i Comuni non servono a niente perché tutto deve essere controllato e deciso dallo Stato e quindi pure le elezioni di Regioni, Province e Comuni in realtà sono una farsa e i vari politici che ne fanno parte sono degli inutili burattini al comando dei Prefetti.

      Anche secondo me le Province sono utili, ma in un altro Stato. La Provincia di Brescia tornerà utile quando si libererà dallo Stato occupante straniero.

      • Giacomo says:

        esatto. E quando sarà un’istituzione costruita dalla cittadinanza su misura delle esigenze dei cittadini e sotto il controllo inflessibile dei cittadini.

  10. Maciknight says:

    Le province vanno eliminate, su questo non ci sono dubbi, anche se è solo un primo passo … una buona idea sarebbe poi creare Ambiti Territoriali Omogenei tra comuni, senza istituzionalizzarli e burocratizzarli, ma solo per consentire ai piccoli comuni di aggregarsi con criteri oggettivi di condivisione di identità, cultura, interessi, ecc.. La cosa viene studiata soprattutto in Piemonte dove ci sono 1200 comuni la stragrande maggioranza dei quali sotto i mille abitanti …

  11. bepo giani says:

    Ma chi xe sto Castiglione dell’Upi? Qualcuno me lo pol spiegar che lego sempre el so nom e no so chi che sia?

  12. angelini says:

    La Lega vuol far fare lo sciopero fiscale ai cittadini (così poi finisce come con lo sciopero del canone RAI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) e intanto vuole salvare le province?????????? Ma siamo alla follia??????????? Ma cosa hanno in testa? Eliminiamo province e consorzi, pure queste unioni di comuni con presidenti vicepresidenti e cazzi vari saraà mica democrazia??? No è inciuco, sottobosco, spreco, convegni in località turistiche su temi fuffa con tanto di inviati Rai a spese del contribuente a far servizi del pippo e gite premio alr istorante. Ma aprite gli occhi!!!!!!!!!!!

  13. Trasea Peto says:

    lo Stato italia per risparmiare potrebbe liberarsi delle Venezie…si si, sono una speva, via via, raus, sparire, le Venezie non sono terre italiane, via via

  14. Gino says:

    Nel territorio della mia provincia, che io preferisco chiamare Contado, io mi riconosco, nella regione no.
    Cancelliamo la regione Veneto.

    • Fabrizio says:

      E il comune ?

      • Gino says:

        Certo anche nel comune che è la base di tutto.
        Contado come unione di comuni che condividono lo stesso percorso storico e culturale.
        Cancelliamo la regione Veneto.

        • Fabrizio says:

          Quindi, cosa dovrebbe rimanere ?

          • Gino says:

            Io spero che si realizzi uno stato dell’Alta Italia che arrivi fino alla linea gotica, con le province legate tra di loro così come i cantoni della Svizzera.
            Penso che in Svizzera ci siano dei cantoni più piccoli delle nostre attuali province.
            Poi all’interno delle province i comuni che sono l’ente fondamentale di riferimento per i cittadini.

  15. Gualtieroblanco says:

    Si, d’accordo, le province vanno eliminate però, caro Dal Col, con il linguaggio con cui ti esprimi non fai bella figura. Credimi.

    • Fabrizio says:

      Sono d’accordo.Capisco che il linguaggio non mi faccia fare bella figura,ma non è nemmeno il mio intercalare quotidiano. Quando ci vuole, ci vuole, credo che in questo caso non sia nemmeno improprio.

  16. budrio says:

    Ma state scherzando?????? Le province non si toccano sennò salta su Castiglione dell’Upi e vi spiezza in due, e poi la rubrica Territori di Rai Parlamento che fa? Chiude??? Ennò ennò ennoò ennoò state bravi sennò chiamo Errani e Delrio che vi spiezzano in due anche loro!

  17. Roberto Porcù says:

    Sià, l’hai detto bene “una cagata pazzesca”!
    Condivido con Mingotto l’idea che esse siano divenute di fatto da anni le riserve indiane dei politi finiti, ed aggiungo, e dei giovani rampanti.
    Adesso il caro Monti (caro nel senso di “caro”) dovrebbe passare all’eliminazione degli sprechi, ma qui si impantanerà perché quelli che chiamiamo sprechi, tali non sono per una miriade di persone che con essi ci vive.
    Se con le buone maniere e spiegando i problemi si riescono ad aumentare le tasse, per diminuire gli sprechi ciò è impossibile e la stia insegna che deve scorrere sangue.deve scorrere sangue.
    La gamba nello stivale è in cancrena, la puzza l’avvertono in tutta Europa e serve il chirurgo che decida dove tagliare, che parte provare a risanare e quale buttare tra i rifiuti speciali ospedalieri.
    Se il chirurgo è troppo buono e la cancrena non la elimina tutta, poi finisce che fra i rifiuti ospedalieri deve buttare tutta la gamba.
    “Il medico pietoso fa la piaga sanguinosa”.

  18. Claudio says:

    A questo punto del “gioco” penso che un’idea sia buona quanto un’altra, l’importante è risparmiare qualche soldino dalla spesa pubblica.
    Un solo pensiero, così, senza grandi pretese: i consiglieri provinciali, da quanto so, non percepiscono stipendi eccezionali e arrivano ad occupare il loro posto solo dopo una votazione “democratica” (credo che le virgolette siano d’obbligo). Mi pare che siano altri gli enti che forniscono stipendi enormi per “posti” che vengono elargiti dai partiti per gratificare “il primo dei non eletti” o qualche galoppino senza arte né parte. Allora dico non sarebbe più utile eliminare tutti questi enti e far lavorare seriamente le province consegnando a loro questi impegni?
    Come dicevo, però, un’idea è buona come un’altra…

  19. alberto says:

    intanto l’accorpamento delle provincie è chiesto dalla BCE che non è alcun elemento democratico e politico dell’europa e quindi dovrebe starsene zitta zitta.
    secondo ci costano di più le prefetture che le provincie, perché siamo tutti pronti a tagliarci le palle con meno democrazia e siamo disposti ad accettare in eterno i prefetti?

    • sandro Migotto says:

      Condivido, ma non solo.

      Le Provincie di fatto sono da anni diventate le riserve indiane dei politi finiti e trombati, baracconi costosi e non solo inutili, con la loro burocrazia sono ostativi alla creazione di imprese e aziende. Tagliare tutto please.

      @alberto…le provincie esistendo limitano la democrazia altro che l’aumentano. Per quanto riguarda l’eliminazione delle prefetture, con spalanchi un aporta aperta, che sono anche per privatizzare i municipi…

    • Giacomo says:

      ma in che cosa le province aumentano la democrazia? Da quando Monza-Brianza è subentrata a Milano, altri duecento culi si sono imbullonati alla sedia, le strade sono una distesa di foppe, e le transazioni che con Milano si facevano gratis ora si pagano. Democrazia è potere del popolo. Quando mai le province consultano i cittadini in merito alle loro decisioni? Reset. Le parole hanno un peso. Non c’è nulla di democratico nel mantenere un altro livello di “governo” parassitario e clientelare. Sono i cittadini che dovrebbero decidere da quanti governanti essere rappresentati. Questo lo realizzeremo quando saremo liberi. Per ora occorre smantellare l’apparato di rapina dello stato itagliano, a quanti più livelli possibile.

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