ABU QATADA, IL TERRORISTA CHE INFASTIDISCE LONDRA

di MANUEL GLAUCO MATETICH

Abu Qatada, considerato un pericoloso membro dell’organizzazione terroristica Al-Qaeda, è stato rilasciato lunedì notte da una prigione inglese dove è stato detenuto per oltre sei anni. Dotato di un braccialetto elettronico, sotto stretta sorveglianza della polizia, ha solo il diritto a due ore di uscita al giorno, non può entrare in una moschea, non può prendere i figli a scuola, e non ha il diritto di utilizzare un telefono cellulare o Internet.

Questa liberazione fa piombare il governo britannico in un clamoroso errore di giustizia internazionale e fomenta la rabbia dell’opinione pubblica e della classe politica. E’ stato deciso da un giudice, poichè la detenzione senza processo e senza accusa a carico non poteva continuare.

Londra è da anni che cerca di dare attuazione all’estradizione di Abu Qatada in Giordania, dove è stato processato e condannato in contumacia per attività terroristiche. Dopo numerosi ricorsi ai tribunali britannici, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha vietato l’estradizione, sostenendo che in Giordania l’indagato non avrebbe diritto a un processo equo, perché la confessione sarebbe potuta avvenire sotto tortura. Il governo britannico ha fortemente criticato la decisione del tribunale di Strasburgo per questa interferenza nei suoi affari domestici, e soprattutto per la forzatura imposta di mantenere nel suo territorio un pericoloso terrorista.

Abu Qatada, noto anche come Abu Omar o Omar Othman, 51 anni, è un predicatore estremista islamico che rientra nella lista dei sospettati terroristi, e che le Nazioni Unite hanno ricercato in quanto tale in molti paesi. Egli è sospettato di aver aiutato il terrorista Zacarias Moussaoui e Richard Reid. Nato in Palestina a Betlemme, ha la cittadinanza giordana. È arrivato in Gran Bretagna nel 1993 con un passaporto falso dagli Emirati Arabi Uniti, al quale gli è stato concesso l’asilo religioso. Arrestato già nel 2002, è stato liberato e poi arrestato di nuovo dopo gli attentati nella metropolitana di Londra nel luglio 2005. Nel 2008, è stato rilasciato su cauzione per poi tornare di nuovo in carcere per aver violato la libertà vigilata. Durante tutti questi anni, i suoi avvocati hanno perpetrato una battaglia legale per impedire la sua estradizione in Giordania, ove nel 1999 è stato condannato in contumacia all’ergastolo per la preparazione di attacchi terroristici.

Il governo del premier inglese David Cameron spera di ottenere una rapida estradizione. Il Regno Unito infatti vorrebbe sbarazzarsi di questo ingombrante residente prima delle Olimpiadi della prossima estate. Un ministro inglese andrà ad Amman per ottenere garanzie formali sulle condizioni del suo processo, al fine di influenzare la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo. Londra sarebbe addirittura disposta a ignorare la sentenza europea, se necessario.

 

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