Abolizione delle Province. Lega: no in Lombardia, si in Friuli

di GIANMARCO LUCCHI

Cent co cent crap. E’ un vecchio proverbio lombardo  che letteralmente significa “cento menti, cento teste”, in sintesi: cento teste corrispondono a cento idee diverse. Questo inizio per dire che è vero che dal congresso federale di Assago la Lega non è più un partito federale bensì confederale, con dunque una più vasta autonomia accordata alle cosiddette “nazioni”, che nel linguaggio leghista corrispondono alle regioni. Ma su alcuni argomenti generali forse sarebbe più strategico avere una posizione univo. Ma così non sembra in casa del Carroccio, almeno per quanto riguarda l’eliminazione delle Province, che sarà votata oggi alla Camera dei deputati.

Vediamo lo stato dell’arte. Primo scenario: il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. ”Non serve una Commissione per abolire le Province. Basta la volonta’ politica. La Lega disertera’ il tavolo proposto dal consigliere Pedicini e portera’ la sua proposta direttamente in Aula: azzeramento degli enti di area vasta e trasferimento del capoluogo in Friuli”. Cosi’ Danilo Narduzzi, capogruppo della Lega Nord annuncia l’indisponibilita’ del Carroccio a prendere parte a un organismo ”ridondante, inutile, con vaghe analogie rispetto alla celebre bicamerale D’Alema, che non produsse assolutamente niente. Troppo spesso le Commissioni servono ad affossare le proposte, anziche’ a farle decollare. Siamo pronti a una discussione in Aula sin dalla prossima seduta di Consiglio regionale”, e’ la sua conclusione.
Secondo scenario: Consiglio regionale della Lombardia. Il Governo deve rivedere i criteri di riordino delle Province secondo parametri di virtuosita’, autonomia, federalismo e geografia territoriale, differenziando su base regionale anche in funzione dell’organizzazione amministrativa delle Regioni stesse e deve mantenere l’istituzione provinciale come organo di primo livello con elezione diretta del Presidente da parte dei cittadini. E quanto chiede una mozione presentata da esponenti della Lega Nord e del PdL approvata martedì pomeriggio a maggioranza in aula (a favore hanno votato PdL e Lega Nord, contrari Pd, Udc, Idv, Sel e Pensionati). I firmatari chiedono inoltre alla Giunta regionale di valutare se esistono i presupposti per avanzare un ricorso costituzionale per violazione dell’art.133 della Costituzione.

”Il decreto legge che sara’ votato il 2 agosto (oggi, n.d.r.) alla Camera dei Deputati sull’eliminazione delle province – ha detto il primo firmatario della mozione Ugo Parolo (Lega Nord), presidente della Commissione Bilancio- non si propone di contenere i costi della pubblica amministrazione, ma di eliminare la rappresentanza territoriale. Il Governo compie un atto scellerato e penalizza e cancella le province dove queste sono maggiormente necessarie come nei territori montani e in quelli collinari contraddistinti da tanti piccoli Comuni che necessitano di un ente superiore che faccia da elemento di coesione e coordinamento amministrativo. Una decisione inaccettabile e inconcepibile, alla quale siamo pronti ad opporci con ogni mezzo e strumento possibile”.

Insomma, cent co cent crap…

 

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19 Comments

  1. kikoio says:

    Ma va là… Ha detto Sì in Friuli perché si è accorto solo oggi che là non c’è Padania…

  2. liverani says:

    Per far vedere quanto servo le province bisogna rilanciare Sonia Sarno come giornalista leghista perchè è stata un poco dimenticata ma c’è anche lei tra i leghisti in Rai, si dia da fare, lo dice sempre anche Aurora!

  3. Unione Cisalpina says:

    le Province si possono abolire kome centri di spesa, di potere e burokrazia inutile, MA NON kome funzione identitaria lokale e di koordinamento e kollegamento tra i komuni del Territorio su kui si estende, x kui andrebbero ristrutturate in “Distretti Regionali” …

    Ottenuta la secessione di Padania, kuesti distretti diventeranno statali in kuanto le regioni saranno parifikate a Nazioni ed il Territorio su kui inistono, appunto, Stato Nazionale …

    kuesti Distretti Nazionali (province delle ex regioni) potranno avere anke una estensione diversa dalle attuali provincie ed i komuni saranno liberi di aderire all’un distretto piuttosto ke ad un altro, a sekonda delle konvenienze sociogeografike ke li karatterizzino e meglio akkorpino e kompletino…

    kompongono i Distretti Nazionali una Assemblea Distrettuale, un Direttore Distrettuale, un Konsiglio esekutivo e 10 Titolari assembleisti od Assessori Distrettuali

    L’Assemblea Distrettuale è formata dai delegati komunali ke saranno (ciaskuno nell’ambito della propria kompetenza) gli stessi assessori eletti i kuali, tutti assieme nomineranno il loro Direttore e suo Konsiglio Esekutivo Distrettuale (x le kompetenze e funzioni ke alla Kommissione Distrettuale saranno assegnate), decidendo anke, di volta in volta, la sua sede operativa ke sarà kuella del komune il kui Sindako (dall’Assemblea eletto), ne assume la Direzione.

    L’assemblea Distrettuale sceglierà il suo proprio Direttore tra i Sindaci eletti nei komuni della propria cirkoskrizione territoriale.

    ci sono altri partikolari da kiarire, ma il komplesso organizzativo dei Distretti Nazionali mi pare kiaramente e semplicemente delineato, tenendo presente ke non servono elezioni supplettive x konkorrere alla formazione di kuesta Assamblea, i kui membri sono già stati scelti nelle elezioni komunali…
    tra loro, Sindaci ed Assessori, in sessione, si forma l’Assemblea Distrettuale ke autoelegge ed autonomina i suoi Rappresentanti, Direzione, Konsiglio Esekutivo e Titolari dei vari Assessorati istituiti ke, pratikamnte, rispekkieranno kuelli già esistenti nei singoli komuni, avendo funzione di koordinamento e promozione delle komuni problematike e necessità…

    massima ekonomia e minimo sforzo ekonomiko… ma tanta kompetenza e lavoro profikuo da svolgere, x tutti gli amministratori…

    l’Assemblea Nazionale (attuale Konsiglio Regionale) pure, può seguire kuesto iter e kostituirsi su kuesto modello … ma è argomento da trattare a parte…

  4. Salice triestino says:

    All’italiana, abolire le provincie… ma solo alcune! Se volevano risparmiare veramente avrebbero dovuto tentare di tagliarle tutte. Oppure avrebbero potuto trasformarle in un’assemblea dei comuni che ne fanno parte per discutere di problematiche comuni, senza quindi un consiglio eletto.

    E nel FVG, cavolo, ne rimarranno due di province, ora sono 4, ma che senso ha? Quale sarà questo grande risparmio?
    Tanto vale farne una unica, o ancora meglio, aggregare Gorizia, Udine e Pordenone nell’unica provincia friulana, e lasciare Trieste a ciò che le spetta, cioè il Territorio Libero di Trieste, previsto da leggi internazionali tuttora in vigore, e delle quali si sta occupando un esposto che è stato accolto dall’UE.

    http://triestelibera.org/

    • Unione Cisalpina says:

      il Friuli e la Venezia Giulia sono due nazioni diverse e kuindi debbono avere due stati autonomi … due autonome amministrazioni…

      il Friuli resterà tale e la Venezia Giulia si darà l’identità ke preferisce ed a lei + konsona (Isontino Istriano)…

      • Salice triestino says:

        No, no, no, attenzione, non si può cadere così in queste cose! La cosiddetta “Venezia Giulia” è un’invenzione nazionalista ottocentesca da abolire, è una cosa repellente ed inesistente, cara ai nazionalisti più accesi, ai fascisti ed agli ignoranti. Un nome posticcio affibbiato a delle regioni che hanno già il loro nome storico vecchio di secoli: Friuli, Trieste, Istria, niente di più.

        http://www.friulistorico.it/Venezia%20Giulia.htm

        Le due “nazioni” dell’attuale FVG sono Friuli e Trieste.
        L’Isontino è una denominazione che è cara alla Rai, ma è solo un’area geografica del Friuli, mentre Trieste è una striscia di terra che fa perno sulla città omonima, a sè stante e che collega Friuli ed Istria.
        Istria che fa parte per lo più della Croazia, ma che ha anche qualche comune in Slovenia e due comuni in Italia.

        Cara Unione Cisalpina, ti piacerebbe far parte della “Venezia Cisalpina”? Guarda, la conio ora apposta per te, e te la dedico, anche se ha la stessa valenza della innominabile VG, cioè pari a zero.

  5. albertini says:

    Per delucidazioni rivolgeri ai veri padroni del federalismo: Rai Parlamento con la sua direttora leghista, il presidente dell’Upi Castiglione che paga i conti dei ristoranti, La Russa , la sua nipote frequentarice del pio albergo trivulzio , pardon delle sue case, il famoso professor Antonini! Solo cosi’ si può sapere cosa i leghisti devono pensare delle province…..

  6. Pier Luigi says:

    Ciao Gianluca,
    la situazione nel minuscolo Friuli Venezia Giulia è molto più complessa che in Lombardia. E non solo per l’autonomia a statuto speciale. Credo che Narduzzi, visto che tutti vogliono abolire le Province, stia applicando una tattica di questo genere: “Bene, se togliamo le Province, allora spostiamo il capoluogo regionale da Trieste a Udine”, il che in FVG vuol dire scatenare una piccola guerra nucleare. In realtà sarebbe una botta mica male al centralismo regionale, che da quelle parti è ancora più forte che altrove, quindi una posizione per niente conflittuale con quella di Parolo, si tratta di due campi differenti.

  7. salvo says:

    Lombardia:12 province e 1547 comuni…Se state stretti “costruite” nuove province e nuovi comuni….meglio stare comodi.

  8. Tommaso la prostata says:

    Perché mai in Friuli V.G., dove i fiumi sfociano in Adriatico, dovrebbero pensarla come In Lombardia, dove i fiumi affluiscono nel Po ?
    Perché mai in Valtellina dovrebbero pensarla come nell’ Oltrepo’ Pavese?
    Perchè mai in via Colombi dovrebbero pensarla come in via Bellerio ?

    Padroni a casa nostra ? Di questo passo forse solo nella toilette !!!

  9. Giuseppe says:

    Province sì, province no: per sostenere validamente l’una o l’altra posizione occorre avere ben presente un’architettura generale in cui esse abbiano significato o no. E di quest’architettura non si vedono ancora neppure gli albori. (parlo di architettura perché mi piacerebbe interloquire al riguardo col dr Oneto, partendo magari da un esame critico della defunta proposta della provincia autonoma di Bergamo)

  10. Giacomo says:

    (cent cu, dusent ciap).

    Una possibile lettura di questa multiforme posizione è questa: “Vuoi vedere che di qui si salvano più cadreghe con le province, mentre di là senza?”. Si chiama “profonda tensione ideale”, e l’ideale è la verde Padagna.

    Lombardia indipendente.

    • Gian says:

      un altro che ce l’ha con la Padania, già di fatti il problema della Lombardia è la Padania, è la Padania che ci martella di tasse, è la Padania che ci nega il minimo riconoscimento, è la Padania che ha accumulato un debito stratosferico, è la Padania che ha causato il nostro genocidio culturale…

      Bravo hai capito tutto, continua così che a Roma festeggiano e ti ringraziano per l’aiuto.

      • Giancarlo says:

        Per eventuali contestazioni o reclami sai dove rivolgerti: Spettabile Lega Merd – Via Bellerio, 41 – Milano. Ovvero l’unica responsabile dello scempio totale fatto del concetto “Padania”. Che all’inizio poteva essere discutibile per le sue implicazioni etnico-linguistiche, ma aveva una valenza forte per ciò che realmente contava: il cosiddetto sacco del Nord. Tutto questo è stato distrutto dalla suddetta nel modo più sciagurato possibile.

        • Marco says:

          Il termine Padania è indispensabile ed è ridicolo farsi problemi nell’utilizzo; i primi ad evitarlo come la peste, tra l’altro, sono proprio i più mediocri esponenti di vertice della Lega (quasi tutti, ormai).

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