“Abolita la tassa sulla casa”! Saccomanni racconta due bugie per volta

di MATTEO CORSINI

“Nel 2013 è stata completamente abolita la tassa sulla casa. A fine anno c’è un piccolo onere… Se tutti pagano il giusto le tasse possono scendere chi evade fa pagare di più agli altri”. Quando sento parlare Fabrizio Saccomanni la mia già scarsa considerazione nei confronti dei cosiddetti ministri tecnici scende ulteriormente. Sentirgli usare il frasario da politico di professione mi induce a pensare che il sogno nel cassetto che il tecno-burocrate coltiva a volte per decenni sia quello di arrivare al potere senza dover passare dalle urne.

Credo che le due dichiarazioni che ho riportato siano entrambe mendaci: la prima lo è oggettivamente, mentre la seconda lo è usando il buon senso. Nel 2013 non è stata “completamente abolita la tassa sulla casa”. E’ stata momentaneamente ridotta quasi a zero l’Imu sulla prima casa, e per fortuna Saccomanni ha avuto il pudore di ricordare quel “piccolo onere” che resta dopo i pasticci che lui e colleghi hanno fatto da aprile a oggi nel (non) trovare la copertura finanziaria per l’abolizione dell’Imu sull’abitazione principale. L’Imu sulla prima casa, che quindi non è neppure completamente uscita dalla porta, rientrerà prontamente dalla finestra nel 2014, ancorché con un altro nome. Il modo di affrontare la tematica dell’Imu induce, seguendo il buon senso, a ritenere mendace anche la seconda dichiarazione, la quale, peraltro, è una variante di un classico del frasario politico italiano: “se tutti pagano il giusto le tasse possono scendere chi evade fa pagare di più agli altri”. Saccomanni lo ha detto riferendosi a Maradona, il quale qualche tempo fa fece il gesto dell’ombrello al fisco italiano, che da vent’anni gli presenta un conto che ha quasi raggiunto i 40 milioni di euro. Personalmente sono dell’idea che Maradona il denaro che ha incassato quando giocava a pallone se lo sia guadagnato, al contrario di quelli che periodicamente lo accusano di essere un evasore fiscale. Ma non è di questo che voglio occuparmi. La versione del “pagare tutti per pagare meno” offerta da Saccomanni presenta una variante che a me risulta ancor più irritante della formula canonica: il ministro specifica, infatti, che tutti dovrebbero pagare “il giusto”.

Il problema è che a stabilire cosa è giusto è lo Stato, e la misura del giusto varia al variare della spesa pubblica e dei capricci del legislatore, che sempre lo Stato solitamente ritiene giusto aumentare. Ritengo che di giusto nella tassazione non ci sia proprio nulla, e non ne faccio tanto una questione di aliquote, perché una violazione della proprietà è eticamente inaccettabile anche se praticata a piccole dosi. Come dicevo, tuttavia, dalla dichiarazione sull’Imu si può ragionevolmente dedurre che quella del “pagare tutti (il giusto) per pagare meno” sia null’altro che una menzogna. Con l’aggravante di essere raccontata nel periodo natalizio. Probabilmente quando un tecno-burocrate corona il sogno coltivato per decenni vuole superare i politici che passano dalle urne.

 

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2 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Io sono dell’idea che un partito che abolisse ogni imposta di carattere patrimoniale avrebbe un bel seguito elettorale.
    L’accumulo, il risparmio, la ricchezza non vanno puniti.

    Ma i nostri hanno la fissazione della redistribuzione dei redditi, tramite la punizione della ricchezza e del risparmio.
    Ed allora attaccano i patrimoni.
    E questo solo per mantenere i voti e l’elettorato ignorante e invidioso.

    Nel mondo esiste un posto ove non esistano imposte patrimoniali?

  2. Dan says:

    La gente fino adesso ha dimostrato di non avere i coglioni di far saltare tutto e di essere una pagatrice puntuale, anche a costo di rovinarsi il natale, togliere a se stessi ed i propri figli il pane di bocca e vedere distrutto il lavoro della vita propria e rispettivi antenati.

    Non ci sono assolutamente ragioni per cui lo stato debba cambiare modo d’agire

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