Abolire le Regioni? La ricetta di Martino: altra fregatura in arrivo

di FABRIZIO DAL COL

Ecco confezionato un bel capro espiatorio. Le idee dell’ on. Antonio Martino sulle necessità di riforma dell’ordinamento giuridico italiano che vedono l’abolizione delle Regioni mi fan tremar le vene ai polsi. Quando sento gli economisti  parlare di riforme costituzionali, mi chiedo per quale ragione avanzino proposte arcaiche e spesso prive di soluzioni riformatrici. L’on. Martino, nel suo editoriale del 27/09/2012 pubblicato dal quotidiano il Tempo (http://www.iltempo.it/politica/2012/09/27/1366033italia_degli_enti_locali_funziona.shtml?refresh_ce), definisce le Regioni come “Il bubbone più urgente da eliminare” in quanto, a suo dire, “l’ottanta per cento del loro bilancio è costituito da spesa sanitaria”. Continuando, l’ex ministro si chiede : “è sensato avere un Presidente, un governo e un parlamento, oltre a una vasta burocrazia, per amministrare le spese della sanità? A me non sembra.” A questi interrogativi, che egli stesso si è dato, il parlamentare risponde con le sue idee affermando : “ Gli episodi poco edificanti degli ultimi tempi dovrebbero costringere tutti quelli che hanno a cuore il futuro dell’Italia a una riflessione ineludibile: il sistema di governo locale è indifendibile e va cambiato con la massima urgenza. Non c’è quasi regione italiana che non sia stata investita da scandali connessi alla gestione avventurosa quando non truffaldina del pubblico denaro. Dalla Lombardia alla Sicilia, passando per il Lazio e la Puglia, è stato un susseguirsi di sordidi episodi di malaffare, sprechi, ruberie e simili “.

Una giustificazione, quella del deputato economista, basata esclusivamente sugli scandali, che nulla ha a che vedere con la necessità dell’abolizione delle Regioni. Infatti, invece di invocare le dimissioni  immediate dei rappresentanti  delle forze politiche artefici degli scandali oggi presenti  nei vari consigli regionali e chiedere nuove elezioni  onde non candidare più gli  uomini dediti al malaffare, egli preferisce invece l’abolizione delle Regioni. Per quali motivi l’on. Martino ha aperto un dibatto sull’inutilità delle Regioni quando, lo stesso, sarebbe stato forse più opportuno a porre drastici rimedi per il parlamento dove siedono persone candidate dai rispettivi partiti e  condannate per reati a vario titolo ? Su questa intenzione i maligni potrebbero giustamente pensare al depistaggio mediatico e ad un capro espiatorio necessario a spostare l’attenzione per il malaffare sugli enti locali  invece che sui partiti e i politici che in parlamento continuano intanto imperterriti a farsi i fatti propri, quando invece sarebbero già meritevoli di essere spediti a casa a calci in culo. I media ormai  in generale e in questa fase politica si stanno occupando sempre più dei ladrocini che avvengono negli enti locali tralasciando  invece coloro che in parlamento continuano con dedizione ad impegolarsi con il malaffare.

L’editoriale martiniano prosegue poi con una analisi e l’elencazione dei costi di tutti gli enti locali e in particolare si sofferma ancora sull’abolizione delle Regioni: “Le regioni, infatti, non possono essere considerate enti locali; la Lombardia ha quasi dieci milioni di abitanti, la Sicilia cinque, non sono dimensioni da ente locale ma da Stato autonomo” e poi Martino conclude con la sua ricetta di riforma: “Si aboliscano, quindi, le regioni e le province, si riduca a duemila il numero dei comuni e si conferiscano a essi le competenze degli enti aboliti. Avremmo un periodo di aggiustamento durante il quale sarà necessario occuparsi del problema del personale in esubero degli enti aboliti ma, alla fine, avremo un sistema di governo locale efficiente, razionale e molto meno costoso dell’attuale”. In sostanza, vista la tesi conclusiva qui sopra esposta, ad occuparsene sarà inevitabilmente uno Stato ancora più unitario, più centralizzato, più costoso e corrotto di quello che già conosciamo. Nel frattempo, cosa pensa di tagliare l’economista Martino sui costi dello Stato come gli appalti, il pubblico impiego, le società pubbliche etc…, che imperterriti continuano ad aumentare ?

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

24 Comments

  1. Sergio Andreani says:

    Martino ?

    Ah , si !

    Quel verme siciliano che da anni non va in Parlamento pur essendo stato eletto, perchè dice che la sua presenza non è rilevante…

    E voi state anche a riportare che cosa dice un verme simile ???

  2. carlo says:

    Mai, mai stato d’accordo con Martino su nulla. Ma questa volta, e non solo da oggi sono d’accordo con lui e con Feltri: siamo almeno in tre che ci domandiamo quale senso abbia mantenere questi inutili carrozzoni covo di trombati e di ruberie varie.
    Occorre una riforma costituzionale, ebbene la si faccia e si tolgano di mezzo questi enti con tutto l’enorme apparato burocratico e gli annessi e connessi.
    Fino al 1970 circa le regioni erano soltanto entità geografiche e, a mio avviso, era moooooooolto meglio.

  3. gigi ragagnin says:

    martino parla bene l’inglese, come la minetti.

  4. lory says:

    Martino basta guardarlo in faccia per capire chi è ! un parassita di lungo corso ! indipendenza subito !!!!!!!!!!!!!!!

  5. fabio ghidotti says:

    Antonio Martino è un perfetto italiano: finge che i problemi siano solo tecnici (è un precursore…) e fa strame di qualunque concezione del diritto.
    In più è anche di destra. Si rifiuta di leggere la riforma del titolo V della Costituzione italiana, perchè quella riforma è stata fatta dalla Sinistra (quella vera).
    Il testo attuale della Costituzione riconosce alle Regioni addirittura “potestà legislativa”. Martino si dimentica anche che quella riforma è stata approvata da un referendum popolare confermativo, e quindi è una delle (poche) parti della Costituzione che abbiano avuto una legittimazione popolare.
    Lui propone di abolire le Regioni, come l’attuale governo di “unità nazionale” (che prepara già il “listone” per le prossime elezioni) sta decidendo l’accorpamento delle province come se fossero uffici decentrati dello Stato (in effetti erano state costruite sui prefetti; ma la stessa riforma del titolo V le ha trasformate in enti di pari dignità dei Comuni, delle Regioni e dello Stato).
    Questo è il livello di rispetto per la democrazia che hanno i “liberali” tricoloruti. E’ proprio vero che qualunque ideologia, in bocche italiane, diventa un insulto…
    L’ unica consolazione di fronte a questo colpo di Stato rateale è che tra qualche anno, se tentassimo la secessione, i tricoloruti non avranno più neanche la giustificazione giuridica per dire che saremmo nell’illegalità…

  6. Roberto Porcù says:

    Lo ripeto un’ennesima volta.
    Al Conte Di Salina che lo rimprovera per il suo appoggio a quel tal Garibaldi, ché la loro famiglia è semtre stata fedele a Re Ferdinando, il nipote risponde: “Ma non capisci zio, che tutto deve cambiare perché nulla cambi?”
    Per diminuire le spese di burocrazia e di politica, si suggerisce di abolire le province. Si, no, si, ma accorpando le più piccole ed inventandosi consorzi tra comuni, sempre nel vago.
    In alternativa abolire le regioni (già che è in esse che cova la rivolta allo stato centrale). Si, no, si, magari creando consorzi tra province.
    Abolire le competenze pubbliche per le cose che i Cittadini sono in grado di fare da soli, e mandare a coltivare fagioli tanta gente che è pagata per questi lavori inutili, non lo propone nessuno.
    In primis, per risparmiare bisogna abolire integralmente la legge sul finanziamento ai partiti e recuperare i soldi già elargiti, con confische, trattenute del quinto sullo stipendio o sulla pensione, … che ci pensi Befera che è tanto bravo.
    Questa legge truffaldina era in opposizione sostanziale ad un referendum che aveva avuto più del 90% di assenso dei Cittadini.
    Referendum che abrogava una legge analoga, ed anche questi quattrini dovrebbero essere recuperati dall’erario.
    Il superpagato garante della costituzione, quel tanghero di Scalfaro che da ministro degli interni scroccava 100 milioni al mese alla cassa dei servizi segreti e che non ci stava, meschino, a spiegare ai Cittadini a che prò, avvallò al tempo un illecito costituzionale e quella volta avvenne in Italia il furto della Democrazia ad opera dei rappresentanti dei Cittadini.
    Non mi spiego perché Fiorito non risponda ai magistrati “non ci sto”: in Tribunale è scritto che la legge è uguale per tutti.
    Delenda Cartago

  7. pontenna says:

    Siccome si stanno accorgendo che l’Italia va finalmente verso la spaccatura cercano , con un guizzo, di centralizzare il tutto, magari poi mandando l’esercito terrone nelle provincie ribelli perchè venga stroncato ogni tentativo di liberttà.

  8. romain says:

    però è anche vero che l’unico modo per evitare gli sprechi e la corruzione resta quello di abolire l’ente pubblico sperperatore…mi pare che lo fece Reagan che incitava suoi amici ed estimatori a candidarsi alla presidenza di enti pubblici con il solo intento di poi abolirli; è stato dimostrato che gli enti pubblici territoriali intermedi (in pratica province e regioni) sono NON INDISPENSABILI, e quindi possono essere tranquillamente aboliti (d’altronde l’Italia andò bene senza le regioni fino al 1970, anno in cui le regioni a statuto ordinario furono improvvidamente create, senza abolire le province come promesso). Quindi ha ragione Martino, e torto l’Indipendente (ma solo stavolta, perchè in genere lo apprezzo moltissimo).

    • Fabrizio says:

      Mi spiace, dissento. Le Regioni sono nate nel 1972 e fino a quel momento lo stato Italiano era solo un produttore di debito nazionale che, come oggi sappiamo, ha spermerato vagonate di miliardi per mantenere aziende di stato e parastato ivi compresa la Fiat. Gli sprechi e i ladrocini sono stati perpretati a livello locale attraverso la lunga mano dei partiti che per mantenersi i consensi, hanno lasciato fare. I loro referenti politici regionali hanno gestito fin dalla nascita dell’ente regionale solo in funzione dei voti. Regan guidava uno Stato federale e non uno Stato unitario centrale per cui il paragone non sta in piedi.

  9. Andrea says:

    Martino come sempre si rivela una delle poche menti illuminate del nostro parlamento, infatti non lo ascoltano…
    E sinceramente non capisco cosa ci sia di male a far arrivare il potere il più vicino possibile alla popolazione, cioè ai comuni.
    Io capisco l’astio per i politici, ma una buona idea è una buona idea indipendentemente da chi la tira fuori.

    Davvero ogni tanto non capisco queste assurde prese di posizione…

    • Fabrizio says:

      Francamente, un qualsiasi ente pubblico di un moderno Stato Federale, ha potere legislativo e impositivo. Gli stati unitari come l’Italia invece, hanno solo un potere impositivo relativo a pochi tributi che molto spesso diventano un doppione di quelli statali. Vorresti dire che quella di Martino sarebbe una buoba idea ?

  10. ingenuo39 says:

    Piu che abolire la regioni, farei in modo di abolire il parlamento, Per le regioni ci sarebbe una soluzione semplice, fare in modo che ii governo e i parlamentari regionali siano controllati veramente e responsabilizzati direttamente dai comuni e questi direttamente dai cittadini con leggi chiare e pene certe. Dimenticavo le retribuzioni ai rappresentanti regionali devono essere approvati dai cittadini e non devono superare di max 10 volte ( come diceva il famoso Camillo Olivetti) lo stipendio di un capoufficio regionale. Sarebbe semplice, no? Purtroppo io sono troppo ingenuo sulla semplicità.

    • Fabrizio says:

      Non sei un ingenuo. Infatti ciò che scrivi sarebbe auspicabile, lo Stato Italiano è nato unitario e nessuno intende rivedere la sua unitarietà.

  11. Cantone Nordovest says:

    facciamo EX MALO BONUM !

    Diamo parziale ragione a Martino e diciamo che
    vogliamo ridurre le regioni da 20 a 8 !

    E così intanto costruiamo il TELAIO degli Stati Uniti d’Italia (il primo step per l’indipendenza cioè la piena separazione) :

    1) Nordovest (Piemonte Liguria e la Valee d’Aoste)

    2) Lombardia-Emilia (ex RIM Regno d’Italia Medievale)

    3) Triveneto (ex Serenissima)

    4) Etruria o Tuscia cioè Toscana Umbria)(ex Granducato)

    5) Centro (ex Stati della Chiesa : Lazio , Abruzzo , Marche , Molise)

    6) il Sud continentale (ex Regno di Napoli)

    (7) + (8) Sicilia e Sardegna rimangono come sono : sono due grosse Isole , piene di specificità non omologabili al resto della Penisola

    facebook > Cantone Nordovest

  12. Aquele Abraço says:

    Martino, non t’è venuto in mente che forse è meglio abolire direttamente l’Italia.
    E’ finita la sceneggiata, la pagliacciata, la festa, la naia, la manifestazione, il corteo.
    Sciogliamo le fila e ognuno se ne vada a casa sua o con chi preferisce.

  13. Cichinisio says:

    Chi parla di abolire le Regioni non sa di cosa sta parlando. Anche soltanto da un mero punto di vista burocratico, ciò non è possibile: l’UE impone infatti agli Stati membri di dotarsi di un sistema regionale per la gestione dei fondi strutturali. Tant’è che persino la Francia è stata costretta ad istituire le Regioni, benché senza potestà legislativa.

  14. Paolo L Bernardini says:

    Ma perché questi personaggi sono stati chiamati “liberali”? Non lo so, se qualcuno del giornale mi può rispondere, gliene sarei grato…Forse è un errore di percezione, forse deriva dal fatto che essi stessi, senza sapere di cosa si stesse parlando, si sono autodefiniti liberali…Ad esempio, se tutti mi vedessero come una bionda con i boccoli e il seno prosperoso, potrebbe dipendere da una distorsione percettiva generale, o anche dalla definizione linguistica di “bionda con i boccoli e il seno prosperoso”, oppure finalmente dalla convinzione ingenerata da me stesso (che vado dicendo che sono una bionda dal seno prosperoso e boccoluta) nella gente. “Paolo è una bionda etc. perché dice di esserlo”…
    Oppure, se io mi definissi “un alieno proveniente dalla galassia Beta12, Pianeta 24”, ebbene, la gente potrebbe crederlo, ma perché né loro, né io, sanno veramente che aspetto abbia cotale alieno. Qualcuno potrebbe insinuare: “Ma Paolo somiglia ad un robusto signore quasi di mezza età, con pochi capelli etc.”, ma qualcuno, magari un mio fedele schiavo, potrebbe opporgli l’argomento: “Ma come, non lo sai, gli abitanti del pianeta 24 galassia beta 12 sono tutti così, SOMIGLIANO ad un umano di 110 chili con pochi capelli, e la r moscia!”….

    Ma in ogni caso, chiuderò queste filosofiche considerazioni, così, in maniera non tanto filosofica, visto che mentre io filosofo la gente ne ha piene le palle, anche della mia filosofia:

    CHE QUESTI TIPI SE NE VADANO TUTTI A DAR VIA IL CULO!

  15. Borderline Keroro says:

    Ebbene, invece Martino potrebbe avere ragione nel voler abolire le Regioni. E’ probabile che alcune di esse siano troppo grosse. Amministrativamente bisognerebbe essere più elastici e prevedere che robette tipo Roma, Milano, ma anche tutte le altre grandi città, siano enti amministrativamente indipendenti. E per il resto rivolgersi a realtà a livello provinciale o anche meno. Questo significa che ci sarebbero unità amministrative più direttamente “controllabili” dagli elettori. E dalle quali sarebbe più facile andarsene, utilizzando il famoso “voto con i piedi”, ponendole il più possibile in concorrenza le une con le altre.
    Basta vedere come politici e burocrati cerchino di aumentare le dimensioni dello Stato, in modo da diluire le proprie responsabilità ed il potere dei cittadini.
    Noi dobbiamo cercare il piccolo, il minimo.

    • Fabrizio says:

      Appunto : Noi dobbiamo cercare il piccolo, il minimo.

      Per controllare una Regione con pieni poteri (non quelli invece che possiede oggi ), sono sufficienti i Comuni. L’Europa comunque non intende fare a meno del regionalismo dei singoli Stati. Non servirebbero le provicie e tanto meno le aree metropolitane i nuovi “rifugio peccatorum” per i politici trombati appena approvate che guarda caso nessuno ne parla.

  16. Mercanzin Marco says:

    Condivido l’articolo,e aggiungo che, secondo il ragionamento di Martino, perchè non arrivare ad eliminare tutte le forme di governo rappresentativo nei vari livelli statali, e arrivare finalmente alla dittatura di un unico illuminato?
    Martino politico economista? bha, solo un filoamericano con idee vomitate dalla realtà !

    • Fabrizio says:

      Manco ha citato la riforma che già hanno fatto ovvero quella delle aree Metropolitane. Naturalmente ha detto anche che a dirigere il costo complessivo della sanità nazionale bisognerà centralizzare la spesa affermamdo così che in parlamento i loro parlamentari non si macchiano di scandali

  17. Diego Tagliabue says:

    Per l’ennesima volta: proprio la mancanza di autonomia e di responsabilità (= niente vaglia) ha causato questo scandalo.

Leave a Comment