IL PERCHE’ DE “L’INDIPENDENZA”

il DIRETTORE

Dove eravamo rimasti? Permettetemi il plagio dell’esordio storico di uno dei più grandi personaggi della televisione italiana, Enzo Tortora, quando riprese il cammino di Portobello dopo la traumatica interruzione per le note e ingiuste vicende giudiziarie. Dove eravamo rimasti? Non per riannodare  il filo di chi scrive con i primi e numerosi lettori della Padania, quotidiano che ho avuto l’onore di fondare e dirigere esattamente 15 anni fa, l’8 gennaio 1997 – in fin dei conti la mia storia professionale poco conta e tanto tempo è trascorso da quando lasciai quella direzione, nel luglio del 1999 – quanto per riprendere un cammino di idee e di speranze, che così abilmente furono alimentate in quegli anni e altrettanto sciaguratamente sono state accantonate (per non dire tradite) nell’ultimo decennio, coinciso con una lunghissima permanenza nella stanza dei bottoni di quel movimento, la Lega Nord, e di quell’uomo, Umberto Bossi, che quel sogno hanno ritenuto di chiudere in un cassetto.

L’Indipendenza nasce con l’intento di recuperare lo spirito e le idee di autonomismo e di indipendenza che, siamo convinti, ancora abitano nell’anima e nel cuore di molte persone, ma che in questi anni sono stati frustrati da una politica che ha finito per capovolgere i capisaldi di partenza: la Lega, da partito del Nord a Roma, si è trasformato in partito romano al Nord. E’ forse una pia illusione quella di voler riprendere una strada che ormai sembra dimenticata e costellata solo di macerie? Forse, ma la nostra convinzione è che il tentativo vada decisamente compiuto, sebbene in molti siano ormai portati a pensare che non ci sia più nulla da fare. Anzi, crediamo che oggi più di allora le condizioni economiche e sociali in cui è sprofondato questo Paese, ripropongano con forza maggiore le questioni poste 15-20 anni orsono: per dirla in parole povere, allora il Nord che si proponeva all’avanguardia di quel progetto di cambiamento aveva alle spalle ancora molta “ciccia”, oggi invece ha quasi totalmente dilapidato la scorta.

Sia detto subito per evitare equivoci: questo quotidiano online non nasce con lo scopo di essere la voce critica e di denuncia degli insuccessi e dei voltafaccia di un movimento, la Lega, e di un uomo, Bossi, in cui in tanti, più o meno, abbiamo sperato. Sarebbe un’operazione riduttiva e miope, che potrebbe all’inizio catalizzare una certa attenzione, ma non avrebbe alcuna prospettiva. E tuttavia non faremmo un servizio a nessuno se ci voltassimo dall’altra parte, ignorando come i comportamenti leghisti siano stati spesso la concausa di molte di quelle macerie. Noi, invece, con la nostra piccolissima realtà speriamo di essere assai di più, di diventare il punto di coagulo e di raccordo di tutti i movimenti autonomisti e indipendentisti che operano, con grandissime difficoltà, in qualunque parte dell’Italia. Non vogliamo essere lo strumento al servizio di qualcuno di essi in particolare, ma possibilmente di tutti, rivendicando però  l’autonomia di elevare anche pesanti critiche laddove intravvedessimo percorsi pasticciati o senza sbocco, o peggio ancora strategie personalistiche. Se dovessimo indicare un traguardo finale che ci piacerebbe raggiungere, dovremmo parlare di un’organizzazione confederale del Paese (sull’esempio della Svizzera), in quanto il progetto federalista in questi anni è stato stravolto al punto da trasformarsi in un mostro italico.

Detto questo, L’Indipendenza ha un’altra ambizione: diventare una sorta di rete che colleghi fra loro e porti all’attenzione del pubblico (sia esso fatto di singoli lettori e di protagonisti del mondo dell’informazione) la realtà dei piccoli e medi imprenditori con tutto quanto gli ruota intorno, cioè l’ossatura che ha mantenuto in piedi, nonostante tutto, questo Paese e che oggi denuncia gravi segnali di affaticamento, se non di rinuncia o peggio ancora di suicidio, a fronte di uno Stato sempre più famelico, che finisce per “uccidere” i propri figli al solo scopo di mantenere se stesso, ma così ammazzando ogni speranza di futuro.

Pretenziosi, questi de L’Indipendenza! Qualcuno, dopo aver letto queste righe, sarà arrivato a tale conclusione. Ebbene, lo ammetto e con me si schierano tutti i nostri collaboratori, vogliamo concederci in questo sogno, dal quale purtroppo ci siam dovuti risvegliare in tempi più o meno recenti, per scontrarci con una realtà indigeribile. C’è qualche speranza di tradurre il sogno in realtà? Noi pensiamo che, sì, ancora ci sia. Ma per raggiungere il traguardo percorrendo un sentiero difficile e in salita abbiamo bisogno di non essere soli. “Eccolo, l’ennesimo che arriva a battere cassa!!!”: già immagino la conclusione a cui stanno giungendo molti di coloro che si son spinti a leggere fin qui: sì, avete capito bene, sto battendo cassa, perché una causa come la nostra non vive d’aria. L’Indipendenza nasce con poche risorse messe a disposizione da un gruppo di amici che si sono autotassati per dar vita al giornale; ma per poter consolidarsi, crescere e arrivare a rappresentare un “unicum” nel panorama dell’informazione  italiana, spesso ammalata di omologazione, ha bisogno dell’aiuto di molti di voi. Possono essere piccoli gesti (sottoscrizione di almeno 10 euro l’anno) oppure la partecipazione a quello che noi abbiamo chiamato il “Club dei Cento”: per noi sono azioni di ugual dignità, tutte indirizzate a sostenere l’Associazione che edita questo giornale, perché, come recita lo slogan che riportiamo qui a fianco nello spazio riservato alle adesioni e alle sottoscrizioni, “la Libertà non te la regala nessuno”.

GUARDA E ASCOLTA L’APPELLO DEL DIRETTORE:

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29 Comments

  1. Luca68 says:

    Bravo Direttore e brava redazione. Finalmente… Il primo passo è fatto. Ora dobbiamo crescere insieme e tornare a lottare con gli ideali di sempre. Noi indipendentisti, noi autonomisti, noi poeti e guerrieri ci siamo sempre stati, non siamo mai andati via. E' solo che qualcuno per i propri interessi politici e di cadrega ci aveva tolto la voce. Grazie per avercela ridata. Ora faremo un coro sempre più possente. Cantiamo con la mente ed il cuore a chi ci dà in Europa sempre l'esempio del più alto irredentismo. Scozia, Galles, Irlanda, Paesi Baschi, Corsica e Catalogna e Bretagna per citarne solo alcune sono terre che nessuno dubita a chi appartengono veramente. Facciamo in modo che anche le nostre care terre padane lo siano.

  2. Dide Cenomane says:

    come pensate di fare l'indipendenza con tanti movimenti divisi e non uno unico???? partendo sempre da 0 quanto tempo credete che ci metteremo ad avere l'indipendenza??? e poi l'indipendenza di quale popolo??? il Popolo Padano è uno diviso da diverse idee dividerlo in ulteriori idee crea ulteriore divisione e la divisione non crea indipendenza o almeno crea indipendenza individuale quindi tanto vale fare milioni di partiti quando in realtà un Solo Partito basterebbe e c'è gia! basta solo dargli la forza e la lealta per farlo crescere! allora una volta avuta l'indipendenza si puo pensare a divedere le regioni in regioni autonome! dividersi ora quando siamo gia divisi da tempo crea solo caos e non indipendenza! l'indipendenza si ottiene se un popolo è unito dalla stessa idea di indipendenza….vedi la scozia appunto….ma se noi gia di nostro prendiamo presupposti per avvicinarci ad un movimento solo per seguire delle altre idee e non seguiamo l'idea principale l'indipendenza non ce l'avremo mai, non sono riflessioni ma è la realtà! sappiamo bene che il popolo italiano non è unito a noi basta unire il nostro Popolo sotto la stessa Bandiera Padana! cosi facendo non combineremo nulla anzi vinceranno sempre i soliti…..e addio indipendenza! riflettete!

  3. sciadurel says:

    complimenti e auguri per la nuova iniziativa, c'è bisogno di ritornare a parlare in modo serio di ideali completamente "violentati" dal partito di via bellerio

    p.s. sarebbe bello un link diretto di SOLE tabelle e dati numerici dello sfruttamento coloniale romano delle regioni Padano Alpine

  4. Roberto Lamagni says:

    COMPLIMENTI AL DIRETTORE E ALLA REDAZIONE..

    L'INDIPENDENZA E UN QUOTIDIANO ONLINE VERAMENTE FATTO BENE..

    SONO SICURO CHE DIVENTERA' IL PUNTO DI RIFERIMENTO DI CHI AMA VERAMENTE LA LIBERTA' E L'INDIPENZENZA..

    AUGURI DI BUON ANNO E VANTI TUTTA..

  5. Giulio Arrighini says:

    Complimenti Direttore. A te e alla redazione i migliori auguri per un' opera coraggiosa e meritoria. Buon lavoro e grazie!

    • Federico Lanzalotta says:

      vabbè, Giulio, come ci si muove?
      Tu andresti domenica 22 a Milano alla manifestazione della Lega?
      Sosteniamo le idee autonomiste a prescindere dalle appartenenze partitiche?

      Lombardia Nazione

      • cherry says:

        gg 13 gnenaio 2011 Alleluia,dal tempo impiegato a costruirlo sicuramente a benedirlo bisogna chiamare sia Don Tonino che Don Giuliano.Ora si faccia questa inaugurazione,se possibile con poche autorita’ tanto quelle mangiano a sbafo e non pagano il biglietto,piuttosto chiamate i ragazzini delle scuole, dopodiche gestitelo bene senza altri sprechi.

  6. Wilegio says:

    L'idea mi piace, ma vorrei capire meglio. come vi ponete nei confronti della Lega, e degli altri partiti? Qual'è il vostro pensiero sull'attuale governo? Quali sono i personaggi politici a cui fate riferimento? Insomma, se si andasse domani alle urne, per chi consigliereste di votare? Scusate, ma io sono un pragmatico e le idee mi piacciono solo se portano a dei fatti concreti, altrimenti non le considero proprio.

  7. teresa says:

    complimenti a tutti!!!!Giovanni Ongaro e Teresa

  8. grangibus says:

    Forza, il primo passo è fatto, avanti e buon lavoro!

  9. michele says:

    complimenti e avanti così!

  10. claudio fiore says:

    Finalmente possiamo indirizzare gli amici ad una informazione libera e apartitica. L'indipendenza è l'unica soluzione, il giornale un ottimo strumento.

    Buon lavoro.

  11. curatola says:

    spero e consiglio di selezionare e stimolare i commenti dei lettori per farne articoli utili a tutti. Il rimescolamento delle idee é l'occasione per ottenere buoni contenuti .Meglio sarebbe se si cumulassero anziché sparire.

  12. MauroLIB says:

    Associamoci 'concretamente'. Solo così potranno rimanere vivi e indipendenti. Se sono volontarie, le tasse sono bellissime!

    Grazie ragazzi.

  13. cogo andrea says:

    prove di democrazia diretta federale SE VUOI SPEDIRE QUESTA MAIL di voto A QUESTI 4 INDIRIZZI MAIL ,grazie — premiosantilario2012@comune.parma.it , mario.ciclosi@gmail.com , redazione.parmanetwork@comune.parma.it , maitruffe@hotmail.it ,// ( PER AVER DIMOSTRATO UN INIZIO "D' INIZIATIVA SERIA" PER LA TRASPARENZA DURANTE L' ULTIMA ASSEMBLE PARMALAT A PARMA , a cui erano presenti vecchi sfortunati azionisti parmalat ) entro il 10/12 gen 2012 // 6 GEN 2012 esce su il sole 24 ore un pezzo sulle cause di parmalat http://www.comune.parma.it/notizie/news/FAMIGLIA+

  14. Luca says:

    Direttore, condivido e leggo con emozione. L'indipendenza potra' nascere solo dal pluralismo delle voci.

  15. Maciknight says:

    La presentazione non poteva essere più essenziale ed esauriente al tempo stesso, ha toccato i punti di raccordo culturali e pragmatici sui quali costruire prospettive e speranze condivisibili, di cui abbiamo un bisogno estremo in questo periodo, nel quale il rischio maggiore è restare isolati e deprimersi, rassegnandosi a farsi depredare dallo stato parassitario. Credo che tra i ruoli impliciti di questo giornale vi sia anche questo scopo, un messaggio operativo di speranza, un appello ad aderire per non rimanere soli e depotenziati. Buona fortuna a tutti voi e noi …

  16. Stefano Bisogni says:

    Cercate di diventare un faro di vera libertà!

  17. Stupendo! Finalmente si potrà utilizzare il termine "indipendenza" senza essere chiamati leghisti!

    Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto e che lo sosterranno in futuro!

  18. Domenico Letizia says:

    davvero complimenti.

    davvero tanti. bellissima grafica anche, spero che sarete incisivi come siete iniziati oggi. Ho aspettato fino all'ultimo secondo quando era a 0.0.0. ho cliccato aggiorna ed ecco il capolavoro. Autodeterminazione SUBITO!

  19. Albert says:

    Bravi!

  20. Franco says:

    Un caldo Benvenuto! alla nuova voce nel panorama (asfittico e quanto mai allineato) del giornalismo di questo paese…nella speranza che si riveli presto essere un altro Paese!

    Franco

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