Abbiamo sempre bisogno di un Giuda

giuda

di MARCELLO CAROTI – Gesù mette in guardia Giuda: «Tu sarai maledetto!». Ma Giuda ha capito, è il discepolo prediletto da Gesù perché è l’unico che ha capito. Il sacrificio si deve compiere perché solo così l’umanità può sperare di es-sere redenta. Giuda tradisce, incassa il suo compenso, Gesù viene sacrificato e Giuda Iscariota diviene l’uomo più maledetto della storia.
Questa è la versione del “tradimento” secondo il Vangelo di Giuda. Secondo questo Vangelo, apocrifo per i cristiani “ortodossi”, Giuda accetta il suo ruolo di traditore perché si compia la profezia, e lo fa dietro espresso ordine di Cristo.
Questo Vangelo è stato scritto dalla setta degli Gnostici, una delle miriadi di sette cristiane che davano una loro interpretazione del messaggio di Cristo prima che il Cristianesimo diventasse la religione ufficiale dell’Impero romano.
Una volta diventata religione ufficiale, i cristiani “ortodossi”, quelli che avevano a disposizione il “braccio armato” dello Stato, cancellarono tut-te le altre sette, distrussero i loro Vangeli e pubblicarono il Nuovo Testamento così come lo conosciamo oggi. Questo avvenne durante il IV secolo dopo Cristo. Alla fine del secolo i giochi erano fatti e la storia cono-scerà del Cristianesimo solamente la versione degli ortodossi.
Una particolare importanza ha la campagna del 390 scatenata da Ata-nasio, vescovo di Alessandria, contro gli gnostici che erano particolarmente attivi in Egitto.
Ma il lavoro degli “ortodossi” non fu perfetto. Gli “eretici”, prima di essere sopraffatti riuscirono a nascondere alcune copie dei loro Vangeli così bene che gli ortodossi non sono riusciti a trovarle. Le hanno trovate i nostri archeologi.
L’ultimo in ordine di tempo è questo Vangelo di Giuda che grazie al Natio-nal Geographic, la Fondazione Maece-nas, l’Istituto Waitt e altri studiosi, è stato restaurato, tradotto e messo a
disposizione del pubblico.

La storia di questi ritrovamenti è affascinante. Verso la fine del 1800 viene trovato il Vangelo di Maria un testo degli Gnostici. È un dialogo tra Maria (non la madre di Cristo, forse si tratta di Maria Maddalena) e i discepoli ove Maria ha il ruolo di guida spirituale. Nel 1886 viene trovato in Egitto, nascosta nella tomba di un monaco, uncopia scritta nell’ottavo secolo del Vangelo di Pietro. Si ritiene sia stato prodotto nel secondo secolo ma non da San Pietro, tratta del processo, mor-te e resurrezione di Cristo ma sembra affermare che si fosse trattato solamente di un’apparizione e non del corpo fisico di Cristo. Forse per questo fu scartato dagli ortodossi.
Nel 1945 un contadino egiziano trova per caso, scavando nel suo campo vicino Nag Hammadi, una città un centinaio di chilometri a sud del Cairo, una giara sigillata contenente 13 codici di papiro. I codici contengono copie pro-dotte nel quarto secolo, il secolo di Atanasio, di documenti scritti nel secondo. Sono i Vangeli di Tommaso, Pietro, Filippo, il Vangelo della Verità, discorsi e preghiere di Gesù, tutti testi
prodotti dagli Gnostici.
Alla fine degli anni ’90 due ricercato-ri trovano per caso, dimenticato nella collezione di papiri del museo egizio di Berlino, una copia del quarto seco-lo del Vangelo del Salvatore. È un testo Gnostico, incompleto, che sembra simile ai Vangeli Canonici. L’originale era stato scritto in Egitto tra il primo e il secondo secolo assieme quindi ai Vangeli Canonici. La parte che è sopravvissuta contiene dialoghi tra il “Salvatore”, che non è chiamato Gesù, e i suoi discepoli. Sembra
che questi dialoghi avvengano dopo la resurrezione. Si tratta quindi di un Vangelo molto ridotto.
Torniamo al nostro Vangelo di Giuda; la storia della sua scoperta è un vero romanzo. Si suppone sia stato trovato intorno al 1980 in una grotta vicino alla città di El Minya a sud del Cairo. Il “tombarolo” che lo ha trovato ora è
morto, la sua famiglia e gli altri colleghi non vogliono parlare, per cui non si possono più conoscere le circostanze precise di questa scoperta. Quello che fu trovato è un “codice” scritto inpapiro. I codici contengono copie prodotte nel quarto secolo, il secolo di Atanasio, di documenti scritti nel secondo.

Alla fine degli anni ’90 due ricercato-ri trovano per caso, dimenticato nellacollezione di papiri del museo egizio di Berlino, una copia del quarto seco-lo del Vangelo del Salvatore. È un testo Gnostico, incompleto, che sem-bra simile ai Vangeli Canonici. L’originale era stato scritto in Egitto tra il primo e il secondo secolo assieme quindi ai Vangeli Canonici. La parte che è sopravvissuta contiene dialoghi tra il “Salvatore”, che non è chiamato Gesù, e i suoi discepoli. Sembra che questi dialoghi avvengano dopo la resurrezione. Si tratta quindi di un Vangelo molto ridotto. Torniamo al nostro Vangelo di Giuda; la storia della sua scoperta è un vero romanzo. Si suppone sia stato trovato intorno al 1980 in una grotta vicino alla città di El Minya a sud del Cairo.

Il “tombarolo” che lo ha trovato ora è morto, la sua famiglia e gli altri colleghi non vogliono parlare, per cui non si possono più conoscere le circostanze precise di questa scoperta. Quello che fu trovato è un “codice” scritto incopto su papiro. Il codice è un libro di pagine di papiro rilegate, è una tecni-ca che segna il passaggio dal rotolo alla rilegatura dei moderni libri; il copto è la lingua egiziana antica scrit-ta con l’alfabeto greco. Oggi, quando si parla dei copti ci si riferisce ai
cristiani d’Egitto.
All’inizio della storia conosciuta que-sto codice fu acquistato da un traffi-cante di antichità del Cairo che cercò di venderlo a studiosi occidentali in fro-de alle leggi egiziane che proibiscono l’esportazione di antichità. Il docu-mento conteneva diversi testi tutti rilegati assieme, ma solo un esperto avrebbe potuto capire di che cosa trat-tavano i singoli testi, (con questo truc-co gli “eretici” cercavano di ingannare la censura degli ortodossi). Nel 1983 questo antiquario riesce a contrabbandare il codice in una scatola di scarpe e lo porta a Ginevra ove ha un appuntamento con studiosi americani in un modesto albergo. Qui si svolgono le trattative, gli esperti non riescono ad esaminare a fondo il testo ma capiscono che si tratta di cosa importante. La trattativa fallisce perché il trafficante chiede una cifra esorbitante e gli americani non hanno questa disponibilità. Il trafficante sparisce e compare anni dopo a New York ove riapre le trattative per un prezzo più basso ma a questo punto gli acquirenti non se la sentono di investire su di un reperto senza alcuna garanzia; il governo egiziano potrebbe chiederne la restituzione. Scoraggiato, il trafficante deposita la scatola di scarpe in una
cassetta di sicurezza vicino New York e se ne torna in Egitto.
Finalmente, nel 2000, il titolare di questo deposito riesce a vendere il codice alla signora Frieda Nussberger-Tchacos per una cifra che sembra intorno ai 200.000 dollari. Questa signora è la figlia di un ricco mercante di arte e antichità e può permettersi di spende-re questa cifra senza alcuna garanzia, forse lo fa solamente perché mossa a compassione dallo stato pietoso in cui era ridotto il codice. Infatti dopo esser ri-masto intatto per 1700 anni nel deserto egi-ziano, i 20 anni passati in giro per il mondo lo avevano quasi distrutto. Il papiro si stava dissolvendo. O lo si restaurava immediatamente o il suo con-tenuto sarebbe stato perso per sempre. Appena acquistato il codice, la signora Tchacos lo porta alla università di Yale
per farlo valutare e per sapere che cosa aveva comprato Quindi si avvia a New York per prendere l’aereo e tornare a casa sua a Ginevra. È in auto quando squilla il cellulare, è Yale che la chiama. Lo sa cosa ha appena acquistato? No? Ebbene il suo codice contiene assieme ad altri testi l’unica copia esistente del Vangelo di Giuda!

Oggi il codice Tchacos è a Basilea in mano ai maggiori esperti del ramo per il restauro e la traduzione dei testi. Si ritiene che il restauro riusci-rà a recuperare l’80% del testo. Finito il lavoro sarà restituito all’Egitto e sarà esposto al pubblico nel museo copto del Cairo. Gli esperti assicurano che si tratta di un documento scritto tra il 220 e il 340 considerando l’età del papiro, la tecnica di produzione dell’in-chiostro e la calligrafia dello scriba. Possono anche afferma-re che è la traduzione in copto di un testo greco scritto qualche secolo prima. Infatti, nel 180 dopo Cristo il Vescovo di Lione, Sant’ Ireneo, scrisse un libro “Contro le Eresie” che de-nunciava le falsità affermate dagli Gnostici nel loro Vangelo di Giuda ove
facevano apparire Giuda come un eroe. Si ritiene, quindi, che questo Vangelo sia stato scritto in Egitto intorno al 100, più o meno contemporaneamente ai Vangeli Canonici. Tut-to quello che si sa degli Gnostici è ciò che può essere estratto dai libri di denuncia scritti dagli “ortodossi” perché tutti i testi gno-stici sono stati distrutti. Tutti tranne i pochi che siamo riusciti a trovare!

Chi erano gli Gnostici? Lo gnosticismo esisteva prima del cristianesimo come filosofia, ma si è affermato nel mondo greco-romano solamente come una speciale setta cristiana.
Non è facile esemplificare il contenuto della loro fede, si può dire che ritenevano il Dio ebreo Jahweh, creatore del mondo, il Dio del Male perché la materia è Male. Coloro che acquistano la Conoscenza (Gnosis) possono trascendere la materia in uno slancio di misti-cismo illuminati dalla fede. Gesù un profeta che il Dio cristiano del Bene ave-va mandato nel mondo malvagio per i l lu m i na re un’elite di uomini (“molti i chiamati ma pochi gli eletti”) in modo che questi potessero
conoscere la scintilla divina che era in loro e trascendere la materia per colle-garsi al divino. Era una visione molto diversa da quella degli ortodossi. Molto più pa-ranoica e manichea e decisamente
stravagante.
Caino è un eroe perché ha ucciso Abele che venerava Jahweh, gli abitanti di Sodoma erano eroi perché il loro tenta-tivo di stuprare gli angeli mandati da Jahweh doveva essere considerato co-me un giusto atto di ribellione!
Il Dio cristiano era diverso e contrapposto al Dio ebreo, forse Cristo non era Dio ma un profeta. Ma soprattutto non poteva esistere alcuna gerarchia ecclesiastica. La redenzione degli eletti avveniva con un contatto diretto tra l’uomo e Dio per mezzo della Conoscenza. Era evidente che gli ortodossi non potevano tollerare che la loro autorità fosse minata dalle fondamenta.
Probabilmente fu questo l’elemento decisivo della loro scon-fitta e distruzione da parte dell’impero. È improbabile che gli imperatori cristiani fossero molto versati in teologia, più proba-bile che guardassero con timore questa setta anarcoide e libertaria e preferissero la solida gerar-chia fornita dagli “ortodossi” per avere a disposizione la fede co-me “instrumentum regni”. Oggi possiamo solo cercare di immaginare quanta fede ci vuo-le per fuggire nel deserto e na-scondere, prima di morire, l’Ultima Copia del Verbo.
Forse qualche anima illuminata, prima o poi lo avrebbe ritro-vato e il Verbo sarebbe stato an-cora rivelato agli uomini? Dopo 2000 anni possiamo consultare il Vangelo di questo martire sco-nosciuto e possiamo affermare che almeno per quanto riguarda la storia del cristianesimo, il suo sacrificio non è stato inutile.

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Al giorno d’oggi, quanti GIUDA sarebbero disposti a commettere un tradimento a fin di bene ?
    Se è vero come è vero che Giuda tradì Gesù lo fece a fin di bene inconsapevolmente credo.
    Ma quando si svegliò dal suo convincimento e capì che il suo tradimento avrebbe portato Gesù alla Croce, si pentì e ciò dimostra la sua buona fede nel commettere quel gesto.
    Giuda è una figura importante nel Vangelo perchè senza il suo tradimento poteva non accadere ciò che doveva accadere. Magari sarebbe stato un altro a dover fare quel tradimento, ma resta il fatto che Giuda si impiccò per il rimorso ed anche a me Giuda mi commuove per la sua umanità.
    Resta invece il fatto che tradire in malafede o per interesse resta un peccato grave contro l’umanità.
    Tradire anche un solo uomo equivale a tradire tutta l’umanità-
    Giuda tradì un solo Uomo ma quel gesto salvò tutta l’umanità. Sembra un contro senso ciò che avvenne ma ciò dimostra chiaramente il disegno Divino di ciò che doveva avvenire.
    WSM

  2. FIL DE FER says:

    Giuda mi ha sempre fatto una gran pena perché rappresenta molto bene la natura umana.
    Egli infatti si era convinto che Gesù avrebbe spezzato le catene che i romani avevano messo agli ebrei e quindi tra sé e sé si convinse che facendolo arrestare Egli, Gesù ,avrebbe sferrato contro i persecutori tutta la sua potenza Divina. Troppo tardi si accorse che ciò non sarebbe avvenuto. Gesù non oppose alcuna resistenza, anzi si lasciò arrestare e impedì agli Apostoli di reagire o difenderlo. Guarì all’istante un soldato del tempio a cui venne tagliato un orecchio….
    Oggi, i Giuda sono dappertutto e le motivazioni che spingono uomini a tradire i propri amici, parenti, etc… sono esclusivamente legate al dio denaro, al dio potere, al dio della cattiveria.
    Come si vede anche il male è diventato trino e lo dimostra tutti i giorni specie nei luoghi di guerra o nei templi della politica e della finanza.
    Quindi stiamo tranquilli, quando Gesù ritornerà sulla Terra, ce lo ha promesso, tutto sarà azzerato e finalmente i potenti, i signori della guerra e della finanza e della politica saranno bruciati in eterno per la gloria dei piccoli, poveri umani cui loro avevano sottratto tutto ciò di cui avevano diritto. In primo luogo della loro libertà di poter vivere dignitosamente e serenamente.
    WSM

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