ABBIAMO FIDUCIA NELL’ITALIA, ANZI NO

di REDAZIONE

Vissuto un primo trimestre dell’anno che «sarà bruttissimo» per il Pil italiano si inizia a scorgere qualche segnale di fiducia per il secondo trimestre del 2012 e per i mesi successivi grazie al possibile superamento della stretta creditizia grazie alle mosse della Banca centrale europea e alla riduzione dello spread sui titoli di stato.

È quanto evidenzia il presidente del Centro studi bolognese Nomisma, Pietro Modiano. «Vedremo i dati – ha osservato a margine del primo rapporto sul mercato immobiliare 2012 – il primo trimestre 2012 sarà bruttissimo. Il primo trimestre per fortuna è finito e già adesso ci sono segnali che questi elementi», ossia le restrizioni nella concessione del credito, «non ci sono più e i circoli viziosi sono stati parzialmente rimossi». Pertanto, ha proseguito Modiano, non è escluso si possa attendere «un secondo trimestre in graduale crescita, con un segno positivo fino alla fine dell’anno». Secondo il presidente di Nomisma, ancora, «la recessione del primo trimestre appare più profonda delle attese, per il futuro le prospettive sono migliori perchè una parte» delle cause che hanno contributo al rallentamento, «cioè il credito si è già risolto» grazie ad iniezioni di liquidità della Bce. «C’è stata una situazione difficile del credito – ha ribadito Modiano – ma le condizioni sono state in buona parte rimosse. Si tratta di una rimozione dei vincoli molto importante: di fatto – ha concluso – un problema, quello dei vincoli finanziari, sta andando a soluzione».

«È ora di smetterla con questi rapporti ottimistici che, al posto di instaurare un clima di fiducia, aumentano il senso di insoddisfazione dei cittadini. La fiducia si instaura attraverso le azioni concrete. Quelle azioni che richiediamo da tempo per risollevare le condizioni delle famiglie». Ad affermarlo in una nota congiunta sono i presidenti della Federconsumatori, Rosario Trefiletti e dell’Adusbef Elio Lannutti commentando i dati Istat sul clima di fiducia dei consumatori.

In un momento così delicato, infatti, sottolineano, «è quanto mai urgente mettere in campo strumenti per il rilancio dell’economia, basati su investimenti per la ricerca e l’innovazione, eliminando sprechi, tagliando stipendi iperbolici e avviando una lotta determinata all’evasione fiscale». Per Adusbef e Federconsumatori «è necessario agire anche per il recupero del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso: bisogna cancellare tassativamente l’ulteriore incremento dell’Iva a partire da settembre, mettere in atto tale aumento sarebbe un’operazione deleteria per l’economia. Solo così si avrà una lieve ripresa della fiducia dei consumatori», concludono.

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One Comment

  1. liugi says:

    Sognate, sognate pure.

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