A Tizio, Caio e Sempronio va sempre bene. Italia corrotta, paese solo per “amici”

di SIMONE BOIOCCHIcorruzione2

E’ inutile prenderci in giro. La ripresa non c’è, e anche se ci fosse sarebbe per pochi. A chi non è mai capitato di sentire dire da qualcuno che la crisi non c’è, che è un’invenzione di qualcuno, o che sono i media a specularci? E chi di noi non ha mai assistito a discussioni magari in posta, in banca, in Comune, all’incrocio con un vigile troppo zelante, sentendo un perfetto sconosciuto pronunciare la famosa frase: “Lei non sa chi sono io”? Oppure qualcosa di simile in una variante poco difforme tipo: “Mi manda Tizio”, “Sono amico di Caio”, “Mi ha detto Sempronio di venire da lei”….

Casi? Rarità? Episodi limitati? No, assolutamente no. L’Italia è il Paese degli amici e degli amici degli amici. Gli unici che, forse, riescono a intravedere una piccola luce al di là del buoi della crisi. E chi pensa che stiamo facendo della inutile polemica sul nulla è invitato ad attendere pochi istanti. Giusto il tempo che ci basta per dire che l’Italia è prima per corruzione tra i Paesi dell’Ue. E non lo diciamo noi. No, no, non è l’Indipendenza Nuova ad arrogarsi un simile potere. Lo dice, invece, e purtroppo a chiare lettere l’ultima classifica della corruzione percepita, il Corruption Perception Index 2014 di Transparency International, che riporta le valutazioni degli osservatori internazionali sul livello di corruzione di 175 paesi del Mondo.

Si scopre così che – nemmeno a farlo apposta -, nel totale silenzio delle istituzioni nazionali, l’indice 2014 colloca il nostro paese al 69esimo posto della classifica generale, fanalino di coda dei paesi del G7 e ultimo tra i membri dell’Unione Europea.

Dietro all’Italia, in Ue, non c’è più nessuno, nemmeno la Bulgaria! Nel panorama globale, in una scala da zero (gravemente corrotto) a 100 (assolutamente pulito), il nostro Paese con i suoi 43 punti si colloca tra le nazioni al Mondo che non raggiungono neppure la sufficienza in trasparenza. Nel CPI 2014 l’Italia è sorpassata dalle migliori performance di Sud Africa e Kuwait (in 67esima posizione) e seguita da Montenegro e dall’isola africana di Sao Tomé (in 76esima posizione). Nel G20 si colloca in una posizione inferiore a tutte le nazioni europee, sorpassata come è prevedibile da Usa e Canada, ma anche da Arabia Saudita e Turchia.

Roba che nemmeno Fantozzi si sarebbe potuto immaginare. Eppure è così, alla faccia del Ragionier Filini e del mega direttore con la poltrona di pelle umana e gli impiegati che nuotano nell’acquario, qui la situazione rischia di essere peggiore. 

Se i Paesi del G20 hanno performance mediamente migliori, trainati all’insù nella classifica da quelli del G7, ecco che è proprio l’Italia, che contribuisce ad abbassare la media. Italia che raggiunge un secondo primato: entra cioè di diritto nel 18% delle nazioni europee che non raggiungono la sufficienza.

E’ solo una percezione, potrebbe obiettare qualcuno, e le percezioni non sono sempre in linea con la realtà. Vero, ma è proprio sulle percezioni che si orientano gli investimenti nel nostro Paese. Il Corruption Perception Index è una sorta di termometro dell’opinione che imprenditori ed esperti hanno del nostro Paese e, purtroppo per noi l’Italia sembra avere una febbre da cavallo con ripercussioni per tutti noi. Tranne ovviamente per gli amici di Tizio, Caio e Sempronio. A loro va sempre bene. 

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