A Susa si discute la “carta dell’indipendenza Arpitana”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO*

Domani, a Susa, si dicute la Carta dell’Indipendenza arpitana, che trovate qui di seguito.  A la riunione di Susa ci sono anche dei Savoia che condividono il progetto.

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Vivere sotto tutela della Francia e dell’Italia, stati di cui siamo cittadini, diventa sempre più difficile, essendo oramai  questi  stati diventati strumento  di spoliazione sociale in mano ai Grandi Poteri  globalizzanti  dell’ Economia e della Finanza. In Francia e in Italia, la democrazia, nata nell’antica Grecia, si rivela impraticabile; questa parola abusata nasconde in realtà una prassi politica e amministrativa oligarchica, in mano a una piccola percentuale d’individui, al servizio di questi grandi poteri e contraria agli interessi di noi cittadini.

Partendo dal postulato che questi stati, sorti dal feudalesimo barbarico, hanno completato il loro percorso storico e non sono più in grado di garantire il benessere sociale, è giunto, per noi arpitani, il momento di invocare il diritto internazionale di autodeterminazione. Vogliamo separarci da questi due stati d’appartenenza e conseguire la completa Sovranità.

Noi vogliamo instaurare, nei Paesi che compongono l’Arpitania, la vera democrazia, la Democrazia diretta, la Politeia, come nella vicina Svizzera, dove il Popolo può annullare leggi che il Parlamento ha approvato.

Noi pensiamo di dover concentrare, in questo momento, l’attività politica nell’Alta Arpitania, quella parte cioè della Grande Arpitania che la storia ha mantenuto culturalmente più unita e omogenea e che d’ora in poi chiameremo semplicemente Arpitania.

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I Paesi dell’Arpitania, che noi vogliamo rendere indipendenti per formare la Federazione Arpitana, sono:

1 –La Morienna,  la Tarantasia, il Chiamberese (Savoia Ducale),  il Chiablese, il Ginevrese e il Falcinese; questi  formano la  Savoia; sono Paesi sotto giurisdizione francese e non sono liberi.

2 – Le Valli arpitane del Piemonte, la Valle d’Aosta e l’Oberlystal,  di lingua e cultura germanica. Questi costituiscono la Graia e sono Paesi sotto giurisdizione  italiana e non sono liberi.

L’Arpitania conta inoltre alcuni Paesi indipendenti che, nei secoli scorsi, si sono volontariamente uniti ad altre repubbliche alpine per formare la Confederazione Elvetica, la Svizzera: si tratta dei cantoni di Ginevra, Neocastello, Vaud, Giura, Friburgo e Vallese.

E’ chiaro, sin d’ora, che ogni eventuale richiesta di partecipazione a questo nostro progetto indipendentista e federalista, proveniente da altri paesi arpitani o vicini, sarà tenuta in considerazione.

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Noi abitanti dell’Arpitania ci proclamiamo Popolo e vogliamo, come già altri popoli prima di noi, iniziare il percorso per giungere all’Indipendenza, cercando il dialogo e praticando metodi pacifici e non violenti.

Il nostro obiettivo primario, cui devono tendere tutte le nostre forze, è il raggiungimento dell’indipendenza dei nostri Paesi; le forme e la tipologia di gestione della Res- pubblica saranno concordate e stabilite quando saremo liberi e avremo il completo potere decisionale.

Solamente con la determinazione di chiari obiettivi, di solide proposte e di un percorso ben definito, otterremo l’indipendenza della nostra Nazione.

Solamente rendendo pubblico i nostri obiettivi, le tappe di percorso, i metodi per raggiungerli e la conseguente pedagogia, otterremo la necessaria  fiducia degli arpitani per proseguire sulla difficile e lunga strada che deve essere percorsa.

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La strategia da adottare per conquistare l’adesione della maggioranza sociale passa per la creazione di un Movimento per l’indipendenza, realmente trasversale e unitario, operante in tutti i Paesi dell’Arpitania.

Il Movimento per l’Indipendenza si rivolge a tutti i membri della società arpitana, a tutti gli abitanti della nostra Nazione, senza distinzione di razza, lingua, religione, provenienza geografica, appartenenza a partiti o posizione economica, e li invita ad aderire al progetto indipendentista.

Il Movimento per l’indipendenza è formato da tutte le persone che vivono sul territorio arpitano e che concordano con la necessità di ottenere la maggioranza sociale necessaria per indire il Referendum propositivo riguardante il nostro futuro.

Il Movimento per l’indipendenza si organizzerà secondo quanto stabiliscono la tabella di marcia che proponiamo e le modifiche che, rese necessarie, saranno approvate.

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Noi, abadisti, cioè arpitani indipendentisti, vogliamo seguire l’esempio dei nostri fratelli, gli arpitani svizzeri: noi vogliamo ottenere l’indipendenza e la sovranità per unirci inseguito ad altri popoli liberi e costruire una Nuova Europa.

Se l’Europa dei Popoli poi tardasse a costituirsi, noi chiederemo di entrare a far parte della Confederazione Elvetica, raggiungendo così i nostri fratelli arpitani, già liberi.

Noi chiediamo ai partiti e movimenti politici, attualmente operanti in Arpitania e a quelli che si dovessero formare, di aderire al nostro progetto, di innalzare e tenere ben alta la Bandiera dell’Indipendenza e di praticare una giusta, sana e chiara amministrazione locale.

La Savoia, già animata da forte spirito indipendentista, può da subito iniziare a costruire l’impalcatura del nostro Movimento.

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Partendo da un gruppo iniziale, attraverso le tappe fissate, arriveremo, nell’arco di alcuni anni, alla fondazione del Raggruppamento Nazionale Arpitano (RNA) il quale, con più efficacia, dovrà fattivamente operare per raggiungere gli scopi che ci prefiggiamo oggi.

*Movimento per l’Indipendenza dell’Arpitania – Settembre 2013

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One Comment

  1. Unione Cisalpina says:

    Buon lavoro, fratelli Valdostani” … ke abbiate successo unitamente agli Occitani e Walser … enkomiabile il vostro tentativo di battere moneta kon lo “skudo valdostano”… ogni bene… appoggio inkondizionato … cerkate konvergenze kon altri cisalpini indipendentisti … logikamente evitate la lekka nodde belleriana …

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