A sostegno de L’Indipendenza. Solo per spiriti liberi

gli AMICI DEL GIORNALE

Vi e’ come in tutte le cose di questo mondo un prezzo da pagare. Oggi vogliamo parlare del prezzo di una voce libera. Mai e’ successo che le anime indipendentiste, pur dibattendo tra di loro a volte anche insultandosi, avessero la possibilita’ di confrontarsi e di fatto crescere e far crescere l’idea indipendentista. Non solo. Mai fino ad oggi abbiamo potuto leggere e dibattere liberamente su “altre verita’”, su argomenti dove tutto e’ coperto o dove le notizie sono filtrate dai poteri forti. Stiamo parlando di giornali. Stiamo parlando, nello specifico, del giornale che ci ospita… “L’Indipendenza”, giornale nato grazie all’audacia e al coraggio di un manipolo di giornalisti capaci di mettersi contro il sistema e di scrivere e permettere a chi giornalista non e’, come gli autori di questo appello, di far sentire la propria voce.
In uno Stato prossimo al fallimento, dove lasciti, prebende ed incentivi di varia natura non si contano oramai piu’, come nell’editoria, purche’ sia di regime, noi vogliamo credere e pensare che un giornale indipendente fuori dalle logiche dei partiti nazionali possa esistere.

Parliamo di domanda ed offerta. La domanda di una voce libera, ben lo testimoniate voi lettori e’ alta. L’offerta di giornali indipendenti e che trattano temi come l’indipendenza e’, a parte questo giornale, pressoche’ nulla. Questo giornale non ha nessun tipo di incentivi statali. Gironi fa sono stati per legge stanziati120 milioni (vostri denari) a favore dell’editoria di regime. Quella che per venti anni non vi ha raccontato dei ladrocini di stato, quella che non vi ha raccontato gli atti delinquenziali compiuti da una classe politica che ci sta portando al default, al fallimento, all’impoverimento.

Se domani questo giornale dovesse chiudere, cari lettori ed amici de “l’indipendenza”, voi e noi spiriti liberi, avremmo perso. Una parte della nostra liberta’, una parte di noi stessi morirebbe con questo giornale.

Vi rivolgiamo dunque un accorato appello affinche’ chi crede nel sogno indipendentista, a chi crede che sia possibile ancora vivere, lavorare, intraprendere, amare la propria terra contribuisca a far vivere questo pezzo di vostra e nostra liberta’.

Grazie, e ci auguriamo l’adesione di altri amici.

ALDO BETTINELLI, GIACOMO CONSALEZ, FABRIZIO DAL COL, SANDRO MIGOTTO

 

Ringrazio questi amici che hanno voluto sottoscrivere l’appello lanciato dal “pirotecnico” Migotto. Noi del giornale ci auguriamo che altri possano sottoscrivere questo messaggio e che molti vorranno dare un segnale concreto di vicinanza a L’Indipendenza. Ringraziamo inoltre coloro, alcune decine, che questo segnale l’hanno già dato nei mesi scorsi. Per sensibilizzare i nostri numerosi lettori che questa voce può vivere solo grazie al loro contributo, da oggi quando si entrerà in una pagina per la lettura di un articolo, si aprirà una finestra che informa su come L’Indipendenza viva solo di sostegno privato e goda di zero finanziamenti pubblici. Si tratta di una finestra che potrà essere facilmente chiusa, un piccolo fastidio che abbiamo deciso di introdurre perché abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti coloro che apprezzano il nostro impegno, anche se magari non condividono in tutto e per tutto i contenuti de L’Indipendenza.

Un secondo appello ai lettori: da qualche tempo avrete visto comparire nelle pagine de L’Indipendenza banner pubblicitari che derivano da Google: queste “inserzioni” producono una piccola cifra giornaliera a nostro favore in base al numero dei click che il gestore registra provenienti dal nostro sito. Vi invitiamo dunque ad andare a curiosare entrando in questi banner, perché così date indirettamente una mano a L’Indipendenza: non serve che ripetiate continuamente l’ingresso, perché i gestori registrano l’indirizzo ip dei lettori e quindi lo conteggiano una volta. Ma oggi come oggi ciò che si registra è un numero elevato di lettori de L’Indipendenza, ma un numero basso di cliccate sui banner. Inutile infine ricordare che coloro che vogliono fare pubblicità su L’Indipendenza sono ben accolti perché ci danno una mano concretissima.

Per farla breve, dal mix di queste voci – contribuzione volontaria, click sui banner, inserzioni pubblicitarie – deriva la possibilità di continuare a far vivere L’Indipendenza. Noi ce la stiamo mettendo tutta: se dovessimo essere costretti ad arrenderci, vorrà dire che non saremo stati abbastanza bravi, ma anche che qualcuno non ci avrà dato una mano a migliorare.

Gianluca Marchi

 

Eventuali versamenti vanno effettuati a:

L’Indipendenza, piazza Missori, 1
20123 MILANO
c/c bancario presso Cassa Rurale e Artigiana di Cantù – BCC
agenzia di Cucciago (Co)
IBAN: IT18 F084 3051 9600 0000 0063 806
causale: adesione a L’Indipendenza.

Per i possessori di conto PayPal, inviare la somma che decidi a:
marchi.gianluca@gmail.com

 

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5 Comments

  1. migotto sandro says:

    pirotecnico mi mancava…..

  2. giovanni says:

    continuate così! sono disposto a contribuire,nel mio piccolo.

  3. Radimiro says:

    A me piace molto la vostra testata, tranne quando tratta l’argomento Lega. Io mi rifiuto di ospitare sulla mia bacheca di Fb determinati articoli, che a mio avviso non sono veritieri e che metteno in cattiva luce la Ln. Su tutto il resto invece andiamo d’accordissimo !

    • binella says:

      hai proprio ragione, hai ragionissima! Infatti io la penso come te e come grandissima Goisis che oggi ha detto alla Zaanzara che la famiglia Bossi può usare i soldi come vuole perchè quelli del finanziamento sono solo soldi della Lega. E infatti io propongo anche che tutti i raccomandati della Lega negli enti pubblici vengano pagati con quei soldi lì e non con i soldi, per dire, del canone rai! Ecco, quindi tu hai ragione. e anche Goisis perchè noi della Lega siamo un passo avanti a tutti!

  4. cavarzere says:

    Ho paura che la nuova Lega vi ha usato per tenere un contatto colla galassia dell’indipendentismo e tenere sotto controllo gli umori della sua base ma adesso non farà un bel niente per aiutarvi! Quelli sono così, sfruttano e basta!

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