A Sarmeola (Pd) incontro pubblico per discutere di federalismo

di GIANCARLO PAGLIARINI

Oggi, alle 10.30, a Sarmeola di Rubano (Padova) si confronteranno “idee per un vero Stato Federale”. Nella circostanza modererò la discussione . Se le interessa l’argomento (la riforma Federale) ecco qui di seguito  le considerazioni che ho mandato agli organizzatori.

Non so chi ringraziare per il titolo dell’incontro di Sabato 30 Novembre a Sarmeola di Rubano: “…idee per un vero Stato Federale” è un titolo molto interessante e quando mi è stato chiesto di fare il moderatore ho accettato con entusiasmo.

Finalmente si parlerà seriamente di Federalismo. Finora , per quanto ne so, in Italia non c’è più partito politico che lo faccia. Il Federalismo non è affatto questione di due o tre euro in più o in meno! Carlo Moos (professore emerito di Storia contemporanea presso l’università di Zurigo) ha scritto di recente: “…il federalismo diventa da programma meramente politico , qualcosa di fondamentale: una Weltanschauung nel senso della parola tedesca, e cioè una prospettiva sotto la quale si vede e si interpreta il mondo..” (Fonte: “Carlo Cattaneo: federalismo e sviluppo”. A cura di Carlo Lacaita e Franco Masoni. Le Monnier, 2013,  pagina 22)

Gli organizzatori mi hanno chiesto di decidere come meglio organizzare il dibattito.

Per cominciare, ecco tre considerazioni.

  1. Federalismo e decentramento. Come è noto l’essenza di una Costituzione Federale non sta tanto nel numero di funzioni spostate dal centro agli enti locali, quanto nella capacità delle unità territoriali federate, che devono essere sovrane a tutti gli effetti sul proprio territorio con competenze irrevocabili,  di resistere alla naturale tendenza espansiva del potere centrale. Ecco dove nascono la cultura della  “responsabilità” , della concorrenza e le tante altre caratteristiche dei paesi autenticamente federali. Il decentramento (sia fiscale che amministrativo) è un’altra cosa, e non c’entra assolutamente niente col Federalismo. Con qualche progetto di decentramento lo stato centrale, che continua ad essere il titolare unico della “sovranità”, cerca di organizzarsi meglio e con questo obiettivo trasferisce qualche compito agli enti locali….finché non cambia idea. Ma questo non è assolutamente “Federalismo”. Su questo punto nel nostro paese c’è grande confusione. Il 9 Settembre 2013 il Corriere della Sera ha pubblicato un bell’articolo di Dario Di Vico “Imprenditori delusi, addio al Federalismo. Il sondaggio del seminario: ormai il decentramento è diventato burocrazia”. Ma Federalismo e decentramento  sono cose assolutamente diverse. Qualche giorno dopo un articolo del presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca è stato intitolato “Il vero Federalismo non è ancora nato” (Corriere della Sera 19 Settembre 2013) .
  2. “Diversi” che lavorano assieme. In un vero paese Federale dei diversi  “vivono la loro molteplicità nell’unità…coscienti delle loro responsabilità verso le generazioni future ..consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri” (Fonte: il preambolo della Costituzione Svizzera). Da qui nasce la “formula magica”: partiti diversi che non litigano per gestire il potere ma che lavorano assieme per i cittadini e per le generazioni future : “Di solito il Governo è formato dai quattro partiti con la maggiore quota elettorale. (Fonte: La Confederazione in breve 2013 . Pagina 18. Cancelleria Federale CaF. wwwpubblicazionifederali.admin.ch)
  3. Referendum. In un vero Stato Federale comandano i cittadini. Il contraltare alla sovranità degli enti territoriali ed alla capacità legislativa  che gli enti territoriali hanno deciso di delegare alla Federazione  è dato dai referendum. Su questo punto segnalo l’importante articolo di uno dei relatori, Francesco Forti : “La relazione tra Federalismo e Democrazia diretta”.  L’intensa partecipazione, la corresponsabilità politica ed il sistema di milizia generano cittadini informati e consapevoli: proprio quello di cui abbiamo bisogno in Italia. Non nego che oggi il  sistema della milizia sia oggetto di critiche ma comunque oggi questo vale per l’esercito,  per i membri di molti consigli di amministrazione ed anche per i membri del Parlamento. Col sistema di milizia non c’è spazio per i  “professionisti della politica”. Gerd Habermann, docente all’Università di Potsdam e fondatore dell’Associazione Friedrich A. von Hayek ha scritto: “L’intensa partecipazione e la corresponsabilità politica hanno promosso la formazione politica dei cittadini, per cui risulta in certa misura giustificato il paradosso: un cittadino svizzero militante è politicamente meglio informato del deputato medio del Bundestag tedesco. “L’Etat – c’est nous”: un’affermazione che appartiene più ai cittadini svizzeri che alle vicine democrazie di rappresentanza”.

Ecco l’idea di un vero Paese federale del vostro moderatore. Sono convinto che l’Italia tornerà ad essere un paese civile, attrattivo e vivibile solo quando avremo una nuova Costituzione e diventeremo un vero paese Federale. Tuttavia questo è un progetto di lungo termine: se domani mattina fosse pubblicata sulla nostra Gazzetta Ufficiale la più bella Costituzione Federale del mondo, in Italia non funzionerebbe. Il Federalismo funziona solo in presenza di cittadini informati e consapevoli: dunque è necessario un grande lavoro di semina culturale. Per questo motivo Sabato ognuno dei sette relatori farà due interventi.

Nel primo (10 minuti a testa) come previsto dal titolo dell’incontro, ogni relatore spiegherà le sue idee per un vero paese Federale: che caratteristiche dovrebbe avere. Sappiamo tutti che domani mattina questo “sogno” non sarebbe comunque  realizzabile in Italia e che se anche fosse “giuridicamente” realizzato non funzionerebbe. Ma è senz’altro utile che l’incontro di Sabato 30 Novembre a Sarmeola di Rubano  indichi gli  scenari dei diversi punti d’arrivo auspicati dai relatori.

Nel secondo (5 minuti a testa)  passeremo al concreto e i relatori indicheranno le “cose da fare” subito, domani mattina, senza cambiare la Costituzione , per migliorare grandi e piccole cose nel solco dei principi indicati nei loro precedenti interventi.

Ultimi  punti:

a)    siamo gente seria. Nessun quarto d’ora accademico. Non l’ho mai sopportato. Quando si dice un’ora, è quella.

b)   Sulle sedie o all’ingresso distribuire una scheda per le domande, che dovranno essere scritte. Così i partecipanti potranno davvero approfondire i punti di loro interesse e si eviteranno interventi a volte  molto  lunghi ma senza una vera domanda.

Ci vediamo a Sarmeola. Intanto vi saluto con la più viva cordialità.

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2 Comments

  1. Ecco altri distrattori delle masse con la funzione elettorale di confondere le idee.
    Boldrin sta incamerando tutto ed il suo contrario pur di raccattare voti ovunque.
    Alessandro Cè qualifica da solo con la sua presenza l’intero consesso.
    Un po’ di serietà non guasterebbe a questa variopinta congrega di italianisti.

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