A Roma il Cav cerca di impacchettare destra e Lega. Per governare indisturbato con la sinistra

Matteo-Renzi-Silvio-Berlusconi_980x571di TILLER – Stai sereno, Matteo. Non mi riferisco al fiorentino. Perché tanto fervore per le elezioni comunali di Roma? Ma che c’azzecca, direbbe un “celebre” abruzzese,  la Lega con la capitale di uno stato che  in passato ha così  tanto odiato? Forse per prendersi direttamente le famose uova d’oro di bossiana memoria? Perché correre il rischio di una partita politica persa in partenza? Andiamo un po’ indietro nel tempo. Dei due attuali colleghi euro-parlamentari  leghisti di più longeva presenza nei corridoi di Strasburgo, entrambe portatori  di slogan urlati seppur con una base elettorale e stili recitativi diversi, uno diventa, inaspettatamente, segretario “unico”. Per l’altro, all’approssimarsi del rinnovo dell’europarlamento,  si prospetta una premiata uscita di scena dopo tanto onorato servizio. Ma chi lo conosce bene, sa che non è mai tutto così scontato.

E qui la prima sorpresa. Entrambi rieletti. L’uno scontato. L’altro, molto meno. Dove li ha trovato i voti, il torinese? Incredibile a dirsi: a Roma e dintorni. Le mosse successive, non serve nemmeno descriverle,  ne sono la conseguenza. Compresa l’entrata in campo della romana candidata sindaco in dolce attesa. In ultimo si  prevedeva che il vecchietto di Arcore avrebbe  sacrificato il proprio candidato per onore di “patria”. Non è stato così. E se, con una mossa a sorpresa, forse nemmeno troppo, il sig. B  li avesse messi in buca tutti?

Per scendere in campo  e vincere nel secolo scorso, era il 1994, dopo  decenni di congelatore, il piccoletto sdoganò la destra di Almirante.  Adesso, forse per l’ultima stoccata, sta cercando di rimetterla nel congelatore bella impachettata ed in buona compagnia.  Ce la farà? Forse ha in serbo un degno erede, forse femmina e forse di famiglia. Una giovane, discesa in campo per amore di patria. I democristiani di sempre che sono tanti disponibili e  ben mimetizzati. Qualche guaio, per il fiorentino, che non esita ad andarseli a cercare.  Il gioco potrebbe riuscire. Con la ciliegina sulla torta. Rimettere in congelatore sia gli ex Almirantiani che gli ex Bossiani. Le stelle, come il salame di Cremona e una nuova rifondazione comunista. Quel che resta, sono pochi voti assortiti. Buoni per continuare a governare indisturbati un cosiddetto paese civile. L’ Umberto non si sarebbe mai  fatto fregare in questo modo. Ma la politica è una sorpresa. Matteo, stai in guardia.

 

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Berluscao e’ piu’ politico all’italiana che imprenditore: stravince.
    Se qualcuno non la comprende si faccia un giro di storia politica in italia: imbrogli e brogli… e tante promesse da marinaio.
    Salam

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