A Nola si parlerà dei tempi della “Napoli Spagnola”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Si annuncia importante l’evento previsto per sabato 1 febbraio 2014 alle ore 18.00 presso la libreria Biblos di Via Duomo 19 a Nola. Una serata organizzata dalla testata giornalistica, con la moderazione dello studioso Angelo D’Ambra e l’introduzione del prof. Gianandrea de Antonellis, in cui sarà presentata l’opera di Vittorio Ricci dal titolo “La Monarchia Cattolica nel Governo degli Stati italiani“, monumentale studio su documenti d’epoca.

Attraverso la ricostruzione dettagliata della biografia dei fratelli Luis de Requesens e Juan de Zuniga, cavalieri di San Giacomo il Maggiore e fedeli consiglieri di Filippo “il Prudente” si scoprirà la realtà della Napoli spagnola e del Cinquecento nella Penisola italiana. Un viaggio attraverso un’ intera epoca ed i suoi protagonisti, la Monarchia degli Asburgo di Spagna, la vita di corte, il contributo delle grandi famiglie spagnole, l’educazione di un principe cristiano, la burocrazia e l’apparato militare, la religione e l’eresia, grandi condottieri e santi eccezionali, figure femminili distaccate, magnifici mecenati.

Prevista la partecipazione dell’autore. 

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6 Comments

  1. giuseppe modenesi says:

    Signora Caterina concordo con Lei e con Ferdinando Spada.
    Caro Luca vai leggere il Testo I LAGER DEI SAVOIA di Fulvio IZZO ,oppure DOSSIER BRIGANTAGGIO di Francesco Mario Agnoli oppure INDIETRO SAVOIA e MALEDETTI SAVOIA di Lorenzo Del BOCA ediz.PIEMME,oppure L’INGHILTERRA CONTRO IL REGNO DELLE DUE SICILIE di ERMINIO DI BIASE ediz.controcorrrente, oppure LA CONQUISTA DEL SUD di Carlo ALIANELLO ediz.Rusconi, opp. LA RIVOLTA DI MONTEFALCIONE di Edorado SPAGNUOLO ediz.Nazione napoletana, oppure L’EREDITA DELLA PRIORA di Carlo ALIANELLO, oppure IL MASSACRO DI PONTELANDOLFO e Di CASALDUNI di CIANO ediz.Controcorrente e tanti altri, eccetto i Libri Scolastici ove si Nasconde Tutto.
    Poi semplicemente su Interne clicchi Gen. PINELLI, CIALDINI,FUMEL,DE SONNAZ, Col.NEGRI di Vicenza, oppure Diario del Bersagliere Carlo Margolfi di Colico.
    Buona Lettura e Buona Revisione Storica.

  2. giuseppe modenesi says:

    NAPOLI fino al 1860 era la terza capitale Europea centro culturale, musicale economico alla stregua di Parigi e di Vienna.
    Con l’INVASIONE piemontese e con l’Unità d’Itaglia ha perso tutto: ci sono rimasti gli occhi per Piangere.

    • caterina says:

      Napoli, era considerata il gioiello dell’Impero quando era spagnola, e Carlo che provenendo dalla Spagna diede dal 1734 a tutto il sud l’ “italicam libertatem” come si legge nel monumento a Bitonto, la lasciò a malincuore dopo più di trent’anni di regno per diventare Carlo III di Spagna, ma prima ne sancì con atto formale la perpetua e totale indipendenza…ahimè, mai avrebbe potuto prevedere tradimenti di napolitani che acclamarono l’arrivo di Garibaldi dopo aver cospirato con potenze straniere a danno della libertà della propria patria…

    • Luca says:

      Terza? Quindi sopra anche a Londra e ad Amsterdam? Capisco il risentimento per un regno spazzato via da un’invasione illegale e vigliacca, ma le favole non servono a nessuno.

      • caterina says:

        Le suggerisco anche “la musica del sole” di Enzo Amato- ed. Controcorrente… avrà delle sorprese…

        • Ferdinando Spada says:

          Signora, il popolo napoletano non tradì i Borbone. Sia Ferdinando II che il figlio Francesco non erano quei cattivoni che la propaganda “nordista” ci ha voluto raccontare. Il Sud, grazie a Dio, non ha mai avuto ne’ Ezzelini ne’ dittatori sanguinari . Il tradimento, chiamiamolo così, e’ avvenuto ad opera dei nobili siciliani anarcoidi ed opportunisti, che aizzavano gli isolani, ad opera di illusi intellettuali massoni e dei vertici delle forze armate dell’ex Regno Delle Due Sicilie. Gli intellettuali , di fede liberale, credevano che la monarchia costituzionale dei Savoia avrebbe migliorato (politicamente ed economicamente) la società meridionale. I capi militari, irretiti dalle promesse economiche, di carriera e di prestigio ventilate dai capi massoni settentrionali, in combutta con quelli britannici, sognavano carriere di alto livello in forze armate numerose (quelle nate dall’Unita’), di livello europeo. Per questo, all’arrivo dei Mille di Garibaldi, evitarono furbescamente di combattere dignitosamente. Si arresero , sperando in successive e remunerative carriere “nazionali”.I re borbonici non erano guerrafondai come i Savoia ; non anelavano ad ingrandimenti territoriali e diffidavano dell’attivismo politico-militare dei settentrionali. Era un Regno tranquillo, elogiato dagli stranieri che completavano il “Grand Tour” nel Sud Italia. Enorme fu la delusione, il risentimento dei filo-sabaudi meridionali quando si accorsero della terribile truffa perpetrata ai danni del Sud. Settembrini, incarcerato dai Borbone per i suoi complotti liberali, quando si rese conto dei saccheggi, dei massacri, delle rapine savoiarde , disse che , prima, avrebbe fatto bene Re Ferdinando II ad impiccarlo , per impedirgli di fare quella criminale propaganda filo-sabauda. Lo stesso Garibaldi, grande , ingenuo ed autentico patriota che, rara avis, coinvolgeva tutta la sua famiglia nella lotta per l’Unita’ (lui ferito più volte, moglie morta, figli feriti, ecc..) , quando seppe dei massacri, dei saccheggi operati dalle truppe settentrionali ai danni delle innocenti popolazioni del Sud, scrisse che avrebbe compreso una violenta reazione meridionale contro di lui, visti i nefandi delitti commessi dall’esercito sabaudo. L’Unita’ d’Italia, a mio avviso, andava fatta, ma rispettando e non distruggendo(col criminale centralismo sabaudo) le peculiarità economiche ed amministrative degli Stati preunitari. Allora era necessario il federalismo. Ora, che la rapina ed il saccheggio secolare e’ stato completato, ed al Meridione e’ rimasto sottosviluppo, emigrazione e criminalità organizzata, ai nordisti conviene tagliare i ponti e urlare “padroni a casa nostra” ! Della serie..prendi i soldi e fuggi..

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