A Lecce l’università islamica che sforna imam. Il vescovo: lo Stato c’è?

di CRISTINA MALAGUTIlecce imam

Lecce – Il presidente della neonata Fondazione Giampiero Khaled Paladini grida vittoria e spinge l’acceleratore: le richieste di informazioni e di iscrizioni cadono copiose come la pioggia di questi giorni, in poche ore 50 richieste. Sul tavolo, e per fortuna ancora sulla carta (ma il progetto procede spedito), c’è l’Università islamica a Lecce. E due corsi di laurea: quello di Teologia, che sfornerà quanti più imam possibile, le cui richieste arriverebbero da oltre Mediterraneo, e quello di lingua araba, dove secondo Paladini sarebbero invece gli italiani a chiedere conto.

L’Associazione Mediterraneo Islam Italia

L’Associazione Mediterraneo Islam Italia vanta un grande successo, tanto che alla Fondazione già si pensa che lo spazio destinato alle aule potrebbe non essere sufficiente. E si guarda addirittura a nuove aree. L’idea dell’Ateneo islamico, insomma, a detta dei diretti interessati, sta marciando spedita. E la cosa già mette i brividi ai più, anche se per ora solo a parole. Perché sarebbe la prima Università islamica in Italia, perché in tempi di minacce Isis suona un po’ come Cavallo di Troia.

Il vescovo: lo Stato c’è?

Tanto che anche il vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, seppur con la gentilezza e la cultura che lo contraddistinguono, lancia il suo appello-monito: intervenga lo Stato. Ma lo Stato qui non c’è e probabilmente non ci vorrà essere fino a quando la bomba vera e propria non esploderà. Monsignor Angiuli pone sul tavolo del progetto quel principio di reciprocità che ancora, tra mondo islamico e occidente, non c’è. Che in verità non c’è mai stato, e che anzi, proprio in questo particolare momento storico ha pochissima possibilità di esserci. E come dargli torto.

A Lecce il progetto avanza. A Roma è come se nulla stesse accadendo.

Ma la portata dell’operazione ha una valenza dirompente e il sapore di un’autentica invasione culturale, soprattutto dopo le minacce del radicalismo islamico proprio sull’Italia. E la città di Sant’Oronzo, che con i suoi martiri di Otranto ha già storicamente pagato un prezzo altissimo, non dovrebbe essere abbandonata, dovrebbe invece essere la città simbolo della cultura occidentale. Possibile che nessuno al di fuori del Salento si renda conto della valenza e della portata di un’Università islamica qui e adesso? Lo Stato dov’è? La politica dov’è?

 

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Poveri vescovi.
    Sono disorientati davvero: perdono in tutto e su tutto cosi’ qualche volta credendo di dire cose sensate straparlano.
    SOCCOMBEREMO. Anzi, stiamo gia’ soccombendo.

  2. Paolo says:

    I politici vanno per la loro strada, i cittadini per un’ altra. Difficile sapere come andrà a finire.

    • luigi bandiera says:

      VERISSIMO Paolo.
      Ormai la regina di nome e cognome CONFUSIONE e’ sicuramente felice: nel suo regno non tramonta mai il sole. Infatti il rosso dilaga e le piaghe aumentano.

      Noto che i politici fanno gli affari loro; i giornalisti sono factotum e si va dalla politica alla giustizias; i preti si convertono alle NUOVE RELIGIONI, visto che hanno perso sia i fedeli che la morale.
      Non ci rimane che pregare ma quale Dio..?? Non ci sono piu’ certezze..!

      Quindi..??
      SOCCOMBEREMO. O stiamo gia’ soccombendo..?

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