A Bolzano varano una Costituente perché vogliono più democrazia

Democraziadi ENZO TRENTIN – Giusppe Prezzolini sosteneva: «In Italia non si può ottenere nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali. Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto ecc.», e una storia di pressioni illecite sembra quella che l’associazione “Popolo Sovrano”così commenta:

 «la deputata Cirinnà, quella che ha presentato il Ddl sulle convivenze omosessuali, ha dichiarato in tv che la legge è conseguente al principio di uguaglianza di tutti i cittadini, sancito dalla Costituzione. Una simile dichiarazione …dichiara solo che la Cirinnà o non conosce la Costituzione, o se la conosce, non l’ha capita affatto. Spieghiamo:

  1. pilastro fondamentale della nostra Costituzione è il principio di uguaglianza. Tutti i cittadini sono uguali, senza eccezioni, né in positivo (privilegi) né in negativo (penalizzazioni). […]
  2. quegli omosessuali o le Cirinnà che chiedono parità di diritti, dimostrano di non aver capito niente, perché essi non chiedono parità di diritti con l’universalità dei cittadini, ma parità di privilegi. Non chiedono di essere uguali a tutti gli altri, ma di essere uguali ai privilegiati: pur non avendo funzioni procreatrici, le uniche giustificative del privilegio, essi pretendono di godere dei privilegi che regola e buon senso costituzionali riservano esclusivamente a soggetti che rispondono al requisito procreativo.»

Che poi in Italia non si possa ottenere nulla per le vie legali, sembra dimostrarlo «Initiative für mehr Demokratie – Iniziativa per più democrazia» un’organizzazione single issue [per singola questione: la democrazia diretta] che ha chiesto al Commissario di Bolzano una garanzia istituzionale di pari opportunità d’informazione delle parti in vista della consultazione popolare relativamente all’introduzione di una proposta di legge d’iniziativa popolare riguardante appunto l’introduzione di corretti strumenti per l’esercizio della sovranità popolare.

Il coordinatore di «Iniziativa per più democrazia», Stephan Lausch, coadiuvato dall’avv. Alessandro Gabanella, si è incontrato con il Commissario di Bolzano, dott. Michele Penta, per chiedere che sia data pari opportunità d’informazione agli autori del progetto di ristrutturazione urbanistica della zona stazione autocorriere con la costruzione di un centro commerciale e a coloro che esprimono una posizione contraria all’adozione del progetto. Purtroppo l’esito non è stato quello auspicato. Entrambe le proposte presentate per garantire un’equa informazione nell’ambito di cinque assemblee “informative” e attraverso un’edizione speciale del notiziario di Bolzano non sono state recepite. Per quanto concerne le conferenze “informative”, è stato  rimarcato che un’informazione proveniente da un’unica fonte non è informazione. Dare spazio al dibattito dopo che un unico soggetto, quello stesso che ha contribuito ad elaborare l’accordo di programma oggetto della consultazione popolare, ha svolto una sua relazione sull’accordo stesso, non equivale alla concessione di un eguale spazio a coloro che non sono favorevoli all’accordo.

Forse anche in considerazione della “sordità” delle istituzioni «Iniziativa per più democrazia» ha varato una “Convenzione sull’Autonomia”, e considerando che sarebbe utile se molti che rappresentano una sensibilità democratico diretta ne facessero parte, ha proposto il «Forum dei 100» che svolgerà una funzione di consulenza per la «Convenzione dei 33» durante tutto il percorso operativo.

Il Forum è composto da cento cittadini residenti nella Provincia di Bolzano che abbiano compiuto i 16 anni e ha il compito di assicurare il legame fra popolazione e Convenzione. Nello specifico, spetta al «Forum dei 100» partecipare al dibattito sulla riforma dello Statuto e di presentare le diverse opinioni tra la popolazione; mantenere un dialogo con la Convenzione, riguardante le questioni fondamentali della riforma. Pertanto, il Forum considererà soprattutto i risultati emersi durante gli eventi pubblici e dalle discussioni relative ad un tema specifico. Il Forum si riunirà sei volte nel corso dell’intera durata della fase operativa.

Tra tutti coloro che hanno presentato la propria candidatura, attraverso il procedimento di sorteggio, il cosiddetto campionamento casuale, saranno selezionate 100 persone. Queste costituiranno il «Forum dei 100». Insomma, visto che le istituzioni hanno una singolare visione dell’esercizio democratico del cosiddetto “popolo sovrano”, i cittadini si riuniscono pubblicamente in una sorta di costituente, per rappresentare più ampiamente le loro esigenze.

Ovviamente noi plaudiamo a questa presa di coscienza, e a questo attivismo della cittadinanza alto atesina o sud tirolese che dir si voglia. Tuttavia come disse Charles De Gaulle (1952): «Le regime ne se transformera pas de lui-même, Cela n’est jamais arrivé dans notre histoire. Il faut un pression de l’éxtérieur.» In un discorso tenuto assai dopo a Strasburgo da Charles De Gaulle il 23 novembre 1961, dinnanzi a 80 generali e 2000 ufficiali, riferendosi alla sale guerre en Algérie egli disse tra l’altro: «Certamente ognuno – ed io in modo particolare – può capire perché, nelle menti e nei cuori di certi soldati possa essere nato un nuovo genere di speranza, invero l’illusione che, per il solo fatto di desiderarlo, le cose potrebbero essere cambiate da quello che sono in realtà a quello che uno vorrebbe che esse fossero, nel senso etico e psicologico…»

 

Vale a dire che non basta desiderare che le cose cambino, giacché nella storia del nostro paese il regime è cambiato solo quando sono intervenute “pressioni esterne”: dopo la I Guerra mondiale. la monarchia cambiò il governo e regime su pressione «esterna» del fascismo, e dopo la II G.M. il fascismo fu abbattuto non dalla resistenza – che ne vanta il merito – bensì dagli Alleati che dall’«esterno» liberarono l’Italia.

Gli indipendentisti quindi non debbono farsi abbagliare da illusori referendum consultivi – per l’autonomia, peraltro – bensì, come sosteneva Luigi Bonaparte, in un motto di estrema familiarità, è necessario: «Sortir de la légalité pour rentrer dans le droit». È cioè indispensabile uscire dalla legalità imposta dalla partitocrazia attraverso una Costituzione illegittima, perché mai votata dal popolo sovrano, per entrare nella legalità dell’autodeterminazione. In quanto a Costituzioni volute dal popolo, ecco qui una lista di casi in tutto il mondo[http://www.miglioverde.eu/costituzioni-volute-dal-popolo-ecco-una-lista-di-casi-in-tutto-il-mondo/]

Per far ciò, naturalmente, i sinceri indipendentisti debbono rimandare a tempi futuri le loro peculiarità per prefigurare la legalità di un nuovo assetto istituzionale. Poiché solo una volta convenuto su questo essi potranno espletare quell’opera d’informazione atta a conquistare i cuori e le menti delle popolazioni alle quali vogliono rivolgersi. E solo quando avranno ottenuto il consenso della maggioranza dei cittadini potranno addivenire materialmente all’autodeterminazione. Dopo di che potranno riemergere le singole visioni e gli eventuali distinguo.

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One Comment

  1. Giancarlo says:

    E’ impensabile che in italia possa venire modificata la costituzione là dove i partiti italiani hanno degli interessi a mantenerla così com’è.
    Basta vedere quale schifo di modifiche cerchino di far approvare dal popolo italiota tramite un referendum relativamente alle provincie, mai morte, e al Senato della repubblica che diventa un coacervo di assemblea delle cause perse.
    Sono sicuro che l’indipendenza del Veneto verrà da fuori,, verrà anche per cause esterne all’italia e meno male che sarà così perché se dovessimo aspettare qualcosa da lor signori i VENETI morirebbero di generazione in generazione per millenni prima di vedere la loro indipendenza da roma.
    WSM

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