Repubblica serbo-bosniaca festeggia 22 anni. “Più indipendenza”

di REDAZIONE

Il rafforzamento delle aspirazioni di autonomia e indipendenza e’ stato sottolineato dal leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, intervenuto oggi nella capitale Banja Luka alle celebrazioni per il 22/mo anniversario della fondazione della Republika Srpska (Rs), l’entita’ a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina (l’altra e’ la Federazione croato-musulmana con capitale Sarajevo) ”E’ nostra intenzione rafforzare la nostra indipendenza. Noi pensiamo che cio’ sia legittimo, permesso e non contro il diritto internazionale”, ha detto il presidente Dodik sottolineando come la Rs ”non voglia la destabilizzazione” della Bosnia e della regione. ”Noi intendiamo cooperare con tutti, rispettiamo gli altri e quelli che sono diversi da noi, ma chiediamo anche noi di essere rispettati”, ha detto Dodik che ha ribadito l’interesse della Republika Srpska a integrarsi nell’Unione europea.

I ripetuti contrasti e veti incrociati fra le tre componenti etniche – serbi, croati e musulmani – sono alla base dello stallo politico in Bosnia-Erzegovina che impedisce il varo delle riforme chieste dalla Ue e passi avanti nel processo di integrazione europea. Ai festeggiamenti di ieri a Banja Luka hanno preso parte fra gli altri i ministri serbi degli esteri Ivan Mrkic, della giustizia Nikola Selakovic, dell’energia Zorana Mihajlovic, insieme al patriarca ortodosso serbo Irinej.

La Republika serba di Bosnia-Erzegovina fu proclamata il 9 gennaio 1992, prima dello scoppio del conflitto armato e del referendum per l’indipendenza della Bosnia, dal partito di Radovan Karadzic, il leader politico dei serbi di Bosnia attualmente sotto processo al Tribunale penale dell’Aja (Tpi) per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanita’. Tale entita’ fu poi riconosciuta dall’accordo di pace di Dayton (Usa) che nel novembre 1995 pose fine alla guerra in Bosnia. In base a tale accordo la Bosnia-Erzegovina si compone di due entita’ – Republika Srpska e Federazione croato-musulmana – e tre popoli, serbi, croati e musulmani.

In concomitanza con le celebrazioni per i 22 anni della Rs, le associazioni che rappresentano le famiglie delle vittime della guerra in Bosnia, in chiave polemica, hanno inviato ai dirigenti serbo-bosniaci cartoline con le foto dei resti di civili croati e musulmani uccisi nel 1992, ed esumati di recente dalla grande fossa comune di Tomasica. Sulle foto delle spoglie esumate la scritta ‘se celebrate la Giornata della Republika Srpska non dimenticate che queste sono le sue fondamenta’.

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4 Comments

  1. stefano nanut says:

    Gentilissimo Felix, speravo tanto in una sua risposta, qualsiasi essa sia……….grazie

  2. stefano Nanut says:

    Gentile Felix, mi chiamo Stefano Nanut sono nato in Banja Luka, come leggo dal tuo commento, conosci abbastanza bene sia la gente che i personaggi politici e imprenditori.
    Per questo motivo mi permetto di chiederti una grande cortesia, Sia Zagabria che Belgrado hanno aperto gli archivi riguardanti la seconda guerra mondiale; come e da chi rivolgermi per richiedere la documentazione che riguarda la morte di mio padre. Nel maggio del 1945 egli dopo alcuni giorni passati nelle prigioni di Tito, il 7 maggio 1945 egli scompare nel nulla. A mia madre gli furono confiscati sia la casa che la terra circostante. Dopo 6 anni di isolamento della nostra famiglia, mia madre nel 1951 decise di andare in Italia, con passaporti italiani, perchè mio nonno era di Gorizia. Ti chiedo se puoi darmi qualche suggerimento, da chi e dove rivolgermi. Naturalmente mi recherei a Banja Luka. Grazie tante per qualsiasi notizia che mi darai.
    Nanut Stefano
    tel. 0039 06 52352790
    cell. 335 8415081

  3. Salice triestino says:

    La Bosnia, oltre alle due entità, ha anche un distretto particolare, comune alle due entità, il distretto di Brcko, con amministrazione autonoma, secondo me questo distretto dovrebbe essere preso ad esempio per il resto del paese.

    Non reputo che in questo caso si possa parlare di un sano secessionismo, in quanto alimentato non da vero interesse al bene comune dei cittadini, ma solamente da un forte nazionalismo panserbo. Le due entità anzi prima o poi dovrebbero fondersi, ed il Paese riorganizzato diversamente.

  4. Felix says:

    Per motivi professionali, lavoro molto spesso in BiH ed, in particolare, nella Repubblica Srpska la cui capitale è Banja Luka, una città molto moderna, tranquilla e con servizi di alto livello. Nella capitale non ci sono più evidenti tracce della guerra civile che è stata, oggettivamente, barbara e sanguinosa.
    La pulizia etnica ha comportato, tra l’altro, l’esodo forzato e violento, in particolare, dei mussulmani verso la Bosnia Erzegovina e, viceversa, dei serbi ivi residenti verso la R.S..
    Attualmente la Repubblica Srpska sta tentando di attrarre gli imprenditori dell’Europa Occidentale, creando infrastrutture di accoglienza (come il nuovo e grandissimo Business Park di Banja Luka), unite ad un bassissimo costo del lavoro (è circa 1/6 di quello corrispondente italiano), una tassazione contenuta (c’è solo un aliquota fissa per tutti pari al 10 % (diconsi dieci per cento)) ed un costo dell’energia elettrica, ridotto di circa il 40% rispetto a quello italiano.
    Parlando con i politici locali e con diversi cittadini ho notato che tutti desiderano avere dei consolidati e forti rapporti economici con la CEE, ma non intendono assolutamente integrarsi, almeno per un altro decennio, con l’Europa.
    La richiesta di maggiore autonomia ed indipendenza dei rappresentanti della Repubblica Srpska va, infatti, in questa direzione.

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