9 dicembre, occupato il Comune di Zevio: “Conquistare il territorio”

di LUCIO CHIAVEGATO

Il presidio di Soave invade l’aula consiliare di Zevio (Vr) e si siede al tavolo per ‘ascoltare’ i sindaci locali in riunione… fuori dal palazzo una nutritissima schiera di presidianti che non è riuscita ad entrare a far da supporto. Quando si sottolinea ripetutamente che prima di ‘scendere’ a Roma bisogna conquistare il proprio territorio si intende proprio fare queste azioni.

I sindaci dei propri comuni sono il primo collante tra cittadini e istituzioni, bisogna ‘ chiedergli ‘ da che parte stanno, se tutelano i loro concittadini o se sono servi del sistema? Bisogna radicare il proprio territorio, radicarlo saldamente, e la discesa a Roma sarà conseguenziale. Non ci interessano ne gite ne prese per il culo per chi come noi è da 50 giorni nei propri presidi ad alimentare che tutto ciò avvenga. Prima di tutto la coerenza che ci ha sempre contraddistinto nei confronti di chi come noi è sotto le intemperie dal 9 dicembre.  Conquistiamo il nostro territorio e abbatteremo anche i palazzi romani.

Sarà il popolo a guidare la discesa a Roma, quando saremo uniti e compatti e potremmo occupare piazza Montecitorio con almeno 1 milione di manifestanti, solo allora potremmo dire… il popolo è sovrano! Per far si che cio’ avvenga bisogna radicare il proprio territorio, ricordiamoci che i ‘nostri ‘politici eletti con un governo illegittimo abitano a Roma dal lunedì al venerdì, ma poi tornano a casa, incominciamo a contestarli a casa nostra, parliamo con i nostri sindaci in modo schietto … con noi o contro di noi. In questo lasso di tempo non siamo stati a guardare, ci siamo riorganizzati o meglio organizzati,abbiamo alzato il tiro, istituendo una task force di menti pensanti che interagiscono tra loro : tributaristi, commercialisti, legali.

Loro saranno i primi a rendicontarci la spending review del Palazzo dei bottoni, ad un governo tecnico vogliamo rispondere con i tecnici, i tecnici del popolo. Perché questa battaglia a nostro avviso va combattuta su più fronti … sia a livello mediatico e di presenza sul territorio grazie ai nostri stoici presidi sia a livello legale, non ci si può improvvisare, la bestia che dobbiamo demolire è anche tecnica e da che mondo è mondo l’unione fa la forza! A stretto giro incominceremo a dare info precisissime su come attuare lo sciopero fiscale, e saranno proprio i tributaristi a passarci le coordinate ad ognuno il proprio mestiere, il tempo delle improvvisazioni è finito. Da lunedì 27.01 scatta la seconda fase e saremo più determinati che mai!

Il 9 dicembre è vivo!!!

 

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9 Comments

  1. Eugenio says:

    Leggendo questo articolo,non ho capito se il Chiavegato,vuole fare uno Stato Veneto ho cambiare il Sistema Italiano….(a meno che non voglia fare tutte e due le cose) Comunque su una cosa credo che abbia Ragione ,bisogna conquistare e controllare il nostro territorio.Poi è vero da quando è mondo l’Unione fa la forza,ma l’Unionone con Chi? Con gli Italiani? Casomai con gli altri Gruppi Indipendentisti della Penisola Italica..

    • Dan says:

      Hai presente tizio, lì come si chiama, quello che fino a qualche anno fa era un mezzo eroe dei libertari, sì quello con gli occhietti schiacciati, della cgia di mestre… ecco, Bortolussi.

      Ha rotto un po’ l’anima fino a quando non gli hanno dato una cadrega pd (oltrettutto in gruppo di se stesso) a spese nostre.

      Lo hai più visto in giro ? Al massimo per i saluti di natale.
      Prima era in tv ogni settimana a darci lo zuccherino, adesso che le cose sono peggiorate per tutti mentre per lui la crisi è belle che finita, ha fatto puff.

      E qui la storia è la stessa: A- Mettersi in mostra B- Fare un po’ di casino C- Tenere il piede in due scarpe D- Prendere un posto a tavola E- Andare a digerire.

      Per adesso Chiavegato sta a metà tra il B ed il C. Se gli riesce il colpo al punto D ci arriva di volata entro giugno e tra un anno non ci ricorderemo neanche che faccia aveva.

      • Dindondelo lù Dan? Dindondelo?

        No credo ke Lucio el sipie cusita mixerabile, el ga on so laoro, ghe piaxe laorar, sta pasion del laoro la ghe vien da londi, da asè lonsi, da so pare, da so nono, da so bixnono, dal so trixavolo e anca da parte de la mare, xo xo par jenerasion fin al scuminsio del mondo.

        La degnetà del laoro, la go anca mi, no no Dan te si fora.

        Lù pitosto Dan, no savemo gnanca ki ke lè, nol ga gnanca la bona creansa e la degnetà de metarghe el so nome a le robe kel scrive.

        Se meto a rente Dan e Chiavegato e mixuro-pexo i fati de ste do persone a no credo ke la balansa la penda da la so parte Dan.

        Dindondelo lù Dan? Dindondelo, sa falo, ki xelo?

        • Dan says:

          Si si, la pasion, la pasion.
          Bossi aveva la pasion e siamo ancora qui senza secessione ma abbiamo mantenuto lui, famiglia intera e amicicicci per 20 anni.
          Grillo altro passionario, altre promesse, parlamento aperto, pulizia… stiamo tutti qui ancora a vederle realizzate e ci resteremo a lungo.
          Chiavegato, un altro che è salito sul treno. Se la moda, invece di fare la rivoluzione, fosse stata distribuire fiori avrebbe aperto un banco dei fiori davanti un cimitero ?

          Non mi prendono più. Se a Quantico tracciano il profilo del serial killer, io mi diletto a tracciare quello del politicante e puntuali ci cascano tutti dentro.

          Andare dietro sti qua si può fare solo se si è stupidi o collusi.
          Te, da che parte pendi ?

          La mia fiducia non se ne va più via un tanto al chilo: andrà solo a chi, realmente, marcerà sul parlamento e lo trasformerà in una norcineria.

  2. Questa volta Chiavegato ha intrapreso la strada giusta, l’unica strada percorribile senza violenza.
    Bravo! Seguiamone l’esempio in ciascun comune incominciando proprio dai più piccoli.

    • Dan says:

      Le imprese non chiudono, nooo.
      Le persone non perdono il lavoro, nooo.
      Gli imprenditori non si suicidano, nooo.
      Le famiglie non stanno perdendo il lavoro di una e più vite, nooo.

      Possiamo continuare a ridere, scherzare e raccontarci balle sugli esiti ed i sicuri successi delle manifestazioni puramente pacifiche, siii

  3. Pietro says:

    di venetismo, autonomismo o indipendentismo neanche l’ombra…

  4. Gianni Maggioni says:

    Bisogna farcela, nonostante tutto e tutti, ma abbiamo bisogno di gente senza secondi fini.

  5. Dan says:

    I toni dell’articolo fanno intendere una cosa mentre una più approfondita lettura fa capire che si tratta solo di un ritrovo durante un’assemblea.

    Ascoltare i sindaci ? Non sarebbe meglio metterli sotto interrogatorio ?

    Si parla di conquistare il territorio ma si continuano a lasciare al loro posto i rappresentanti del sistema parassita.

    Si sta ancora troppo bene…

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