9 aprile, a Trieste si discuterà la validità del trattato di Osimo

di ROBERTO GIURASTANTE

Il 19 marzo 2014 per la prima volta un giudice italiano ha riconosciuto che Trieste e la Zona A del Territorio Libero fino al 1975 si trovavano i regime di amministrazione civile provvisoria a seguito dell’accordo stipulato tra USA, Regno Unito, Italia, ed ex Jugoslavia il 5 ottobre del 1954.

Si tratta appunto del famoso Memorandum di Intesa di Londra, in base al quale i poteri esercitati dal G.M.A., con l’entrata in vigore del Trattato di Pace di Parigi avvenuta il 15 settembre del 1947, venivano trasmessi al Governo italiano in attesa della costituzione del nuovo Stato, ovvero il Territorio Libero di Trieste.
Un primo riconoscimento importante questo. Ottenuto con una battaglia giudiziaria tutt’ora in corso e da me iniziata il 14 dicembre del 2011 con la presentazione della prima eccezione sul difetto assoluto di giurisdizione dell’autorità giudiziaria italiana nella Zona A del Territorio Libero di Trieste.
Quell’atto era già stato peraltro preceduto dalla prima denuncia internazionale che avevo presentato l’11 luglio del 2011 alla Commissione Europea (si veda il post “Un cittadino del Territorio Libero di Trieste”) e in cui sollevavo la questione dell’inquinamento ambientale della Zona A del Territorio Libero, e della violazione del regime del Porto Franco internazionale di Trieste. Nell’atto di denuncia mi dichiaravo cittadino del Territorio Libero di Trieste. Era, anche in questo caso, la prima volta che veniva contestata l’appartenenza di Trieste all’Unione Europea .
Da allora molta strada è stata fatta. La questione Trieste è approdata anche al Parlamento Europeo. E molte altre persone hanno seguito il mio esempio prendendo coscienza dei propri diritti.
Il procedimento penale 854/10, quello in cui il giudice Piero Leanza si è espresso il 19 marzo, ha però rappresentato un punto di rottura in questa vicenda così importante ed irrisolta da decenni. Per la prima volta una persona, non imputata, ma parte offesa da un reato ha sollevato in egual modo l’eccezione giurisdizionale chiedendo di potere ottenere giustizia dal giudice naturale che per Trieste è quello del Tribunale del Territorio Libero, al di fuori della giurisdizione della Repubblica italiana.
Una richiesta basata sul preciso rispetto dei trattati internazionali, tra cui il Memorandum di intesa di Londra. Il Governo italiano infatti avrebbe dovuto rispettarlo continuando a garantire lo stesso regime di amministrazione che prima avevano assicurato gli alleati. Un tribunale con giudici nominati dal Governatore e che devono agire nel rispetto del trattato di pace. Il tribunale del TLT deve avere solo due gradi di giudizio e la Cassazione italiana qui non ha alcuna competenza.
E proprio dalla traduzione asseverata del Memorandum di Londra, decisa dal giudice in questo procedimento pilota, è risultata senza alcun dubbio la verità che troppi avevano cercato di mistificare per decenni: nessuna sovranità italiana su Trieste e sulla Zona A del Territorio Libero e sul Porto Franco. Almeno, secondo il giudice, fino al 1975, anno della firma del Trattato di Osimo.
Il 9 aprile mi troverò nuovamente in udienza con lo stesso giudice nell’ambito di un altro procedimento penale. Questa volta sono imputato. Anche in questo processo ho sollevato il difetto di giurisdizione. Si tratta ora di dimostrare che il Trattato di Osimo non poteva in alcun modo modificare il Memorandum di Londra e il Trattato di Pace del 1947. E su questo non ci sono davvero molti dubbi.
Non è semplice però spiegare quanti sacrifici sono necessari per portare sulle proprie spalle il peso di una lotta così impegnativa. Lo dico anche perché spesso mi viene chiesto quali sono le motivazioni che mi hanno spinto ad intraprendere questa strada. E in un mondo dove ogni azione viene valutata semplicemente per il suo intrinseco valore opportunistico, è difficile fare capire che un essere umano può essere spinto da valori più nobili che non siano quelli del puro arricchimento materiale.
Ecco così che se tu spieghi semplicemente che stai sostenendo questa battaglia per il rispetto di quei valori universali della giustizia, dell’uguaglianza, della tolleranza, e del bene comune che è il Pianeta in cui viviamo, ti guardano come tu fossi un pazzo, un alieno in questa società avviata all’autodistruzione.
Ti criticano e ti dicono che non potrai mai essere un leader. Ma cos’è un leader? Se un leader deve essere un ipocrita disposto ad ogni compromesso per raggiungere i suoi obiettivi, allora meglio essere una persona normale. Ma che agisce lealmente. E che non ha alcuna paura a schierarsi per il bene. Nell’eterno conflitto, costante fondamentale della vita e della storia umane, che oggi si trova in una fase critica straordinariamente acuta e paradossale.
In collaborazione con http://robertainer.blogspot.it/
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7 Comments

  1. Sergio says:

    I nostri diritti sono sacrosanti perché il governo italiano li nega
    compresi i politici locali . Se il TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE esiste dove sta il problema !

  2. Triestina says:

    @ pippogigi
    Trieste non è veneta, ma giuliana

    @ fabrizioc
    Trovi tutto qui:
    http://www.triestelibera.org/info/dichiarazione-di-esistenza/

    • Salice triestino says:

      Non è veneta, ma nemmeno “giuliana”, MAI!
      Il nome “Venezia Giulia” (perchè non Venezia Giuliana?) è inventato e non rappresenta alcun territorio, non solo non va usato, ma va boicottato con forza.
      Tu cara “Triestina”, perchè non ti firmi “GIuliana” allora? E quella triestina l’identità che sentiamo dentro, non un nulla come la “Venezia Giulia”, cara ai nazionalisti italiani che sono contrari al legittimo ripristino del nostro TLT.

      Trieste è città a sè stante, non fa regione, la sua regione è la città stessa col suo piccolo territorio circostante, che collega il Friuli all’Istria ed ha alle spalle la Carniola (la regione che consiste nel nucleo storico centrale dell’attuale Slovenia, e cha a Trieste si usa al maschile col termine di “Cragno”, per indicare un tipo di salsicce, le famose “luganighe de Cragno”.).

      In epoca asburgica Trieste era uno dei 17 Länder dell’Impero, definito come “Città immediata di Trieste col suo territorio”, e questo alla pari di regioni ben più grandi come una Boemia, una Stiria, una Croazia, un Tirolo.

      http://www.ecommerce.kappavu.it/storia/venezia-giulia-77.html

      http://www.friulistorico.it/Venezia%20Giulia.htm

  3. pippogigi says:

    Il trattato di Osimo è semplicemente nullo.
    L’italia non ha alcuna giurisdizione sui territori padani, se perde una guerra deve perdere i suoi territori, non quelli di altri paesi.
    Per fare un parallelo è come se la Germania, dopo aver perso la seconda guerra mondiale, invece che vedersi sottrarre Prussia Orientale e Slesia avesse fatto un trattato con cui rinunciava all’Austria o alla Cechia. Tutti bravi a fare i fin****i con il c**o degli altri. I territori ingiustamente sottratti dovranno ritornare ai veneti, se la Slovenia e la Croazia vorranno ugualmente dei territori sono certo che l’italia potrà fornire le Marche o la Puglia, per esempio (se non erro ci sono minoranze croate in Abruzzo, quella potrebbe essere la base dell’accordo), ma di sicuro non terre venete da secoli.

    • Salice triestino says:

      Non farnetichiamo, Osimo è nullo per ben altri motivi. L’Italia ha una sovranità riconosciuta internazionalmente (Trieste esclusa) con cui bisogna fare i conti.
      Piaccia o no, Padania, Veneto, o quant’altro volesse secedere, dovrà farlo dall’Italia, e Slovenia e Croazia non c’entrano nulla. L’Istria è stata persa dall’Italia col Trattato di Pace del 1947, non con Osimo, come molti pensano. Ma persa dall’Italia, non da altri paesi, cerchiamo di essere realisti. L’esempio riportato con la Germania non è per niente calzante.

  4. fabrizioc says:

    Ma esiste un cc per aiutare questo Uomo?

  5. Franco says:

    Sono completamente d’accordo con Giurastante, perché i poeti, alla lunga, finiscono per vincere sempre. Perché hanno dignità.

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