600 industrie venete contro la Lega: governo mette a rischio lavoro e ripresa

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di ANGELO VALENTINO – Non fila tutto liscio. E il primo intoppo si chiama Nord per il governo. La Lega risponderà alle critiche degli imprenditori veneti ‘coi fatti’. Lo assicura il viceministro dell’Economia in quota Lega, Massimo Garavaglia, che replica ai giornalisti che gli chiedono se il partito intenda raccogliere le sollecitazioni contro il provvedimento arrivate dagli industriali del Nord Est. Il problema c’è,  inutile trovare altri giri di parole.

 

I fatti sono che gli imprenditori veneti si schierano contro il decreto Dignità del Governo, evidenziando tutti i rischi su occupazione e ripresa. “Il decreto dignità, se confermato nella sua impostazione, è destinato a incidere in maniera pesantemente negativa sull’occupazione e sulle imprese. Le rigidità che esso introduce avranno il solo effetto di far perdere le occasioni di lavoro che un’economia sia pure in fragile ripresa sta creando”.

Nella terra dove il Carroccio ha fatto incetta di voti arriva una bocciatura spietata. Ed è l’analisi che il presidente e il vice presidente vicario di Assindustria Venetocentro, Massimo Finco e Maria Cristina Piovesana, hanno tracciato nel doppio incontro sul tema svoltosi tra Treviso e Padova. Appuntamenti ai quali hanno preso parte oltre 600 imprenditori del Nordest e responsabili delle risorse umane. Secondo i vertici dei Assindustria VenetoCentro, “il rischio è di azzerare una tendenza virtuosa che solo in Veneto ha visto nel primo trimestre 2018 un saldo positivo di 53.200 nuovi posti di lavoro e la crescita dei contratti a tempo indeterminato (29.500, +26%), specie per effetto della transizione dai contratti a termine”.

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One Comment

  1. caterina says:

    la strada per continuare a vivere e crescere qui nel Veneto è l’indipendenza… e sarà un bene per tutti! resistere, crescere e creare lavoro che è realizzazione e fonte di benessere è fare da sé e non sottostare ai dictat di Roma che il lavoro non sa cosa sia, se non riempire televisioni e dibattiti parlamentari e pubblici di continue elucubrazioni senza esperienza concreta e comunque con lauti lautissimi stipendi drenati da chi lavora e produce veramente… fin che resiste!

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