5 milioni di catalani al voto. Qual è il prezzo della libertà per Veneto e Lombardia?

di GIULIO ARRIGHINI05Referendum-1

Tocca dire che il voto “non ufficiale” sull’indipendenza in Catalogna visto da qui fa comunque gola. Sia che abbia o non abbia valore legale, Lombardia e Veneto per un po’ se lo devono ancora sognare. La Lombardia ha annunciato che lo farà. Il Veneto pure, a patto che raccolgano i fondi per realizzare la consultazione. Solo 40mila euro fino ad oggi, si legge sui giornali. In tempo di crisi, la libertà ha un prezzo sempre più alto ma non si può immaginare che la rivoluzione culturale, politica e di mobilitazione sociale non sia da fare casa per casa.

Tutti gli ostacoli peggiori, lo Stato italiano li mette sul cammino di qualsiasi percorso alternativo a questo stato di polizia fiscale. Intanto però leggiamo quello che accadrà a breve perché sarà di dimensioni ciclopiche per l’Europa che si scanna solo sulle tasse e che le impone ai governi. Saranno più di  5,4 milioni i catalani che potranno votare nella consultazione sull’indipendenza organizzata dal governo regionale per il prossimo 9 novembre. Attenti bene a questi altri numeri: la Generalitat ha  reso noto che 938 dei 947 comuni della Comunità Autonoma  hanno messo a disposizione dei locali per la creazione di 1.255 seggi e 30mila volontari (tra cui 6mila funzionari pubblici) si sono offerti per contribuire all’organizzazione del voto. Ma il risultato non sarà subito ufficialmente reso noto, a parte i dati parziali o provvisori, perché ci saranno 15 giorni di tempo per dare la propria preferenza. Attenzione anche ad un altro fatto: voteranno anche gli stranieri residenti in Catalogna da almeno un anno (tre anni per gli extracomunitari) e i catalani che vivono all’estero grazie a 17 seggi che apriranno in 17 località. Siamo più che certi che ne uscirà un pesante avvertimento a Madrid. Ma il punto è un altro. Comunque sia, la Catalogna è riuscita a mettere in piedi una macchina organizzativa poderosa. E’ scesa in piazza portando milioni di cittadini a manifestare per la propria indipendenza. La Lombardia nicchia. Il Veneto scalpita, anche se percorso da divisioni, contrapposizioni e dal timore fino all’ultimo fondato che la Regione stia troppo alla finestra.

Qual è il prezzo vero della libertà per Lombardia e Veneto? Troppe volte abbiamo dovuto rilevare che la borghesia lombarda è molle e facile a infatuazioni per il potere radical chic. Troppe volte abbiamo scritto che siamo più un volgo disperso che un popolo che si ribella con forza alla casta. Oggi, però, le nobiltà sono decadute e l’ultima casta, quella che sopravvive alla crisi, anche e soprattutto economicamente, è quella dei politici, dei partiti di sistema. Si arroccano come la vecchia aristocrazia del Sud, a differenza però dei gattopardi meridionali, la casta del Nord lavora per sè. Al territorio non ha mai garantito nulla. Non porta acqua al proprio territorio. La casta aristocratica dei politici del Sud, invece, lavora su Roma per garantire prebende, privilegi, assunzioni, strade, autostrade eterne, appalti… voti trasversali in Parlamento. Lavorano insomma per un voto che porti a pioggia qualcosa. La casta del Nord, invece, solo poltrone per quelli vicini, per gli amici. E infatti, il consenso gira a seconda di come sono stati bravi a garantire il gioco.

Oggi ci sono due referendum che girano sopra le nostre teste. Infatti buona parte della casta del Nord tace e sta a guardare. Ma la libertà ha un costo e, soprattutto, non è ambita da tutti, anche a casa nostra.

segretario Indipendenza Lombarda

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

6 Comments

  1. andrea says:

    Cosa è la legge?
    Un pezzo di carta da culo o il volere del Popolo nella terra dove vive?
    Un Popolo stanco di essere sfruttamento che ad un certo punto si ribella, si rifiuta di pagare le tasse allo stato centrale e si prende la propria indipendenza, la propria libertà e la propria sovranità!
    Spagna impotente come presto anche l’Italia!
    La storia insegna, nessuno e nessun pezzo di carta può fermare il Volere di un Popolo!

  2. Mario da Teo£o says:

    Domanda ingenua al segretario di Indipendenza Lombarda :
    La causa internazionale per l’indipendenza del Lombardo Veneto, proposta da Palmerini non è da prendere in considerazione?
    se no, per quali motivi?
    sarei grato avere il vostro punto di vista, grazie.

  3. Padano says:

    Intanto il governo regionale di Barcellona ha fatto coniare al Gremi de Filatèlia i Numismàtica (Corporazione di Filatelia e Numismatica) 45 mila monete che sembrano euro.

    Quando un’iniziativa simile da parte di Maroni e Zaia?

  4. caterina says:

    comunque, miei cari lombardi, potreste anche informarvi meglio… noi Veneti a marzo abbiamo votato in duemilioniseicentomila e passa, e con metodi moderni, anche se silenziosi come si vede qui e comunque non altrettanto nella stampa esterna… ne potete vedere la rassegna su Plebiscito.eu…
    Sta di fatto che anche voi le notizie le prendete dalle segreterie dei partiti o delle istituzioni e così pensate di andare avanti, con buona pace di quelli che leggono qui o altrove o guardano le televisioni…
    Esiste il computer e il telefono per fortuna, ma è roba troppo nuova e… inaffidabile secondo le caste che governano il mondo e i facitori dell’opinione pubblica.
    Sta di fatto che noi Veneti ci siamo già dichiarati per l’indipendenza, e il problema ora è di attuarla…certo che un po’ di collaborazione da parte vostra operativa e spassionata servirebbe, tuttavia ieri sera in un tam-tam di due giorni eravamo in duecento in piazza a Treviso con le nostre bandiere che qualcuno aveva cercato di impedire di usare…
    In Veneto la libertà la si respira nell’aria e la si vive nel cuore, presto speriamo anche nelle aziende… diversamente se ne vanno via tutte… e non è un bene per nessuno!

  5. Dan says:

    “Sia che abbia o non abbia valore legale, Lombardia e Veneto per un po’ se lo devono ancora sognare.”

    Forse è proprio questo il punto: dare dei soldi per un progetto che fin dal principio parte col freno a mano tirato perchè al momento del dunque i primi a non esserci saranno proprio gli organizzatori è chiedere un po’ troppo alla gente.

    Se ci fossero invece altri tipi di persone pronte ad agire, state certi che i soldi si raccoglierebbero in fretta

Leave a Comment