5 giornate, convegno al Cavalieri. L’Associazione Cattaneo, l’Indipendenza e Terra Insubre al Famedio per commemorare l’esule milanese

Bracalini Ferretti FamedioNon c’erano, al Famedio del cimitero monumentale, corone del Comune di Milano o della Regione Lombardia per ricordare, davanti al monumento funebre di Carlo Cattaneo, quelle 5 epiche Giornate. Nessun volto politico, e troppa dimenticanza. C’erano però il biografo di Cattaneo, lo scrittore e giornalista Romano Bracalini, con Bruno Ferretti, presidente dell’Associazione culturale Carlo Cattaneo, c’era il nostro quotidiano e gli amici in rappresentanza di Terra Insubre. Al pomeriggio, convegno sul sogno dell’indipendenza lombarda, raccontata a piene mani da Bracalini. Presenti molti esponenti di Indipendenza Lombarda, con il presidente Roberto Bernardelli. Ma se lo storico storicizza, il giornalista ha anche il dovere di contestualizzare la storia.

Cattaneo si sentì tradito dal popolo lombardo, meglio, dalla sua dirigenza. Che scelse di stare col potere nuovo che avanzava, i Savoia, Cattaneo era un uomo coerente, oggi si resta perlpessi davanti al vuoto di linearità in una qualsiasi battaglia politica. Davanti al Federalismo mancato e alle prove costanti del fallimento dello stato centrale.

Prendiamo come esempio l’ultimo report pubblicato dalla Cgia di Mestre e di cui il nostro giornale dà ampio seguito.

Cosa emerge? “Al Sud abbiamo la pubblica amministrazione più scassata d’Europa e perdiamo 30 miliardi di Pil. Nell’indice di qualità del settore pubblico, il Mezzogiorno è in compagnia di Turchia, Bulgaria, Romania, e Serbia”.

E, ancora: “Si pensi che, secondo quanto indicato dal Fondo Monetario Internazionale, se l’efficienza del settore pubblico si attestasse sui livelli ottenuti dai primi territori italiani, come le province di Trento e di Bolzano, la produttività di un’impresa media potrebbe crescere del 5-10 per cento e il Pil italiano di due punti percentuali, ovvero di 30 miliardi di euro”.

L’altroieri, Carlo Cattaneo lottava per garantire alla Lombardia quell’autonomia necessaria per liberare tutte le sue energie, quelle che la vedono incontestabilmente primeggiare per impresa, innovazione, spinta vitale.

Oggi paradossalmente dobbiamo pagare il prezzo di una classe dirigente pubblica ferma alla gestione borbonica, lo dicono i numeri. Con la differenza che i paesi con i quali si è ora in pessima compagnia, stanno ponendo serie barriere all’arrivo dei migranti. L’Italia, quindi, non solo ha dimenticato di sconfiggere il dualismo storico, economico, culturale tra Nord e Sud, ma ha anche abdicato alla possibilità di rivendicare la propria sovranità in nome di un Federalismo al contrario. Povera Italia, povero Cattaneo. E poveri noi.

 

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