Manco a dirlo, il Senato dice no a ridurre gli stipendi dei parlamentari

di FABRIZIO DAL COL

C’era da aspettarselo. Impegnatesi da tempo ad approvare la riduzione degli stipendi dei parlamentari, le strane maggioranze-minoranze hanno bocciato in commissione Industria del Senato l’emendamento al decreto sviluppo destinato a ridurre gli ‘onorevoli’ stipendi dei parlamentari. Impegnati in questa legislatura, come mai era accaduto nelle precedenti, nel sopprimere con tutti i mezzi a disposizione qualunque proposta, iniziativa o mozione tese alla riduzione dei loro emolumenti, i parlamentari della Repubblica presenti in commissione hanno motivato la bocciatura dell’emendamento ritenendolo privo dell’ammissibilità necessaria. “Al fine di reperire, attraverso la riduzione del costo della rappresentanza politica nazionale, maggiori risorse da destinare al sostegno delle politiche per la crescita e l’occupazione giovanile – recita l’emendamento – il trattamento economico comprensivo annualmente corrisposto ai membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non può superare la media ponderata rispetto al Pil degli analoghi trattamenti economici percepiti annualmente dai membri dei Parlamenti nazionali dei sei principali Stati dell’Area Euro”. Se mai qualcuno avesse riposto la speranza che la politica, in questi momenti di crisi, potesse onorare sulle solenni promesse sulla riduzione dei suoi costi tanto sbandierate in parlamento e nei talk show televisivi, quel qualcuno dovrà ricredersi ora per forza. La legge elettorale, i decreti attuativi sul patto di stabilità, le primarie, l’assestamento del bilancio ovvero tutti i provvedimenti urgenti da approvare da qui alla fine della legislatura, impegneranno così tanto i parlamentari da far passare il tempo necessario per arrivare alla scadenza elettorale ed evitare, di conseguenza, di essere costretti a mantenere fede alle promesse sopra citate. Se mai saranno costretti dagli eventi ad approvare la legge sulla riduzione degli stipendi, come sempre, ciò accadrà dopo che approveranno un provvedimento che da un lato diminuirà gli emolumenti e dall’altro manterrà invece inalterati i precedenti valori. Questo perché nessuno intende approvare oggi tale provvedimento, per non correre il rischio domani di doversi vedere ulteriormente dimezzato quel tanto caro vitalizio a cui nessuno vuole rinunciare. Nel frattempo a nessuno viene in mente i vituperati rimborsi delle spese per i portaborse, per i viaggi, per i collaboratori, che solitamente fanno a capo alla retribuzione nell’esercizio della funzione di parlamentare, ma che molto spesso solo in parte viene poi utilizzata a quel fine, mentre la parte rimanente diviene così un bel gruzzolo che il fisco non può tassare. Insomma, siamo davanti a un vero e proprio business dove l’azienda “ deputato” nel corso di una intera legislatura non ha nessun rischio di impresa, può accedere a finanziamenti bancari agevolati, in quanto soggetti solvibili perché stipendiati dallo Stato, non ha concorrenza, non ha i balzelli a cui sono soggette le imprese, non ha i controlli della Finanza in quanto gode dei privilegi dell’immunità, non paga la tassa annuale sull’iscrizione alla camera di commercio, non paga la tassa sul numero della partita iva, non ha studi di settore a cui soggiacere, non necessità di una contabilità ordinaria, ha lo sconto parlamentare per l’acquisto di un’auto, la viacard gratuita, biglietti aerei, treni gratis e tanti altri benefit ancora. Il tutto è ovviamente e rigorosamente esentasse  e, quindi, non fa parte di quelle spese a cui invece guarda l’agenzia delle entrate per stabilire il reddito di una famiglia o una azienda.

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10 Comments

  1. frank says:

    mandiamoli a casa a calci nel culo questi “porci” sembra che loro vivono in un’altro mondo…medicine, medicine, medicine!!!

  2. francesco says:

    Speriamo quanto prima che il popolo inizi a ribbellarsi non e’ possibile che noi dobbiamo soffrire e questi nulla facenti ci stanno distruggendo siano maledettiiiii

  3. ingenuo39 says:

    A questo punto, bisogna votare M5S, perchè nessuno di loro ha mai partecipato, per ora e in futuro Boh, alla vita politica e si spera che mantengano almeno il 10% di quella che dicono in giro che faranno.

  4. Ferruccio says:

    Quando vanno sulle piazze a fare comizi oppure convegni al chiuso dobbiamo iniziare a LEGNARLI tutti ma in primis quelli della Lega Nord…motivo ????

    ALTO TRADIMENTO DEL POPOLO DEL NORD

    • Stefano Nobile says:

      i comizi li fanno con la scorta, e legnano te. Però un bel lancio di uova e pomodori si potrebbe pure organizzarlo.
      Ovvio che poi ti daranno del violento appartenente a esigue frange estremiste, e ribadiranno che in democrazia ci si comporta civilmente…
      La stampa, sovvenzionata dal governo per essere “indipendente”, finirà il lavoro sporco, SEMPRE ben eseguito in Italia nei casi più importanti.

      • Dan says:

        Certo che se a legnarli si va in dieci, è ovvio che si finisce legnati.
        Certo che se la rivoluzione si aspetta sempre che parta da una minoranza sia di numeri che di strumenti, cambiamenti non ne potranno mai esserci.
        Certo che se quando si riescono a riunire 100 mila e più persone, 99950 si presentano come per andare in gita col panino e lo striscione, il panino quelli ce lo infilano a noi….

    • tere says:

      e mucala ! vai a prendertela con Bassolino

  5. Modena Libera says:

    Perfortuna e purtroppo non si può più:
    Ma come funzionava bene la ghigliottina…

    Ducato di Modena

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