300 Lombardi: ma esiste il gene dell’indipendenza?

diada2di GIUSEPPE LONGHIN – Gene dell’indipendenza? Molti di noi hanno difficoltà a credere a ciò che contraddice quello che già pensiamo. Gli psicologi lo chiamano bias di conferma e spiegano che la causa sia la dopamina che, agendo sulla corteccia prefrontale, ci spinge a ignorare le evidenze che vanno contro le nostre esperienze di lunga data e a portarci verso il pensiero collettivo che uniforma le proprie opinioni a quelle della maggioranza. Quando cioè, camminando per strada, giriamo a sinistra perché il gruppo gira a sinistra anche se la strada a destra è chiaramente la più corta per raggiungere la nostra meta: “non è possibile che tutti prendano una strada sbagliata” ci diciamo.

Alcuni di noi, pochissimi a dire il vero, hanno un gene che favorisce l’effetto opposto e sono quindi meno suscettibili al bias di conferma e alla conformità. La medicina è tuttavia lontana dal poter lavorare su questo “gene” e anche se potesse non credo avrebbe interesse nel farlo, più la massa è collettiva e più è controllabile. Sarebbe utile piuttosto un vero e proprio studio sulla esatta comunicazione indipendentista e “impiantare” il suddetto gene con l’uniformità del messaggio, la credibilità, la concretezza, il coinvolgimento, il semplice dibattito e non, come spesso capita, ergendosi a portatori del Verbo. Creiamo il gruppo e facciamoci seguire, l’alternativa è attendere che la scienza arrivi a controllare la dopamina e a creare il gene dell’indipendenza.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment