2013: Ecco i possibili teatri di guerra che coinvolgeranno gli Usa

di REDAZIONE

Durante la campagna elettorale il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva fatto del ritiro delle truppe americane impegnate in diverse guerre nel mondo uno dei suoi punti più forti. Il ritorno a casa dei militari è una delle promesse elettorali più comuni, ma poi di solito eventi imprevisti fanno sì che questa non venga mantenuta. Probabilmente lo stesso avverrà durante il secondo mandato di Obama, dato che il presidente e il suo entourage non potranno prevedere le crisi che gli Stati Uniti dovranno affrontare nel 2013.

Tuttavia, il Center for Preventive Action((CPA) ha già identificato quali potrebbero essere i rischi più plausibili per l’anno che sta per arrivare, classificandoli in base al loro potenziale impatto sugli Stati Uniti. “Sfruttando i social media- scrivono dal CPA- abbiamo sollecitato centinaia di suggerimenti da chiunque su internet abbia voluto contribuire, bypassando il filtro dei media. E poi abbiamo cercato le opinioni degli specialisti, funzionari del governo, accademici, esperti di previsione”.

Tra i rischi principali la possibilità di un grave incidente militare con la Cina, in particolare in riferimento al contenzioso Cina- Giappone sulle isole Senkaku . Ma non solo. Gli indicatori segnalano anche una possibile crisi nucleare iraniana, da affrontare sia con mezzi diplomatici che militari. Se nel 2012 si prevedeva un possibile “focolaio di violenza in Siria“, adesso che nel Paese è in corso una guerra civile è chiaro che la situazione nel Paese avrà un forte impatto sugli Stati Uniti.

E’ meno probabile, invece, rispetto al 2012, che nel 2013 ci sia una grave crisi della Corea del Nord, e bassissime sono le probabilità che scoppino dei focolai in Armenia e Azerbaigian, così come in Kenya. Sebbene qualche preoccupazione desta il Sud-Sudan in conflitto con il Sudan.

E infine, alcuni rischi non prevedibili degni di nota:

1. scoppio di una terza Intifada in Palestina;
2. rivolta popolare in Cina;
3. crisi nel Golfo Persico tra Usa e Iran;
4. crisi nel confine sino-indiano;
5. rivolta popolare in Etiopia a causa dell’instabilità politica;
6. disordini a Cuba per l’eventuale morte di Fidel Castro;
7. instabilità politica e disordini in Venezuela per l’eventuale morte di Hugo Chavez.

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One Comment

  1. Albert Nextein says:

    Ron Paul sarà molto contento.

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