2012, SARA’ RECESSIONE ANCHE A VENEZIA

di ERNESTO CERNEAZ

Salverà l’Italia forse, ma la manovra di Mario Monti – votata dal sistema tripolarista nostrano – farà retrocedere tutto il resto del territorio, soprattutto quelle aree più produttive dal punto di vista industriale ed artigianale.

La notizia, apparsa un paio di giorni fa, è stata rilanciata dall’agenzia AGI sulla scorta dei dati della “famigerata” CGIA di Mestre: “Il 2012, per la provincia di Venezia, sara’ un anno difficile, di recessione, con un aumento della disoccupazione molto preoccupante. Lo spiega Paolo Zabeo della Cgia di Mestre, analizzando le prime previsioni economiche per la provincia nel 2012. ‘Il 2012 sara’ un anno difficile che, purtroppo, ci fara’ sprofondare nella recessione, con un aumento della disoccupazione molto preoccupante’. In relazione al Pil, il veneziano segnerà quest’anno una contrazione dello 0,2%, un dato di poco inferiore al -0,3% che registrera’ il Pil nel Veneto”.

E quali saranno i settori che subiranno le conseguenze della cura governativa? “Tra i grandi settori economici, solo l’agricoltura (+0,3%) e l’industria (+0,2%) registreranno una crescita positiva. Dal lato della domanda, invece, i consumi delle famiglie veneziane si attesteranno al -0,1%. Solo dall’export verranno le note positive, secondo l’elaborazione della Cgia la crescita quest’anno sarà del +28%. Resta invece “drammatica” la situazione dei senza lavoro, con il tasso di disoccupazione che nel 2012 salira’ al 6,7%: in termini assoluti i disoccupati veneziani sfioreranno i 25.500, con un incremento, rispetto al 2011, di oltre 2.200 unità”.

Ancora Zabeo: “Gli effetti delle manovre correttive presentate nel 2011 da Berlusconi e da Monti, avranno un effetto depressivo anche sull’economia del nostro territorio. Crescita negativa e aumento della disoccupazione rischiano di colpire soprattutto i giovani, le donne e gli immigrati”.

Recessione, insomma, come previsto dalla gran parte degli analisti economici, seppur di aree diverse.

Che il Veneto possa sopportare un “annus horribilis” in termini economici appare poco scontato. Lo dimostrano le proteste e i mal di pancia di buona parte dei protagonisti economici dell’area sino ad oggi conosciuta come il  “Nord-est” dei miracoli.

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One Comment

  1. Domenico says:

    Ci sono tutte le premesse per la prima spallata al cadavere dell'italia unita. Mi auguro che Zaia sia capace di approfittarne e che i Veneti lo seguano fino all'indipendenza. A mio avviso dovrebbero partire subito con un referendum per chiedere lo status di regione autonoma, come la Sardegna o la Sicilia e magari con un referendum che approvi uno Statuto veramente indipendente in cui siano ben chiari i termini del patto Cittadini/Regione, compreso il limite massimo della pressione fiscale.

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