1992, Di Pietro: ieri le mazzette, oggi i ministeri hanno istituzionalizzato “gli aumenti”

di BRUNO DETASSISgrillo di pietro

Poche parole ma chiarissime, quelle che Antonio Di Pietro concede in una intervista all’Huffington Post commentando la serie tv “1992” dedicata al boom di Mani pulite. La sostanza del pensiero del candidato sindaco di Milano? Questa: 20 anni fa le tangenti era semplici e quasi facili da individuare, i mariuoli si facevano trovare con le mani nella marmellata. Ora, invece, hanno trovato il modo per far passare con una legge il principio che controllore e controllato sono la stessa persona e che i rincari in corso d’opera, gli aggiustamenti, che un tempo chiamavano dazioni ambientali, ora sono alla luce del sole, e anche tassabili. Il modo, secondo Di Pietro, per legalizzare la tangente. Come sarebbe accaduto secondo l’ex pm di Mani pulite, al ministero delle Infrastrutture.

Ecco alcuni brani tratti dall’intervista ad Andrea Purgatori:

Dopo 23 anni siamo tornati al punto di partenza?
“Magari. Quello che avevamo scoperto ai tempi di Mani Pulite era meglio di quello che sta succedendo adesso. Detto in dipietrese, allora era un po’ come beccare il rapinatore che esce dalla banca col malloppo in mano. Erano illeciti evidenti: falsificavano i bilanci, aprivano i conti correnti all’estero, mandavano bonifici ai pubblici ufficiali da corrompere…”.

Oggi si sono fatti più furbi?
“Basta vedere l’indagine su Incalza per capire l’evoluzione criminale del sistema. Oggi sono quasi riusciti a rendere legale ciò che è illegale, a sbianchettare il reato. Gli atti di chi si è sostituito di fatto al ministro nel suo potere decisionale sono formalmente corretti. Prima c’erano le bustarelle, adesso ci sono i contratti e le mazzette diventano fatture su cui ci pagano pure le tasse. E il giro sociale nel quale si sviluppa la corruzione ti garantisce pure il pacchetto di voti necessario a farti eleggere. E’ un’associazione a delinquere che non ha più nemmeno bisogno di essere mafiosa ma usa la politica per raggiungere lo stesso scopo”.

 

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