15-18: su 5,5 milioni di soldati solo 8mila volontari

guerra

di GILBERTO ONETO –  La guerra del 1915-’18 – sintomaticamente ricordata come la Grande Guerra – ha
rifinito l’unità italiana: qualcuno la ricorda anche come la quarta guerra di indipendenza, con la quale si è concluso il grande e sfolgorante disegno di unificazione sotto un unico paterno Stato di tutte le parti di mondo che si trovano all’interno dei “sacri confini”, la cui definizione qualcuno attribuisce con un eccesso di autobenevolenza e con qualche acrobazia teologica al Buon Dio in persona.

Con scarsa coerenza patriottica ma con un insperato sussulto di buon senso non si parla più di una quinta crociata nazionale per “liberare” il Canton Ticino, Nizza, la Corsica e San Marino, irriverente foruncolo di libertà dentro al corpo della grande patria tricolore. Uno degli aspetti più sventolati del grande tormentone quindici-diciottesco è costituito dai martiri e dagli eroi, dagli esponenti della maschia gioventù che si sono lanciati nell’avventura e immolati sull’altare della riunificazione, sorta di “ultimo chilometro” di una gara iniziata tanti anni prima da Garibaldi, Mazzini e comitiva cantante.

Ci è stato ripetuto (a scuola, nei discorsi ufficiali, sui libri, al cinema e in televisione, in tutta l’agiografia celebrativa) che un intero popolo si era buttato verso il confine per strappare le penne all’odiata aquila austriaca e per liberare Trento e Trieste. Ci è anche stato detto fino alla noia che quei fratelli irredenti non facevano altro che anelare di essere appunto redenti. Tutte balle. Colossali patriottiche balle. Senza neppure scomodare il fatto che la maggioranza dei cittadini da redimere contro voglia neppure parlava italiano (o una lingua neolatina), che anche quelli che la parlavano stavano bene dove erano e – tolta qualche sgomitante minoranza di studenti e di esagitati – non avevano mai manifestato alcuna intenzione di diventare sudditi italiani, basterebbe dare un’occhiata a quanti di loro abbiano veramente preso parte alla grande guerra nazionale per capire che da quasi un secolo ci vengono propinate solo patriottiche fandonie.

Cominciamo dai volontari di guerra. Ci fanno vedere entusiasmanti filmati di torme di giovani che vanno alla guerra cantando assiepati su treni ricoperti di patriottici graffiti, ci raccontano di folle oceaniche inneggianti al rito purificatore, torme di interventisti infuocati dai discorsi di D’Annunzio. Ebbene: su un totale di circa 5.500.000 uomini mobilitati nel corso del conflitto, quelli che si sono presentati volontariamente sono stati la bellezza di 8.171, sì proprio ottomilacentosettantuno, meno degli spettatori di un incontro di calcio di serie C.

Se si pensa che i renitenti alla leva e i disertori denunciati sono stati circa 330.000, cui vanno sommati non si sa quanti imboscati e riformati fasulli, non si ha l’impressione di un grande slancio popolare verso la guerra patriottica. Ma, su quegli 8.171, quanti erano gli “irredenti” che non vedevano l’ora di ricongiungersi con la Madrepatria e combattere l’odiato tognitto? Quanti giovani cuori italiani hanno cioè attraversato le inique frontiere e hanno chiesto di indossare il grigioverde italiano? Un’inezia: 650 trentini e 2.107 istriani e dalmati (per la precisione, 1.047 triestini, 410 istriani, 324 goriziani, 111 fiumani e 215 dalmati).

Da uno studio pubblicato (Fabio Todero, Morire per la Patria) si ricava poi che meno della metà di costoro
erano cittadini asburgici e che la restante parte era composta da “regnicoli” (cittadini del Regno d’Italia che si trovavano nell’Impero per ragioni di lavoro o altro) e da uomini non meglio identificati, ma quasi sicuramente anch’essi “regnicoli”, visto che non compaiono nella diligente anagrafe austriaca.

In buona sostanza risulterebbe che gli “irredenti” che si sono dati da fare per la propria redenzione non siano stati più di 1.500-1.600. Fra i cittadini imperiali vanno annoverati anche i 463 militari asburgici che – presi prigionieri dai russi – erano riusciti a raggiungere “dopo una lunga e triste odissea” il Csieo
(Corpo italiano in estremo oriente) dopo la Rivoluzione di ottobre: degli “irredenti” un po’ sui generis. Naturalmente gli esuli fuggiti dall’Impero sono anche stati di più, ma se ne sono guardati bene dall’arruolarsi.

Di questo migliaio di uomini (escludendo chi era finito in Cina) molti sono caduti in guerra, ma solo quattro di loro sono stati catturati dagli austriaci, processati per tradimento e giustiziati: Cesare Battisti, Damiano Chiesa, Fabio Filzi e Nazario Sauro. Dopo la morte dei primi tre, i volontari “irredenti” sono stati allontanati
dal fronte per evitare che altri potessero fare la stessa fine. In realtà i volontari in generale erano molto mal visti dagli altri soldati che li associavano con gli interventisti che avevano voluto la guerra. Spesso erano oggetto di atti di ostilità e al riconoscimento di quelli catturati (il fatto è sicuro nel caso di Battisti) non sono stati estranei gli stessi commilitoni.

A fronte di questi ragazzi che, con coerenza e coraggio, avevano scelto la causa italiana, ci sono però stati anche 2.662 casi di soldati italiani che hanno disertato e sono “passati al nemico”. Non sapremo mai quanti di loro lo abbiano fatto per ragioni ideologiche o per istinto di sopravvivenza: si tratta in ogni caso di un numero piuttosto significativo.

Ai quattro martiri citati lo Stato italiano ha dedicato strade e piazze, monumenti e ogni sorta di memoria ufficiale. A quelli che hanno scelto di passare dall’altra parte, ma anche alle centinaia di migliaia di disertori e alle decine di migliaia di fucilati e di decimati è riservato solo il silenzio e l’oblio. Quasi peggio è cercare
di fare passare i 650.000 morti (la grandissima parte dei quali ne avrebbe certo fatto a meno ed è stata costretta a partecipare alla “redenzione della Patria” con la forza) come eroici alfieri dell’italianità, come i consapevoli artefici dell’ultima guerra risorgimentale.

Anche di questi fatti e di questi numeri ci dobbiamo ricordare quando ci verranno a sventolare il tricolore per festeggiare un terribile macello organizzato per legittimare scelte politiche fatte da pochi a solo
vantaggio dei propri interessi.

(da Il Federalismo, direttore responsabile Stefania Piazzo)

Print Friendly

Articoli Recenti

4 Commenti

  1. RENZO says:

    Caro Giberto
    è passato quasi un anno da quando ci hai lasciati… forse il buon Dio non voleva più che tu continuassi a spremerti inutilmente….
    Rimane nei cuori di chi ti ha conosciuto un ricordo indelebile…
    Non preoccuparti l’itaglia sarà spazzata via da nuovo invasori… col gommone….
    …della Padania non resterà nulla… per colpa di coloro che sono fuggiti anziché combattere…
    William Wallace dixit
    In alto in ns cuori per TE! …RIP
    WSM

  2. giancarlo says:

    La Brexit e la sentenza della corte inglese stanno lì a dimostrare, se c’è ne fosse ancora bisogno che il potere non è del Popolo ma delle classi dirigenti di tutti i paesi così chiamati democratici.
    Se siamo arrivati a questo è grazie al fatto che non solo i partiti hanno fallito la loro funzione primaria perché diventati non selezione accurata dei propri dirigenti, ma vere e proprie botteghe degli affari personali. Non solo, ma la famosa democrazia rappresentativa è alla luce del sole diventata strapotere dei politici e menefreghismo assoluto per i cittadini i quali prima o poi dovranno trovare altre forme di democraia, specie quella DIRETTA al fine di riportare un po’ d’ordine in questo disordine generalizzato, ma voluto, dei vari poteri istituzionali degenerati in caste parassitarie e non più utili ai paesi.
    La democrazia è cosa difficile da attuarsi, ma necessaria, però non può essere una democrazia rappresentativa a cui si delega in bianco tutto ed il contrario di tutto come ora.
    Servono regole chiare, rifondare le costituzioni e procedere verso la democrazia diretta scavalcando i partiti fonte di corruzione, affarismo, conflitti interni ed esterni e via dicendo.
    Luigi bandiera concordo con te che il male oscuro della nostra epoca rimane da sempre l’IGNORANZA.
    L’IGNORANZA è la causa di moltissimi mali del mondo ed in italia, ma anche fuori dall’italia è quella che permette a dei babbei laureati e non (furbi e mascalzoni) di soverchiare i cittadini con decisioni e leggi contrarie al buonsenso e molto spesso alla logica. Due pilastri che in politica non dovrebbero mai mancare !!!! Invece ci troviamo difronte a politici che si sono votati leggi a loro esclusivo vantaggio per non parlare di prescrizioni giudiziarie, vitalizi, buone uscite, benefits di tutti i generi e di tutte le fattezze, etc…etc…etc…..
    Ma allora tutti quei morti ammazzati o fucilati in guerra per che cosa sono morti ?
    Giusto ricordarli ma nel modo corretto, dicendo che sono morti anche contro il loro volere per colpa di quattro scalmanati,,,,tanto per essere buoni,,,, che amavano la guerra per i loro sporchi vantaggi .
    I poveri militari morti sono morti per un’italia come questa che vediamo da decenni ???
    Le loro morti hanno solo permesso ai boiardi di stato, ai loro accoliti e a politici corrotti ed opportunisti di farsi il giardinetto in italia e nelle banche svizzere????!!!!!!!!!!!!!!
    Se mio nonno fosse ancora vivo credo che andrebbe per strada ( come un pazzo) a gridare tutto il suo dolore e la sua rabbia per questa italia che commemora i morti ma nello stesso tempo li ha e li disprezza perché invece di valorizzare la loro speranza di un paese libero, democratico e sostanzialmente decente ha fatto esattamente il contrario portandolo al fallimento anche se pilotato e molto lento !!!
    Diciamoci la verità, così non si può più andare avanti ed accettare ancora tutto come abbiamo fatto in passato è diventare complici di masnadieri senza scrupoli né etica, né morale né onesta !!!!!!
    Io non ci sto più e Voi ?!
    WSM

  3. Fil de fer says:

    Per chi come me ,Veneto di nascita e da almeno 7 generazioni ( sin dove sono riuscito a ricostruire i miei avi) ricordare la prima, ma anche la seconda guerra mondiale è devastante.
    Stante i racconti dei miei nonni e nonne, oggi tutti morti, non posso che provare del risentimento verso coloro che vollero a tutti i costi le guerre. Guarda caso non c’è n’era nemmeno uno di Veneto ra costoro.
    Furono guerre da macellai che servirono vermanete a poco per cambiare sostanzialmente le cose.
    Cecco Beppe, come chiamavano qui in Veneto l’imperatore d’Austria, propose un incontro a Roma per redimere le pretese dell’italia sul Trentino. Oggi sappiamo che era disposto a cedere il Trentino in cambio della Pace. Pace che Roma rifiutò sdegnosamente e alla fine della seconda guerra mondiale il risultato territoriale fu di gran lunga deficitario perché perdemmo tutta la Dalmazia e L’Istria ed il Trentino non compensava certo queste perdite…….Venete. Perché all’italia del territorio delle Venezie interessava solo quello che voleva lei e non ciò che avrebbe dovuto essere il volere del Popolo Veneto o italiano.
    Sì è vero che alla fine della prima guerra mondiale ottenemmo il Trentino grazie all’aiuto degli alleati sul fronte del Piave, fiume sacro alla mia Patria Veneta. ma il disastro sociale, economico e territoriale si ebbe soprattutto sul territorio della Venezie. Tanto a Roma cosa gliene poteva fregar di meno dei Veneti e del Veneto, territorio e Popolazione conquistate con l’inganno e la truffa??
    Oggi ho perdonato i Savoia, i Cavour, i Mazzini, i Garibaldi, i vari generali assassini del Regno d’italia etc…etc….etc… ma oggi non perdono più coloro che stanno a Roma e perseverano nel continuare una politica dissennata in favore dell’una e indivisibile. Pazzi, solo una federazione potrà salvare l’italia.
    Regioni stato federate tra essi con piene responsabilità di gestire bene e far tornare i conti.
    Non ci sono alternative……….
    WSM

  4. luigi bandiera says:

    Lo stato e’ il nostro PADRONE ASSOLUTO. (Servono diapositive o fatti per dimostrarlo..? Ma la storia lo dimostra per cui…)
    A lui e’ permesso tutto: ma la sovranita’, dite mo intellighentis del kax, non appartiene al popolo..??
    Ma quale se in stato italia non esiste se non nelle varie NAZIONI di cui i loro stati..? (Va ben, stati magnati dai prepotenti o BULLI del tipo napoleone…).
    Ma perche’ solo pochi la capiscono..??
    Cosa si deve fare, subire, perche’ l’IGNORANZA MUOIA..??

    PREGHIAMO.

Lascia un Commento