13/12/1815: l’imperatore Francesco I° d’Austria alla “Veneta Nazione”

di ETTORE BEGGIATO

“Il giorno di mercoledì 13 corrente è destinato da S.M. l’Augustissimo Nostro Sovrano per dare alla VENETA NAZIONE la più generosa testimonianza della Sua Paterna affezione col ricondurre un prezioso monumento dell’antica gloria veneziana.

I quattro celebrati cavalli ch’esistevano sulla Chiesa di San Marco, ricordando i fasti di Enrico Dandolo, e che furono in non lontana dolente epoca rapiti all’onor Nazionale, ricompariranno ….” Così si legge sul programma per la celebrazione del ripristino dei cavalli sulla Chiesa di San Marco che si  trova sul volume “L’arte contesa nell’età di Napoleone, Pio VII e Canova”.

Dopo diciotto anni di esilio francese, i cavalli erano stati rimossi dalla soldataglia francese il 13 dicembre del 1797, l’imperatore d’Austria Francesco I° riconsegna alla città di Venezia e alla Veneta Nazione uno dei tanti capolavori rapinati da Napoleone; fondamentale fu, in questo contesto, l’opera del grande scultore Antonio Canova; la giornata fu immortalata dal pittore vedutista  Vincenzo Chilone in una delle sue opere più riuscite.   Ma tralasciamo in questa sede la questione relativa alla indecente rapina compiuta da Napoleone ai danni del patrimonio artistico veneto, una questione che non va comunque considerata chiusa, per soffermarci  sul riconoscimento che  l’imperatore Francesco I° fa al nostro popolo, ci chiama, giustamente, “VENETA NAZIONE” un riconoscimento che non mi risulta sia in seguito venuto né da Casa Savoja né tantomeno  dall’Italia Repubblicana.

Poche righe più avanti si ribadisce il concetto parlando di “Onor NAZIONALE”; va altresì ricordato come ci furono da parte degli Asburgo altre attestazioni di rispetto nei confronti nella nostra nazione veneta: non a caso fino al 1848 la marina austriaca si chiamava ufficialmente “Imperial Regia Veneta Marina”, quella marina che  sconfisse qualche anno dopo gli italiani a Lissa nell’indimenticabile 20 luglio 1866, in quella che è stata definita “l’ultima vittoria della Serenissima”…

Ma ritorniamo al concetto di “nazione” per ribadire come il Veneto abbia tutte le caratteristiche per definirsi, appunto, nazione; nei dizionari ci viene spiegato che  nazione è un insieme di individui che, avendo in comune storia, lingua, territorio, cultura, si identifica in una comune identità. E il Veneto possiede ampiamente le caratteristiche sopra citate e tante altre, e penso alle comuni forme di religiosità, al modello economico  (il famoso modello veneto), ai millecento anni di indipendenza veneta; manca, in questo momento storico,  la consapevolezza. Ma questa mancanza è il frutto di quasi centocinquantanni   di unità d’Italia nei quali è stato fatto di tutto per annacquare la nostra identità veneta e il nostro senso di appartenenza al Veneto, nazione storica d’Europa.

Sono dinamiche che conosciamo e che hanno colpito altre nazioni storiche europee, pensiamo per esempio alla nazione catalana: nel tristissimo periodo franchista la lingua catalana era ridotta a dialetto minoritario, l’identità catalana era sistematicamente calpestata dal governo di Madrid;  oggi, nella Costituzione della Catalunya, l’articolo uno  parla di “La Catalunya, come nazionalità, esercita il suo autogoverno…” E tante altre sono le nazioni storiche d’Europa, dalla Scozia alla Bretagna dalla Baviera alle Fiandre che vogliono e devono ritrovare la giusta dimensione per risollevare quell’Europa mortificata dall’essere diventata un’Eurolandia in balia di speculatori senza scrupoli…

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44 Comments

  1. Urk, l'indipendentista vero says:

    Hahahaha! Leggendo l’articolo pensavo si trattasse di una satira, invece qua la gente parla sul serio! No ragazzi, siete troppo forti: più disperati di voi non ne avevo ancora visti capaci di scrivere un quantitativo di troiate così elevato, così come sono deliranti le conversazioni dei sostenitori di questa roba, che sembrano avere le idee ancora più confuse, ed il modo in cui l’uno con l’altro si danno forza, hahaha! Faccio fatica a non saper trovare un ordine logico con cui poter rispondere a tutto e tutti, leggo solo pensieri scritti a caso, farciti di un’acuta ignoranza sugli argomenti (soprattutto di carattere storico) e di assai incerta morale. Scrivete ancora, siete a livelli di Giuseppe Simone! :Q___

  2. Bruno says:

    L’italia ,per i VENETI,sará solo un incidente di percorso.

  3. CARLO BUTTI says:

    Le argomentazioni di Tito Livio mi paiono ineccepibili. La retorica, fondata su manipolazioni della Storia, che sorregge l’ideologia dell’indipendentismo veneto è tale e quale quella ottocentesca da cui hanno cercato di trarre legittimazione gli Stati nazionali allora in formazione, in primis l’Italia. Ma il Romanticismo è terminato da un pezzo, certe mitologie nell’Ottocento erano giustificabili, ora non più! Quanto ai famosi cavalli di San Marco, penso d’avere già detto che se Napoleone li rubò a Venezia, i Veneziani li hanno rubati ai “fratelli” cristiani dell’Impero Bizantino. Forse che, a differenza dell’identità francese, quella veneta giustifica atti pirateschi? Venedig ueber alles?

    • Tito Livio says:

      Infatti non mai capito come certi indipendentisti di fronte al nazionalismo italione possano rispondere con un esasperato nazionalismo veneziano inventato di sana pianta. Venezia non è mai stata una nazione come la si concepì nell’800 (e dopo), fu una Repubblica con molti elementi positivi, per l’epoca, ma non era tutto rose e fiore. Ma ripeto non si concepiva come nazione e i veneziani non hanno mai guardato i padovani, vicentini, veronesi, friulani come connazionali.

      • Maurizio Bedin says:

        Concordo solo su un punto. Anche i Veneziani, come tutti gli altri popoli, hanno fatto il bene ed il male. Non esistono i MIGLIORI! Però è innegabile che furono sempre all’avanguardia, per i tempi in cui governarono. Primi a mettere al bando schiavitù, lavoro minorile, diritto del popolo. Primi ad adottare ospedali pubblici. Primi anche, e sopratutto, ad estendere la giustizia equa ed indistintamente applicata, anche più severa, a scapito della nobiltà che si macchiava di crimini verso gli altri e verso lo Stato, in quanto ne doveva dare il buon esempio.
        Non certo come i nostri odierni governanti. Ed è per questo che ne ricevettero lealtà ed attaccamento dal popolo “minore”. Il popolo marchesco. Molte altre monarchie (quelle esitavano a quei tempi), anche successive, non ottennero mai altrettanta dedizione.
        Serenissimi saluti

      • Sandrino Speri says:

        Centralizzazione amministrativa,leva obbligatoria,scuole statali sono caratteristiche degli stati continentali(Italia- Francia-Germania)sempre sul piede di guerra e costretti ad accentrare per meglio affrontare gli stati vicini come loro bellicosi.La Gran Bretagna nel suo splendido isolamento e grazie alla sola flotta,ha potuto sviluppare una struttura statale elastica e relativamente decentrata.Quindi la struttura degli stati è assai diversa,a seconda che si parli di stati di mare o di terra.Guarda caso Venezia era simile,anche nel diritto,alla Gran Bretagna,ma i suoi legami con la terraferma erano chiamati Patti di Dedizione(patti-federativi)e i Veneti della terraferma erano orgogliosi della fedeltà a Venezia(verona fidelis).La Valpolicella,i sette comuni insieme ad altre terre avevano patti di dedizione speciali,tanto da godere di una autonomia assoluta.L’Austria di Francesco I° rispettava la nostra nazionalità,e la nostra diversità,come ho detto più in basso: solo alcuni popoli colonizzatori fanno coincidere stato e nazione e fra questi l’Italia con il seguito di guai che ne sono derivati.Valorizzare il diverso è democrazia e federalismo,omologarlo è tirannide.

  4. Sandrino Speri says:

    Caro Ettore del binomio Stato-Nazione,lo Stato Italiano ha sempre esaltato il primo dei due termini,spesso fino a farli coincidere come durante il fascismo,ma lasciando sempre in ombra perchè scomodo il concetto di nazione,inteso come terra dei padri,e dei popoli che in questo stato vivono.Mentre sono ben visibili i popoli sardi,tirolesi e veneti,è invisibile il popolo italiano e visibilissimo lo stato italiano con tutti i suoi orpelli.”Il riferimento soggettivo del sentimento nazionale è quindi questa entità illusoria.Il suo riferimento oggettivo è uno stato,che però non viene pensato come tale,ma come questa entità illusoria.Ciò permette di affermare che la nazione-qui lo stato nazione-è una entità ideologica,cioè il riflesso nella mente degli uomini di una situazione di potere”(1).Quando stato e nazione si identificano, sono una cosa sola, e agiscono per finalità imperialistiche come è stato per il fascismo in Italia e il nazionalsocialismo in Germania, si originano strutture centralizzate e dittatoriali al proprio interno, e conseguenti guerre all’esterno.
    Quando stato e nazione rimangono ri-gorosamente separati e governati a democrazia diretta(si vedano le 4 nazioni Svizzere che da secoli vivono in pace)si hanno strutture democratiche e ben-essere diffuso,perchè il parassitismo e bellicosità sono ridotte al minimo all’interno e all’esterno.
    Poichè si stanno configurando per l’Europa gli stessi guasti già visti con gli stati-nazione,bisogna avere il coraggio di tornare indietro e formare UNA VERA EUROPA FATTA DAI POPOLI E NON DAGLI STATI.Lo avevano capito Cattaneo,Rosmini ,Gioberti,che volevano un’Italia federale e un’Europa federale ,ma già allora,come oggi gli interessi delle Case Reali erano gli stessi della Caste Reali.

  5. luigi bandiera says:

    Alcuni dicono che si e’ veneti perche’ siamo residenti nella regione geografica ed amministrativa italiana di nome veneto.

    A questi io replico affermando che io sono VENETO perche’ vivo e risiedo nella terra dei miei padri e cioe’ nella terra dei VENETI e da generazioni.

    Tanti, foresti perche’ provenienti da altre regioni, credono di potersi definire veneti perche’ abitano nella regione veneto italiana.

    Sanno di sbagliare ma lo affermano per continuare l’azione iconoclasta dell’italia occupante e colonizzatrice.

    Tentando di leggere i fatti col senso oneto e il piu’ possibile vero si e’ tacciati o etichettati spesso del solito insulto di razzismo.

    Tutto questo sporco andazzo di vero razzismo nei nostri confronti cessera’ solo col cessare dell’OCCUPAZIONE.

    Si dovrebbe ben capire che noi VENETI non vogliamo occupare nessuno, ma nemmeno essere occupati da foresti i quali si spacciano per patrioti e fratelli nostri.

    La nostra patria e’ il territorio dei VENETI non l’italia.

    Possibile che non ci sia una Norimberga anche per gli occupanti i quali stanno facendo un etno genocidio nei confronti, appunto, del POPOLO VENETO..?

    Ma la corrente politica e di giurisprudenza in europa e’ quella del dopo Bastiglia e quindi prevale l’andazzo giacobino e illuminante con l’aggiunta di qualche altra organizzazione piu’ o meno occulta.

    Oggi poi e veramente il popolo non conta nemmeno se con i forconi in mano…

    PREGHIAMO SAN MARCO

    PS:
    dimenticavo di aggiungere che garibaldi e i savoia uniti al napoleone di turno, fecero ne piu’ e ne meno di ADOLFO quando quest’ultimo voleva occupare l’EUROPA e forse il mondo intero.

    Uno fu ed e’ condannato giustamente, anche dalla storia, gli altri, i trikoloriti, NO. Anzi. I loro nomi e le loro schifose azioni sono commemorati ad ogni piè sospinto. Ovviamente inculcate nelle teste dei nostri bambini per proseguire con l’opera di ICONOCLASTI..!

    NORIMBERGA NON VALE PER I VINCITORI..!!!

    Meglio: la santa inquisizione non e’ mai morta.

    • luigi bandiera says:

      oneto = onesto

      pardon

    • Maurizio Bedin says:

      Luigi, leggendo i tuoi numerosi commenti su questo giornale, mi ero fatto un’opinione di te come di persona un po’ troppo… “sopra le righe”, se mi intendi. Con questo tuo commento di oggi, devo ricredermi e ti assicuro che sono contento di poterlo fare. Hai colpito nel segno, a mio parere, specie nelle prime righe dove spieghi, benissimo, cosa vuol dire essere e sentirsi Veneti! La terra dei nostri Padri, della nostra lingua,delle nostre tradizioni, della nostra gente. Basta leggere i libri sui proverbi Veneti per capire la nostra tipica autoironia, nel non drammatizzare mai le cose del tutto, ma al contempo con lucido cinismo.
      Anch’io ho sempre pensato che chi dovesse decidere le sorti della Terra Veneta, dovevano esseri I Veneti. Quelli DOC. Non per “razzismo” o superiorità, ma per il diritto delle genti, per l’eredità di generazioni e generazioni vissute in queste Terre. Ma oggi si DEVE essere tutti “democratici” e lasciar decidere anche chi qui non vi è nato e non ha radici. Ecco,credo che la vera giustizia sia quella che lascierà decidere il futuro alla popolazione autoctona originale che ne possiede il diritto secolare.
      Serenissimi saluti

      • luigi bandiera says:

        Maurizio Bedin,

        grazie per il senso che mi hai trasmesso.

        E’ vero, i VENETI hanno DIRITTO di decidere loro perche’, accostandoli ai pellirosse, i coloni e gli invasori non sono nella loro terra.

        Ma in quanti sanno che loro, perche’ veneti, hanno questo diritto inalienabile e non rinunciabile..?

        A scuola o KST come la chiamo io non glielo raccontano proprio, anzi, semmai e’ il contrario.
        Nei palazzi poi e’ da non nominare mai.

        Si nota nelle manifestazioni in generale che i veneti hanno la tendenza a sentirsi italiani e per questo sventolano il trikolore, tradendo di fatto i loro AVI di cui il loro vero POPOLO, VENETO.

        Si nota anche che accettano la storia che racconta l’intellighenzia italiana, malata di trikoglionismo e non solo, visti gli andazzi.

        E’ sicuramente dura, ma bisogna insistere nella diffusione della VERITA’. Oggi il momento e’ sicuramente storico se avra’ la giusta PROLIFERAZIONE della VERITA’ VERA e non ideologika che il KOMUNISMO di DX di SX e di CNT tenta di negare e di nascondere, raccontando la novela della patria, una e indivisibile, sotto il trikolore.

        Siamo pacifici ma a volte vien da pensare alla guerra civile per farci sentire e per LEGITTIMA DIFESA.

        Speriamo di vivere sempre in pace ma non schiacciati per questo.

        Ricambio i serenissimi saluti e buona domenica.

  6. Alex says:

    Il Veneto e’ nazione perche’ i veneti vogliono che lo sia. Qualcuno ritiene che non sia cosi’? Basta votare e lo si capisce subito cosa pensano i veneti.

  7. Di sicuro la dominazione austriaca non era rose e fiori, ma almeno aveva l’onestà di chiamarsi occupazione. La Repubblica di Venezia, la Nazione Veneta (e non la regione veneto a cui qualcuno l’accomuna oggigiorno) non era diventata Austria, era dominio austriaco. Solo gli assassini tricoloruti hanno avuto il coraggio di schiacciare un Popolo e una Nazione, con quello che si chiama genocidio.

    • Tito Livio says:

      Ma di che nazione veneta parla scusi? ma lei pensa che nelle campagne venete dell’epoca in cui si doveva lavorar, taser, pregar e far fioi c’era una coscienza nazionale veneta? ma quando? genocidio? ma di cosa sta parlando scusi?

      • Piero says:

        esiste un territorio abitato da una popolazione chiamata Veneti da circa 3500 anni…che grosso modo corrisponde al veneto di oggi…
        La coscenza nazionale nei ceti popolani era inesistente ovunque, non solo in veneto
        Genocidio: eliminazione della coscienza, della storia e della lingua di un popolo.

        • Tito Livio says:

          Veneti che vissero sempre in un microcosmo senza contatti col mondo, non cambiando mai la loro lingua, non cambiando mai cultura, forma di stato, di governo, cucina, ci crede veramente Piero che noi siamo i discendenti esclusivamente dei Paleo-veneti? Quindi il Friuli non esiste dato che farebbe parte della mitica Venetia et Istria?
          Se la coscienza nazionale era assente tra i contadini mi spiega chi l’aveva? il patriziato veneziano ? che considerava la terraferma roba sua? oppure i nobili di terraferma cercarono in moltissimi casi di liberarsi dei veneziani? non è che sta benedetta coscienza nazionale è un’altra invenzione ottocentesca come gli odiosissimi Stati nazionali?

          • Piero says:

            certo che la coscienza nazionale è un’invensione ottocentesca…
            ma a posteriori se vale l’equazione 1 lingua=1 popolo= 1 nazione si può tranquillamente dire che il veneto o meglio, la venetia lo sia sempre stato.

            • Tito Livio says:

              Lingua = popolo?e se la gente parla più lingue?
              ma sopratutto non esiste luogo al mondo in cui tutti gli appartenenti allo stesso gruppo idiomatico parlino la stessa lingua. Se va sotto Rovigo parlano ferrarese, se va a Portogruaro sono più vicini al Furlan ecc ecc se si vuole fondare uno Stato nuovo smettiamola con questa boiata delle nazioni, invenzioni ottocentesche che hanno fatto e continuano a fare solo danni piuttosto w le culture e le lingue libere da ogni categorizzazzione.

              • Garbin says:

                I veneti sono infinitamente più popolo degli itagliani, fattene una ragione.

                Poi che ci sia gente fiera di essere itagliano è un mistero.

              • Barbara says:

                A Rovigo parlano il dialetto Rodigino, a Ferrara parlano il Ferrarese che è influenzato dal Veneto.
                Non venirmi a dire che a Rovigo parlano il Ferrarese perché ho parenti da entrambe le parti.

                Mi sembra che tu non sappia molto della lingua Veneta, che ha influenzato anche alcune parti del Friuli e del Trentino…e poi non capisco, davvero, tutti questi tuoi tentativi di denigrare e boicottare ogni orgoglio Veneto.
                Tanti distinti saluti.

      • Giancarlo says:

        Tito Livio, sei ammirevole per la tenacia con cui tenti di ricondurre alla ragione i talebani della Serenissima, ma è inutile, tutto intendono fuorché la ragione. Il fanatismo è uguale in tutte le epoche, dal linciaggio di Ipazia in poi, fa un po’ di vittime innocenti e poi dopo qualche giorno arriva il democristiano di turno, mano di ferro in guanto di velluto, che rimette tutti in riga, e in genere anche qui i meno colpevoli pagano per tutti. E dire che in Veneto dovrebbero intendersene di democristiani.

        • Tito Livio says:

          E ma sti talebani bisogna lasciarli fare! è 30 anni che vanno avanti con sta solfa della patria Serenissima senza macchia e senza ombre, addirittura c’è chi pensa di creare uno Stato nuovo su quelle basi li! da un nazionalismo tricolore ad uno marciano, sia ben chiaro più piccolo.

          • Giuseppe says:

            Nessuno è perfetto, però lo Stato italiano te lo raccomando e se ti piace tanto, è perché ci sguazzi con piacere e tornaconto e ti dà fastidio vedere che qualcuno possa essere migliore di te e non voglia contaminarsi con l’iTaglia. Non esiste la razza veneta, ma esiste certo una cittadinanza e una mentalità veneta, eredità della REPUBBLICA SERENISSIMA a tutti nota per il suo buon governo.
            150 anni di malgoverno italiano sono la prova che l’Italia non cambia mai e che la mentalità italiana è incompatibile con quella dei veneti che giustamente rivendicano la loro indipendenza e la creazione di una propria repubblica all’altezza (se non all’avanguardia) dei tempi e non certo un’anacronistica restaurazione della Serenissima.

          • Giuseppe says:

            Nessuno è perfetto, però lo Stato italiano con le sue velleità di grandeur te lo raccomando e se ti piace tanto, è perché ci sguazzi con piacere e tornaconto e ti dà fastidio vedere che qualcuno possa essere migliore di te e non voglia contaminarsi con l’iTaglia. Non esiste la razza veneta, ma esiste certo una cittadinanza e una mentalità veneta, eredità della REPUBBLICA SERENISSIMA a tutti nota per il suo buon governo.
            150 anni di malgoverno italiano sono la prova che l’Italia non cambia mai e che la mentalità italiana è incompatibile con quella dei veneti che giustamente rivendicano la loro indipendenza e la creazione di una propria repubblica all’altezza (se non all’avanguardia) dei tempi e non certo un’anacronistica restaurazione della Serenissima.
            Sia ben chiaro, io abolirei gli Stati etici di derivazione giacobina con le loro perversioni impropriamente dette “nazionalismi”. Nazione è solo il luogo ben delimitato (comune o provincia) dove si nasce, riposano tuoi antenati e vorresti morire, non uno Stato malato d’imperialismo, ma se devo scegliere una dimensione maggiore, senza incertezze scelgo quella regionale e lascio quelle maggiori agli avventurieri errabondi senza patria e radici.

      • Aquele Abraço says:

        Ma di cosa stai parlando te? Ti faccio io una domanda: perché non vai a ristudiare la storia della tua terra, se è vero che sei veneto? Torna a Fregene con i tuoi compari, magari un lavoro come centurione per i turisti te lo trovano.

    • Salice triestino says:

      Non si chiamava occupazione. L’occupazione si concreta solamente quando un Paese amministra un territorio ma la sovranità spetta ad un altro Stato, e non era il caso dell’Austria. Il Veneto era sotto legale ed internazionalmente riconosciuta sovranità austriaca.

      L’occuazione si ha quando uno Stato invade un’altro Stato ma non è stato ancora fatto un Trattato che validi la sovranità dell’occupante, oppure quando un territorio viene temporaneamente occupato a causa di eventi politici.

      Ad esempio Trieste tra il 1918 ed il 1921 era occupata dal Regno d’Italia ma non ne faceva ancora parte. Viceversa, tra il 1943 ed il 1947 era ancora sotto sovranità italiana ma l’Italia non poteva amministrarla, perchè la città era sotto occupazione alleata, in attesa della stipula del Trattato di Pace con l’Italia, che ha tolto all’Italia anche la sovranità su Trieste, mai ripristinata.

  8. Paolo says:

    Sarà dura, ma per ottenere qualcosa dovremmo cominciare a diffondere tali notizie tra i nostri amici e parenti, bisogna risvegliare lo spirito Veneto oppresso.

  9. Gino says:

    Viva Cecco Beppe, viva l’Impero!

  10. Luke says:

    Sì, però nel ’48 la Nazione Veneta cacciò gli Austriaci. Non mi pare che fossero molto ben voluti, da voi come da noi a Milano…
    Inoltre, l’Imperatore si era fatto regalare da Napoleone la Serenissima, quindi non categorizzerei così, l’uno bravo amico dei Veneti e l’altro nemico assoluto. Erano entrambi dittatori nemici del popolo, a mio avviso.
    Condivido comunque il concetto base: esiste il Popolo Veneto. Ma non credo abbiate bisogno di Francesco I per dimostrarlo.

    • Heinrich says:

      Nel ’48 ci furono tumulti generalizzati ovunque, ma dietro a tutti c’era la stessa regia, quella massonica.

      Le famose “5 giornate di Milano” furono tutt’altro che quanto raccontato dalla storiografia risorgimentale, infatti a capo della rivolta vi era quella stessa ricca borghesia che frequentava gli ambienti occulti al fianco dei propri omologhi piemontesi, inglesi e francesi, i quali avevano un piano ben preciso nell’ideare uno Stato italiano creato ad immagine e somiglianza dei loro principi democratici di facciata, ma oligarchici e di ingegneria sociale in realtà.
      Radetzky ritirò le truppe dalla città piuttosto che reprimere la rivolta nel sangue, e la stragrande maggioranza del popolo lombardo si schierò con lui. Ricordo che all’epoca oltre il 90% della popolazione era ancora rurale, non certo borghese. Ed a dimostrarlo ci sono molti documenti storici come diari e registri parrocchiali, dove si spiega molto bene come la contadinanza lombarda foraggiasse gli austriaci e contemporaneamente combattesse una guerriglia partigiana contro le truppe sabaude, allagando le risaie e trucidando i feriti piemontesi lasciati a riposo nelle fattorie delle retrovie. Tutto autentico e documentato.
      Quando Radetzky rientrò a Milano lo fece tra due ali di popolo festante, che tra l’altro si affrettò pure a denunciare i capi della rivolta, che nel frattempo erano fuggiti in Piemonte.
      Radetsky continuerà a risiedere a Milano per anni dopo questi fatti, amato e rispettato dal popolo milanese tanto quanto lui amava e rispettava loro.

      In Veneto solo alcuni si rivoltarono con intenti unitari, gran parte dei veneti che scesero in piazza in quei giorni chiedevano solo il ripristino della Serenissima.
      E vi stupirà sapere che nei piani austriaci formulati da Metternich, con la contrarietà di Napoleone, il Veneto sarebbe dovuto tornare ad essere uno Stato libero e sovrano (pur rimanendo nell’orbita asburgica) una volta normalizzata la situazione internazionale.
      La situazione di pace purtroppo durò solo 33 anni, in cui tra l’altro gli Asburgo investirono molto nello sviluppo sociale ed industriale del Lombardo-Veneto, ma dal ’48 al ’66 vi fu una situazione praticamente endemica di guerra, impedendo il completamento della “ristrutturazione” progettata.

      • Tito Livio says:

        I Veneziani scesero per le strade, in terraferma ci si è accodati e si era molto più filo-piemontesi che filo veneziani sopratutto per via dell’antica repubblica oligarchica che trattava la Terraferma come una dependance, gli unici che conservavano un ottimo ricordo di Venezia erano Cadore. L’Austria comunque soffocava il Lombardo Veneto con i dazi e tasse e mi domando chi se non la massoneria (tanto bistrattata sopratutto dai baciapile) potesse rivoltarsi , chi avrebbe potuto? i contadinotti che non avevano alcun ideale di patria ne italiana e lombarda ma erano ossequiosi nei confronti di ciò che gli era detto in chiesa?

        • JabbaJabba says:

          Il Regno Lombardo Veneto pagava le tasse in proporzione alla sua ricchezza essendo una delle province più ricche dell’impero.L’erario Austriaco era onesto e non soffocava nessuno con dazi e tasse(vedasi invece tassa sul macinato o Bava Beccaris).Inoltre il contado veneto,come quello lombardo non era affatto filo-piemontese e lo scrive lei stesso più avanti!
          Purtroppo per un italiano sarà sempre impossibile giudicare obiettivamente il buon governo austriaco,dopo decenni di indottrinamento risorgimentale.
          La chiesa è molto più biasimevole adesso per le sue posizioni che non allora.

          • Tito Livio says:

            Mica vero! consiglio:
            http://www.ibs.it/code/9788806149727/ginsborg-paul/daniele-manin-rivoluzione.html

            (Paul Ginsborg , Manin e la rivoluzione veneziana) dove potrà leggere come l’Austria prelevava fiscalmente molto di più rispetto a ciò che investiva in opere pubbliche in Veneto ed Lombardia, oppure di come cercò sempre di sfavorire le imprese venete e lombarde rispetto ad altre nell’Impero. Se le parte dal presupposto che in quanto italiano non posso giudicare l’Austria obiettivamente allora non ha senso parlare perché potrei dire che lei in quanto non italiano (ma magari è solo anti -italiano?) non può giudicare il Risorgimento (o come lo vuole chiamare) . L’Austria non era l’incarnazione del male come è stata dipinta per ragioni patriottiche ma per favore non dipingiamola come il Regno della perfezione perché non lo fu e le classi più dinamiche, ossia quelle borghesi, lombarde e venete hanno fatto di tutto per liberarsi dell’aquila d’Austria il punto è che non si sarebbero mai aspettati di cadere dalla padella alla brace con i Savoia.

            • jabbajabba says:

              Paul Ginsborg è studioso inglese ma naturalizzato italiano e collaboratore di università italiane,amico del girotindino Pancho Pardi e autore tra l’altro di “salviamo l’Italia”(http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Ginsborg).
              Tra la bibliografia più seria abbiamo Alan Sked,A.J.P.Taylor e A.May anche in italiano ma ci sono ottime fonti in inglese e tedesco che non la raccontano così.
              L’ignorare le fonti in altre lingue è tipicamente italiano.Il risorgimento è opera della massoneria franco-inglese con l’appoggio dello zero virgola della popolazione,punto.
              Provi solo a immaginare un ducato di Milano ancora spagnolo dopo il 1706 e una moribonda repubblica di Venezia sopravvissuti fino al 1848-59-66,senza un giorno di dominio asburgico, per finire inghiottiti dai Savoia.

  11. Tito Livio says:

    Ma allora il Veneto è nazione perché l’ha detto pinco palla”?
    Ma sopratutto il Veneto ottocentesco (se era nazione) è lo stesso di oggi? mah…

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