La Grande Guerra dai cieli di Libia vista dagli occhi di un insubre

di REDAZIONElibia

“Appartengo, fin dal principio, al cielo?
Se non v’appartengo, perché mi ha fissato così, per un attimo, con il suo sguardo infinitamente azzurro, e mi ha attirato lassù, con la mia mente, in alto, sempre più in alto, e senza tregua mi seduce e mi trascina verso altezze remote all’umano?
L’equilibrio severamente studiato, il volo razionalmente calcolato, nessuna anomalia sarebbe possibile: perché dunque la brama di salire nel cielo è così simile, in sé, alla follia?
Niente mi può appagare, subito mi tedia qualsiasi novità terrestre. Più in alto, più in alto, instabilmente vengo trascinato sempre più vicino al fulgore del sole.
Perché la sorgente di luce della ragione mi brucia, perché la sorgente di luce della ragione mi annienta? Sotto di me, in lontananza, villaggi e fiumi sinuosi assai più tollerabili appaiono di quando sono vicini.
Perché mi perdonano, mi approvano, mi invitano, suggerendo che da così lontano potrei anche amare l’umano sebbene un simile amore non possa essere la mia meta?”

Yukio Mishima, Sole e acciaio

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One Comment

  1. marco preioni says:

    Al cimitero di Gemonio c’ era la lapide di due aviatori morti nella guerra di Libia del 1912.
    Sarebbe interessante saperne la storia.

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