100 anni della riconquista dell’Indipendenza della Polonia

poloniariceviamo dall’ambasciata di Polonia in Italia e volentieri pubblichiamo

L’11 novembre è una data molto importante per tutti i polacchi. E’ il giorno in cui si celebra l’anniversario dell’Indipendenza della Polonia, riconquistata nel 1918 dopo che per 123 anni il paese era scomparso dalla carta dell’Europa a causa delle spartizioni compiute dall’Austria, dalla Prussia e dalla Russia (1795).

L’11 novembre 1918 venne firmato l’armistizio che metteva fine alla Grande Guerra anche sul fronte tedesco e quel giorno il Maresciallo Józef Piłsudski prese il controllo della Polonia. La data è perciò rimasta simbolica anche se ancora un anno di rivolte doveva passare, perché fosse consolidata quella conquista, e un ulteriore anno doveva trascorrere perché il Trattato di Versailles ratificasse i nuovi confini polacchi.

Questa Festa nazionale è il simbolo della lotta che i polacchi hanno combattuto per molte generazioni.

L’anniversario di quest’anno è particolarmente sentito, in quanto passano esattamente cento anni da quando il paese riconquistò la sua indipendenza e proclamò la Seconda Repubblica.

Sono molti e profondi i legami storici tra Polonia e Italia e molte sono le lotte combattute insieme.

Per onorare questa significativa ricorrenza saranno molte le iniziative dell’Ambasciata di Polonia in Italia.

Sabato 10 novembre alle 17.30 l’Ambasciata di Polonia celebra la Festa dell’Indipendenza con la deposizione di corone di fiori dinanzi al monumento al Maresciallo Józef Piłsudski, simbolo della lotta polacca per l’indipendenza, posto sull’omonimo viale a Roma.

Piłsudski fu il primo Capo dello Stato polacco dopo la Riconquista dell’Indipendenza e Comandante dell’esercito in anni 1918-1922. Piłsudski combatté per la patria non solo nel 1918, ma anche durante la guerra polacco-bolscevica, in cui il suo esercito salvò tutta l’Europa da una rivoluzione sanguinosa (VEDI PROFILO PILSUDSKI IN FILE ALLEGATO).

La sera nella sede della rappresentanza diplomatica si svolgerà un tradizionale ricevimento per la comunità polacca.

Domenica 11 novembre la Presidenza della Repubblica Italiana, in collaborazione con la Rai, l’Ambasciata di Polonia e l’Istituto Nazionale “Fryderyk Chopin” di Varsavia, in occasione del Centenario della Riconquista dell’Indipendenza della Polonia organizza un concerto di musica classica nella Cappella Paolina del Quirinale. Il concerto sarà trasmesso alle ore 11.50 in diretta su Radio 3 e attraverso i collegamenti Euroradio in molti paesi d’Europa.

Due giovani musicisti, la pianista Aleksandra Świgut e il violoncellista Jan Jakub Lewandowski, suoneranno brani di Fryderyk Chopin e Ignacy Jan Paderewski scelti per l’occasione )(VEDI PROGRAMMA IN ALLEGATO). Vale la pena sottolineare che per entrambi i compositori, la Patria costituiva il più grande valore della loro vita. La musica di Chopin divenne un simbolo nazionale, esprimendo anche una ribellione contro l’oppressione degli invasori. Paderewski fu un grande statista e premier della Polonia rinata (VEDI PROFILO DI PADEREWSKI IN FILE ALLEGATO).

Durante il rituale ricevimento verrà inoltre presentata una mostra a cura del Ministero degli Affari Esteri polacco, preparata dall’Ambasciata nella versione in lingua italiana, che presenta la storia della rinascita dello Stato Polacco dopo 123 anni di assenza sulla carta dell’Europa. La mostra presenta i ritratti dei personaggi che hanno reso un grande servizio all’indipendenza polacca, come Piłsudski, Paderewski e Dmowski, nonché i momenti storici più importanti di quel periodo, come la formulazione del cosiddetto tredicesimo punto del presidente americano Thomas Woodrow Wilson. Il presidente degli Stati Uniti, nel discorso pronunciato l’8 gennaio 1918 davanti al Senato degli Stati Uniti, contenente i propositi in merito all’ordine mondiale seguente la prima guerra mondiale basati su quattordici principi di base, disse: “Dovrà essere creato uno stato indipendente polacco, che si estenderà sui territori abitati da popolazioni indiscutibilmente polacche; gli dovrà essere assicurato un libero e indipendente accesso al mare, e la sua indipendenza politica ed economica, la sua integrità dovranno essere garantite da convenzioni internazionali”.

La mostra verrà presentata durante tutto l’anno 1919 in varie città italiane.

Venerdì 16 novembre invitiamo tutti i cittadini di Pisa e non solo ad un evento eccezionale – l’illuminazione della Torre di Pisa nei colori della bandiera nazionale polacca, il bianco e il rosso! L’evento comincerà alle ore 19.00 e durerà circa fino alle ore 23.00.

Con l’illuminazione del noto monumento architettonico l’Ambasciata della Repubblica di Polonia, assieme ad altre rappresentanze diplomatiche polacche nel mondo, aderisce a una iniziativa speciale delle celebrazioni della Giornata dell’Indipendenza, in cui monumenti, edifici e opere conosciute in tutto il mondo verranno illuminate nei colori nazionali della Polonia (dalla torre pendente di Pisa in Italia alle piramidi egizie, il Cristo di Rio de Janeiro e la ruota panoramica sul boulevard di Santa Monica in California).

12 dicembre presso la sede dell’Istituto polacco a Roma alle ore 18.00 si svolgerà una conferenza dedicata al Centenario della Riconquista dell’Indipendenza della Polonia. Tra i temi le questioni storiche, politiche, economiche nonché le attuali sfide geopolitiche (ingresso libero fino ad esaurimento posti).

Molte saranno anche le iniziative del Ministero degli Esteri polacco sui social media. Tra queste:

· un video in cui i cittadini dei sei paesi (USA, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone) a cui in primis era indirizzato il dispaccio con cui il maresciallo Pilsudski il 16 novembre 1918 notificava la rinascita della Polonia e rivolgeva loro l’appello a riconoscere la sua indipendenza e la sua sovranità, leggono in polacco il testo originale della missiva.
Al video che verrà messo on line l’11 novembre ha contribuito anche l’Ambasciata di Polonia con registrazioni di quattro cittadini italiani, tra cui due parlamentari, che leggono il testo polacco della missiva con il Colosseo sullo sfondo.

· un’azione denominata “#likePolska, 100 motivi per cui ami la Polonia” (vedi link al nostro sito).

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2 Comments

  1. Ric says:

    Tutti a Varsavia .
    Una cassiera , al supermercato , con un minimo pretesto di dialogo (stranamente ) mi informa che lei spegne la televisione e rilegge il Vangelo . Rimango piacevolmente basito .
    A Varsavia , sfila in corteo , domenica 11 novembre tra le tante , un’ organizzazione che si chiama “Cristo Re “ . Chissà mai perché . Assieme alla popolazione con bandiere polacche “gioiose” per commemorazione d’indipendenza , si aggiungono movimenti europei populisti e sovranisti .
    Ricordiamo agli smemorati tutti , che nella costituzione italiana , non scritta dai fascisti , primeggia una semantica ad abundantia di “ popolo “ “sovrano” , passibili di aggettivazione sostantivata populista sovranista , con legittimitá di riferimento per la repubblica , a maggior ragione da intendersi di estensione implicita d’ obbligatorietá ai i suoi “servitori” , istituzioni , servizi pubblici radiotelevisi compresi . Corre l’obbligo di citate il citato Fëdor Dostoevskij , scrittore e filosofo russo dell’ottocento , che il premier Conte nel discorso alle camere a riferimento , da sgravare l’etichettatura di populismo ad una fenomenologia d’ effetto causale legittima .
    È citazione simbolica , ove non ancora risultino gli equivochi e le contraddizioni dell’epoca ( ottocento) che una produzione letteraria come quella di Dostoevskij , pregnante tuttavia di nevrosi socioloidi . Le libertá come forme d’astrazione sociale via di fuga dal sopruso oggettivo di sistema , vadano intese in senso psicoanalitico , molto bene approfondito dagli studi di Freud Sigmund nel novecento. Se modifichiamo il contesto di carattere oppressivo (stato) dove interagisce un individuo sano “( cittadino ) , che si ammala d’ asocialità , spostando lo stesso in altro luogo ove le dinamiche di lbertá lo coinvolgono protagonista fondamento di principio universale , il suo “io” sociale trasforma in responsabilitá individuale il proprio agire . Similmente Eros ed amore liberano “ferormoni “ anti nevrosi . La mancata attuazione di prospettiva genica ( costruire famiglie ) devia persino le entitá di genere , rincoglionendo tutto .
    Ecco perché il tam tam poliedrico che avanza in Europa non può e non deve fuorviare dal connotato che produce l’epoca : una accelerazione comunicativa tra le genti ( internet) che travalica l’ingessamento demoniaco dei pochi manipolatori del tutto ,( finanza , banche) autoreferenziali e depositari come il re sole di ogni assoluta libertá , l’unica che sappiano riconoscere , la loro .
    Ma quella vera manca , al popolo , quella realtà dialettica in primis che invece viene soffocata dalle news , dalle televisioni , dai modelli invidiati dai bisognosi impotenti e schizoidi , dagli intellettuali , dai papponi parassiti che incatenano intelligenza , iniziativa , volontá , amore , da una quotidianitá tassata , assistita , proibita . Il rapporto col lavoro , dignitá e chiave di lettura viene NEGATO forzosamente dalla leva politica / morale e o impoverito dalle filosofie formative delle scuole e delle universitá modellatrici di sudditi e dipendenti . Il nichilismo di rimando voltura in quello ambientale ed è subito pronta la paurosa falce della morte punitiva ammonitrice dell’apocalisse .
    Paura , sconcerto con tagliata graduale ed inesorabile di “viveri” , per favorire ceppi sociale da odiare , per sfogare le rabbie , soldi contanti , proprietá , espropri e demonizzazioni sistemiche a tutti , desertificazione dei riferimenti nei quartieri , ma soprattutto a chi intraprende , crea , e vende , forme mentis maggiormente” intuìtive” , inesorabilmente “vigliacchi” incolpevoli che fuggono fatalmente assieme ai capitali . La crisi della rappresentanza politica arriva a spiegare appieno questa apparente simbiosi mutualistica di populismi , indipendentismi , sovranismi , senza eguali se paragonata ai movimenti intellettuali romantici ed illuministici .
    Dai e dai il popolo , le genti , i valori di riferimento identitari , non son tutti assuefatti alienati con droghe e “grandi fratelli” , e finalmente il rapporto causa effetto arriva all’imprimatur , sicchè studiare e capire sia lavoro dell’utile , siano finalitá evolutive e non rapporti sociali di accumulazione anale , aviditá ed odio .
    Come vada a finire democraticamente è oramai tangibilmente prevedibili dai segnali cogenti in ogni dove esista un suffragio universale ; ma siccome la mistificazione del male e delle rendite di posizione sono fortissime aspettiamoci catastrofi ed editti contro i bau bau di turno .
    Spero che non vi debba spiegare , almeno a voi , cosa ci faccia questa eterogenesi a Varsavia ! ?

  2. caterina says:

    C’e’ un gran bisogno di farsi sentire per non esser da meno di tutti gli altri… Oltre dieci milioni di morti sul campi di battaglia della prima guerra mondiale per portare poi a un assetto che nel giro di due decenni fu nuovamente sconvolto meritano comunque di essere quanto meno ricordati e se poi si vuol ‘festeggiare’ dipende dalla sensibilita’ si fa per dire dei vari governi o loro capi attuali… Gia’ tanto nel giro di altri trent’anni e’ ancora tutto un disastro da ripetere, e forse per la Polonia in particolare qualche decennio in piu’ quanto duro’ il dominio bolsevico… La storia e’ un susseguirsi di tragedie perche’ il mondo non ha ancora trovato la strada per eliminarle… forse e’ un surrogato per il controllo delle nascite che inconsciamente i goveni degli stati occidentali hanno messo in atto da oltre due secoli…

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