1° maggio: supermercati aperti, musei serrati. E’ lunedì, i musei statali sono di chiusura settimanale…! Uffizi chiusi: demenziale…

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di ROBERTO BERNARDELLI – L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Piena di disoccupati anche perché la sua vera ricchezza, l’arte, le sue città, i beni ambientali e architettonici, frega poco o niente a chi ci governa. Vogliamo ricordare Pompei chiusa per assemblea sindacale o il Colosseo, idem con patate? Che fare?

Passeggiando distrattamente qua e là sui social la gente racconta come ha passato il primo maggio e scopri che i supermercati sono tutti aperti ( e lo scrive chi ci lavora, invocando pari opportunità per tutti…), ma gli Uffizi a Firenze invece sono chiusi. I turisti vengono da noi per comperare la cartia igienica e le patatine fritte, non per visitare le gallerie più importanti del mondo!

Ma leggete qui (tratto dal sito del Corriere): «Quest’anno a Firenze per il primo maggio non sarà aperto alcun museo statale, visto che cade di lunedì, giorno di chiusura settimanale. Nemmeno il Giardino di Boboli, o il Museo Nazionale del Bargello, Palazzo Davanzati o le Cappelle Medicee». Lo rende noto il sindacato Confsal-Unsa Beni culturali, il cui coordinatore regionale Learco Nencetti afferma in una nota la propria «incredulità a tanta inerzia da pare dei direttori autonomi nel non aver voluto predisporre una programmazione di apertura alternata almeno per questa occasione».

Vi rendete conto? Annota una signora su faceboook: “Mia figlia oggi voleva visitare il Palazzo Ducale di Mantova ma…guarda un po’, è chiuso per festività del 1* maggio…beh ma mi sembra ovvio in un Paese che punta sul turismo come settore di punta della propria economia. Ma per favore! W l’Italia”. Che dire di più? La Repubblica degli inetti è sempre incinta.

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Credo che pochi sappiano spiegare perche’ succede tutto questo qua nello stato komunista italiano.

    Dite mo, se non producono gli statali e para la paga gliela danno lo stesso oppure no..?

    Nel privato uno dipendente prima o poi viene licenziato se non produce.

    E’ l’Art. 18 e tanti altri articoli, vale per il privato ma per gli altri pubblici..?

    Tutto qua…

    BISOGNA PRENDERE LA PASTIGLIA..! Oh, no. Kax. Ho sbagliato, volevo dire prendere la BASTIGLIA.

    Non dite che non c’e’ perche’ ogni stato ha la sua di BASTIGLIA oltre la sua nota SANTA INQUISIZIONE. (Mai morta).

    Trombettiereeee…!!!
    Kax, SUONA LA SVEGLIA NO..??
    …statale e para pure lui…
    SI SALVI CHI PUO’..!!

  2. giancarlo says:

    Premesso che lo stato italiano si trova in una situazione precaria e comatosa dal punto di vista finanziario, detto questo è chiaro che non ha soldi per pagare dipendenti di musei e quant’altro.
    Quindi non mi meraviglio di quanto pubblicate.
    Altra cosa sono i supermercati o strutture commerciali aperte anche a Pasqua, Natale, 25 Aprile, 1° mAGGIO, EETC..ETC…
    Ci sono migliaia e migliaia di giovani studenti e non senza lavoro. Non capisco perché ,se si vuole tenere aperto le attività commerciali, non si usufruisca dei giovani e si lasciano i dipendenti di queste strutture liveri di scegliere di lavorare o stare a casa con i figli. Basterebbe che le grandi catene istruissero questi giovani come tenere aperte le attività ( alcune ore alla settimana sino a fine stage e senza retribuzioni) e poi procedere con la sostituzione lasciando una super visione a cura di alcuni dipendenti volontari.
    Invece…..si scontentano i dipendenti, i figli, i mariti o le moglie e si tiene aperto anche se gli affari non possono aumentare in maniera considerevole, primo perché si continua ad aprire grandi centri commerciali i quali come gli ombrelli fanno tutti ombra…… poi perché i consumatori non stanno aumentando..salvo gli immigrati ma quelli li manteniamo noi con un costo che ci affonderà definitivamente.
    Se ogni anno arrivano 150/180/200.000 IMMIGRATI tra qualche anno voglio vedere se la baracca italiana è ancora in piedi.
    Ho notizie certe e da fonti sicure che i professionisti quali avvocati, notai, commercialisti etc…etc.. sono entrati tutti in crisi finanziaria e si stanno mangiando quanto guadagnato nei decenni scorsi perché oltre ad essere oberati di pratiche tra fallimenti, concordati, cause matrimoniali etc..etc.. e via dicendo non riescono ad incassare le proprie parcelle perché ormai la situazione è sempre più grave e addirittura le loro parcelle sono diminuite in maniera sostanziale e pericolosa al fine di poter mantenere strutture con dipendenti a carico. Dunque stiamo in piedi solo con il pensiero ma non è sufficiente.
    Tutti affermano che non vedono l’ora di chiudere l’attività per salvare il salvabile.
    Ma cosa ci stanno raccontando i politici al governo ?!
    Italiani svegliatevi prima che sia troppo tardi e smettetela di votare sempre gli stessi partiti che hanno governato negli ultimi anni è ora di cambiare assolutamente musica e uomini.
    WSM

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