1° maggio, lo straniero alla Caritas con due cellulari ma col pacco alimentare

di BENEDETTA BAIOCCHIcaritasiseo

Ma quale primo maggio! Mi chiama un’amica dal bresciano, zona lago d’Iseo. E  mi dice, più che incazzata, incazzata nera, di essere appena passata a ritirare per sè e la propria famiglia, un pacco alimentare alla Caritas della zona. Pochi minuti dopo, arriva un’immagine che parla da sè. C’è il pacco? No, ci sono due stranieri seduti sui gradini della Caritas, ma uno di loro passa il tempo a giocare con due cellulari, uno per mano. E’ l’emblema del Nord che accoglie i senza lavoro ma non i senza connessione. Per mantenere due telefoni con internet i soldi non mancano. Viva l’Italia accogliona…

Poi, arriva anche un’altra fotografia dalla stessa sfortunata amica. Mi racconta che il fidanzato della figlia, dopo immani sacrifici, era riuscito ad aprire una piadineria nel centro del paese…. C’è il lago, la gente va e viene… Ma invece le tasse, la crisi… addio speranza. La piadineria del giovane bresciano intraprendente deve chiudere, amen. Nisba, addio sogni di mettere su famiglia. Questa è l’Italia del primo maggio. Dei lavoratori apparenti, dei cellulari chattanti, dei disoccupati che nascono nonostante la voglia di lavorare. Morti per soffocamento statale. Grazie Roma, grazie a tutti quelli che parlano col culo al caldo.

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5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Cara Stefania e caro Dan,

    qua si e’ passati da BELLA CIAO a CIAO KI’…!!! (?? …ha ha)

    E di belle ne vedremo ancora e tante dato il gran sonno del gregge.

    Sim sala bim

  2. luigi bandiera says:

    COLPA NOSTRA..!!!!!!!!!!!!

  3. Dan says:

    Grazie anche a tutti quelli che pur stando male, abbastanza da farsi un giro alla caritas non stanno abbastanza male da farsi venire un vero colpo di nervoso e l’unico agire che conoscono è diffondere foto a giornali e facebook (fatte come poi ? col terzo cellulare ovviamente).

    • Stefania says:

      No Dan, si faccia un giro alla Caritas con chi ha scattato la foto, poi le passa la voglia di fare ironia.

      • Dan says:

        Io non faccio ironia, metto solo in chiaro qual’è la verità delle cose.
        In un paese normale sarebbe già scoppiato qualcosa perchè della gente normale, di fronte la presa di coscienza che una vita di lavoro e sacrifici sono finiti nel cesso, abbandonerebbe l’etereo mondo dei social e darebbe il giro ad ogni cosa. Ma qui non abbiamo gente normale, abbiamo pecore che vivono nell’illusione che qualcun altro deve partire a sistemare le cose per loro. Qui si vive ancora il mito del Che ovvero di un tizio benestante che gli viene la vocazione e si mette fare il salvatore dei poveri.

        Beh signori e signore, breaking news: il tempo degli eroi è finito. C’è un problema, si sente una data cosa come un problema, si alza il culetto d’oro e lo si risolve in prima persona dove risolvere un problema non significa postare una foto ma eliminarlo fisicamente e definitivamente in modo che non si ripresenti più.
        Chi ha postato queste foto, chi pubblica quotidianamente scene di degrado cittadino, cosa si aspettano tutti quanti ? Che a sistemare questi scempi sia qualcuno che, fortunato lui, per adesso non ha ancora bisogno di andare alla caritas ? Che parta un tizio, magari di un’altra città, a sistemare le brutte cose che capitano all’altra punta del tacco ? E tolta la questione egoistica, a che pro poi ? Perchè una volta risolta l’incombenza, chi s’è lagnato prima per la cosa, dopo possa anche lagnarsi di come è stata risolta ?

        No, queste situazioni non sono solo colpa del clandestino e del politico che lo tiene in caldo, ma anche e soprattutto della gente, pronta a rinunciare a tutto tranne che alle brutte abitudini, chiagne e fotti in primis

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